La libertà non consente rettifiche

Succede anche questo da noi. Si proprio da noi. Uno si aspetterebbe provvedimenti del genere dalla Cina, che ogni tanto riparte alla carica per controllare la rete, o magari da qualche altro paese famoso per la sua incredibilie vena democratica.

Invece no, succede tutto qui. Tutto alla luce del sole, tutto dichiarato chiaramente e con tanto di orgoglio nel farlo. Perchè ormai l’impunità di queste persone che si fanno chiamare governo ha raggiunto un livello tale da non avere neanche più vergogna nel proporre leggi fasciste, vedere ad esempio quello che vogliono fare con il 25 aprile da sostituire con il 18, giusto per ricordarci quanto siamo stati democristiani.

Inizia tutto così. Ora tocca alla rete, ai blog, ai giornali on line, ai siti e poi a chi? Arriverà il giorno in cui ci diranno che non possiamo parlare male del governo quando siamo sull’autobus e se lo facciamo dobbiamo farlo solo davanti ad un interlocutore della parte opposta, poi magari passeranno alle palestre, agli uffici, alle strade e alle nostre case. Magari un bel telecomando unico, un solo canale, una sola verità, una sola voce e il silenzio attorno.

Nascono così le dittature grazie all’indifferenza del popolo che dorme e alla volgarità della prepotenza.  Il resto è storia purtroppo.

Attaccano la rete ora perchè è la cosa più libera che esista, uno spazio dove chiunque in pochi secondo gratuitamente o ad un costo bassissimo può parlare, dire la sua, proporre, ascoltare, dibattere, essere d’accordo, arrabbiarsi, condividere, ridere e piangere.

In una sola parola essere liberi… che non fa rima col nostro governo.

LUCA PUGLISI



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