La lista che vorremmo sentire

Quest’oggi Bologna sarà (giustamente) invasa di giovani provenienti da tutta Italia – e non solo – per la consueta marcia di Libera in memoria di tutte le vittime di Mafia. Un rito che si consuma da più di 20 anni e bello da vedere perché, almeno per un giorno all’anno, possiamo auto-assolverci, come comunità nazionale, dall’essere contro la criminalità organizzata. Durante i restanti 364 giorni dell’anno, però, finiamo per dirle di sì quando andiamo a chiedere un lavoro; a votare un politico chiacchierato, pensando “lo voto perché me l’ha detto papà. A me non frega niente!“, “lo conosco da tanti anni e quindi mi fido di lui, tanto so’ tutti uguali“.

Prima dell’inizio della marcia, Don Ciotti ha ricordato ai giornalisti che il 70% delle vittime di mafia non ha ancora un colpevole. Sarebbe bello se, almeno per una volta, non si leggesse solamente la lunga carrellata di morti per mano della Mafia e dell’antico brigantaggio ma i nomi dei politici, giornalisti, chierici e dipendenti della pubblica amministrazione (oggi ribattezzati candidamente “faccendieri“) che hanno permesso, con la loro omertà e sottovalutazione, che quelle persone morissero. La Mafia uccide dove c’è silenzio, solitudine sociale e dove non c’è una speranza.

Quanti politici, giornalisti, preti e dipendenti della pubblica amministrazione abbiamo sentito minimizzare, dirci di farci gli affari nostri perché “chi si fa gli affari suoi campa cent’anni!” per poi vederli piangere (ipocritamente) davanti i feretri delle vittime? Sarebbe bello sentire su di un palco come quello di Libera il nome di Salvo Lima, ucciso per non aver rispettato i patti presi con la Mafia; Giulio Andreotti, accertato essere in rapporti stabili con la corrente mafiosa di Provenzano fino al 1980; Silvio Berlusconi, nella cui villa ospitava Vittorio Mangano, mafioso di Palermo e punta di diamante della criminalità organizzata nel nord Italia; Marcello Dell’Utri, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa a 7 anni e mezzo e stretto collaboratore dell’ex premier Berlusconi da sempre, nonché ispiratore dell’idea di Forza Italia, etc.

Perché Papa Francesco non emana una bolla papale dove impone al clero trasparenza, pena il ritiro dei voti ecclesiastici?

Non sia mai che qualcosa in questo Paese si smuova. Per non essere se non altro solo delle marionette strillone da sceneggiata napoletana ma cittadini del Mondo Libero durante tutto l’anno.


About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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