La famiglia cristiana.

Con un milione di persone che ti acclamano dimentichi qualsiasi malumore. Papa Benedetto XVI arriva a Milano dopo una settimana difficile, dalle cupe e maligne trame di palazzo si concede un’immersione rigenerante nel bagno di folla accorsa per assistere al settimo incontro mondiale delle famiglie. Ad assistere all’evento, direttamente dalla parata militare, il premier Mario Monti giusto per ricordarci che lo stato italiano è uno stato? Laico! Laico bravi…

Anche Bossi ascolta le parole del pontefice, in fondo dopo lo scandalo della cartella “The Family” e i dispiaceri subiti dai figli avrà certamente pensato che una giornata delle famiglie avrebbe potuto giovare al suo morale. La famiglia è qualcosa da salvare, e la forte immagine ribadita in questa giornata è quella della: “famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Oltre a questo concetto fondante Benedetto XVI apre leggermente ai divorziati, considerandoli parte della comunità cristiana e promettendo loro vicinanza. Questo ribadisce che la Chiesa è solamente lenta, prima o poi si apre a tutto ci vuole solo del tempo…è una lenta storia di concessioni, possiamo allora velocizzarci? Tanto prima o poi molleranno ed apriranno ai valori democratici e liberali (che non è detto che io condivida).

 

Torniamo però a quello che mi interessa. La famiglia cristiana è fondata sul matrimonio, c’è una parolina forse a tutti noi troppo scontata ma che la Chiesa non usa: amore. Fin da piccolo mi hanno insegnato che mamma e papà si amano, e non serviva neanche troppo insegnarmelo…lo vedevo.

Ma amore è una parola che lascerei solo ai poeti, usiamo agape, è l’amore comunitario e disinteressato a noi meglio conosciuto con la traduzione latina caritas. Lo stesso Bendetto XVI intitola la prima lettera enciclica (bellissima) che scrisse: “Deus caritas est”. Si tiene ben lontana dall’eros, dall’amore tra uomo e donna o tra uomo e uomo, o donna e donna, o uomo e opera d’arte ecc ecc… La famiglia si fonda sul matrimonio, ma su cosa si fonda il matrimonio? La risposta più bella è sull’amore, il che implicherebbe che anche la famiglia si debba fondare sull’amore. Solo che la storia è andata diversamente.

La famiglia è sempre stata fondata sul matrimonio, sul compito della madre di procreazione della prole. La prole e la moglie stessa sono sempre stati poi parte del patrimonio, il compito del padre. Nella società patriarcale il pater familias ha sempre avuto il compito di gestire la famiglia intendendola  come qualcosa che aveva a che fare con la proprietà; pensate anche al proletariato, quella classe in cui l’unica proprietà (e ricchezza) è data dai figli.

Fino a cent’anni fa il matrimonio era un fatto economico-patrimoniale. Nello sviluppo industriale dell’ultima età moderna poi la famiglia e il matrimonio divennero garanzia di produzione. Solo la monogamia eterosessuale fondata sul matrimonio poteva garantire una società produttiva: controllata e letteralmente “prolifica”. La famiglia era il dispositivo di potere più vicino alla gente e più importante: controllava la natalità (Michel Foucault). Qualsiasi cosa uscisse da questi parametri era da considerare devianza sessuale, omosessualità in primis. Pensate anche ai racconti dell’epoca, l’amore è quasi sempre extra-matrimoniale, è amore clandestino e per questo poi passionale.

Ma ancora oggi Papa Benedetto XVI parla di famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Parlare d’amore è pericolosissimo, la famiglia non è mai stata fondata sull’amore perchè l’amore è omosessuale ed eterosessuale. Se d’amore si parlasse tutto un sistema crollerebbe, per questo fa tanta paura alle istituzioni come la Chiesa. Io ho sempre pensato che il matrimonio cristiano fosse una fusione tra eros e agape, e l’amore tra due persone potesse e dovesse legarsi, ribaltarsi, esplodere, rinchiudersi nell’amore universale. La famiglia dei giovani è fondata sull’amore, anche perchè il patrimonio è qualcosa da dimenticare. Non ci sono parole per me che siano uscite da questo week-end milanese.

ANDREA NALE

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