La Grecia ha finalmente un governo

Il programma di risanamento greco per uscire dalla crisi, concordato con l’Europa, sta facendo giustamente discutere e sta creando due fronti contrapposti: chi, con saccenza, sostiene che le promesse di Tsipras in campagna elettorale fossero velleitarie, perché “non c’è alternativa” e altri, con un trionfalismo imbarazzante, appoggiano sempre più il governo greco che “ha fatto il possibile”.

Il tema non è semplice e va sviscerato bene. Un dato certo è che il leader di Syriza non credeva che la sospensione della democrazia, da parte di Bruxelles, fosse arrivata fino a questo punto: un governo non può più decidere liberamente le misure per uscire dalla crisi, ma deve seguire regole imposte da persone che le hanno sbagliate tutte e foraggiano le vecchie lobby, causa vera della crisi. Un altro punto riguarda il fomento che Tsipras ha messo in piedi per la campagna elettorale: non sapremo mai se lo abbia fatto cinicamente solo per prendere i voti o per dare una speranza – e quindi far andare a votare l’elettorato, non gettandolo nell’astensione – al popolo greco.

Certamente ora la Grecia ha un governo: legittimamente eletto – senza giri costituzionali – e che si è seduto al tavolo delle trattative da contraente alla pari e non con il cappello in mano. Ha sicuramente, in parte, ceduto su alcune riforme sociali imminenti. Ma ha vinto su tutta la linea col memorandum di misure, che infatti sono state accolte freddamente dalle “istituzioni” europee: lotta all’evasione e alla corruzione, al contrabbando, tassa sui patrimoni, non saranno più tagliate scuola e sanità e ogni risparmio verrà dalla politica e non dalla spesa sociale. Vi pare poco?

Inoltre aveva minacciato di contrattare il proprio debito con la Russia. Visto il quadro politico-internazionale, l’Europa poteva permettersi un Paese, centrale geograficamente, servo di Mosca? No.

L’opposto delle misure del governo precedente di Samaras e di quello italiano, non eletto e in piena continuità con le misure folli degli economisti. Renzi ha fatto il bulletto in Europa per sgasare il proprio ego e le proprie frustrazioni giovanili, ma poi ha scodinzolato davanti alla Merkel. La Mogherini non pervenuta per la crisi ucraina. Dove ha cambiato verso?

In Italia si sospende la democrazia, si strozzano le opposizioni, si elevano al cubo i conflitti di interesse e le lobby. In Grecia si cerca di mediare per tornare ad essere un Paese sovrano. Quindi la colpa è di Bruxelles che è al di fuori della democrazia e non di un governo che tenta tutte le strade per uscire dalla palude.

 

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About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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