La fine di un’epoca…o forse no?

Le voci che si rincorrono in questi giorni dopo le disastrose elezioni amministrative che hanno visto un solo vero vincitore (il M5S) segnano per alcuni la fine di un epoca, ma per altri un eterno ritorno alle radici della Seconda Repubblica.

Entrambe le teorie sono condivisibili: se da un lato i partiti vogliono cambiare, dall’altro essi tentano di ritornare alla politica in piccolo, che cercava consenso nelle liste civiche.

Tra i sostenitori di questa “nuova” politica troviamo in prima linea un ringiovanito Silvio Berlusconi, che non sembra ancora convinto di lasciare il posto al delfino Alfano, ma anzi è pronto a scendere di nuovo in campo, per la creazione di un nuovo partito che sarà ispirato a Forza Italia; un solo commento: si salvi chi può!

Sempre nel centro-destra troviamo un’ altra forza politica che vuole rinnovarsi: la Lega Nord. Dopo gli scandali che hanno portato alle dimissioni di Bossi e dopo la devastante batosta ricevuta alle elezioni appena svoltesi (tralasciando l’eccezione veronese che è dovuta esclusivamente alla figura di Tosi) anche la Lega cerca una via d’uscita per non affondare. La strada maestra era la candidatura di Maroni come unico segretario del partito e la conseguente ritirata di Bossi. Purtroppo il Senatur ha interrotto bruscamente questa via, dichiarando espressamente: “Mi ricandido”.

Passando invece al centro, quello che doveva essere il “promettente” Terzo Polo, si è dimostrato un flop gigantesco. Il progetto centrista non ha fatto breccia nelle menti degli italiani, per via delle eccessive inclinazioni bipartisan del leader Casini. La soluzione a questo problema sembra la scesa in campo di Montezemolo, che dovrebbe prendere il posto dell’attuale guida del Terzo Polo aumentando le percentuali di interessamento al progetto da parte dei cittadini. Attualmente se il Presidente di Ferrari entrasse in politica incapperebbe in un forte conflitto d’interessi, causando un precedente spiacevole.

L’ultima forza politica in campo è il centro-sinistra che nonostante l’aria che tira è riuscito a conquistare diversi comuni, ma l’unica sconfitta a Parma pesa molto più di quanto Bersani lasci credere. Ed e proprio su quest’ultimo dato che si concentrano le riflessioni dei partiti di centro-sinistra.

La vittoria del Movimento 5 Stelle è stata un fulmine a ciel sereno sopratutto per il Partito Democratico, che dopo il primo turno immaginava una vittoria del proprio candidato. Sul tema è tornato a farsi sentire Matteo Renzi, che ha auspicato le primarie in autunno per scongiurare il rischio di finire come il centro e il centro-destra. È interessante notare come per l’ennesima volta il PD sia riuscito a vincere nelle grandi città grazie all’IDV a Palermo con Orlando, e Sel a Genova con Doria. Senza il necessario apporto dei partiti più “radicali”, il Partito Democratico probabilmente avrebbe fatto la fine del Pdl. Questa realtà nelle scorse settimane ha riavvicinato due figure molto distanti quali D’Alema e Vendola in vista di prossime alleanze per contrastare la dilagante avanzata dell’astensionismo e del Movimento 5 Stelle.

In mezzo a questi scenari vecchi e nuovi l’unica certezza è la situazione italiana che giorno dopo giorno mette in ginocchio i cittadini. L’unica speranza che attraversa i pensieri del popolo e che qualunque cambiamento ci sia porti crescita ed equità: due punti che sino ad oggi sono stati trascurati dal Governo Monti, che nonostante i numerosi difetti si dimostra l’unica forza politica in grado di reggere la situazione in cui versa il Paese. Quando i partiti torneranno a svolgere il ruolo affidato loro dagli italiani?

MATTEO ROSELLI

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