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La manifestazione

Scritto da Federico il 28 - June - 2009 Letto 459 volte

Molte volte, alzandomi la mattina e ripiombando nella solita routine, nel traffico caotico e assordante, nell’andirivieni distorto e assente della gente che si muove frettolosa come un fiume di formiche, mi sono chiesto se la mia città avrebbe mai potuto regalarmi uno scenario diverso.

Oggi è successo, Roma non sembra più la stessa , sono fermo in piazza della Repubblica, piena di musica e colori, circondato da una marea di persone che parlano tra loro, discutono, discutono anche concitatamente e fremono, come me, nell’attesa della partenza. E’ tutto così nuovo, così strano, sembra quasi che i palazzi e i monumenti intorno a noi non siano una semplice cornice fissa, ma prendano vita attraverso questa immensa folla. Dentro di me sale l’emozione mi sento un’importante goccia in questo agitato mare di pensieri.

È la mia prima partecipazione ad una manifestazione; insieme ai miei amici ho preparato striscioni colorati con slogan di protesta e ora siamo pronti ad urlare il nostro dissenso perché siamo in piazza per difendere la scuola.

All’improvviso sento scendere tutto intorno a me il silenzio, il cielo si rabbuia e rumoreggia arrabbiato - come la folla un attimo fa - e poi la pioggia scende a rovinare tutto e la mia avventura finirà prima di iniziare.

La delusione prende dentro di me il posto dell’eccitazione e mentre sto pensando a queste cose sento di nuovo salire le voci della folla, animate da nuovi entusiasmi, mi accorgo che ci stiamo muovendo: il serpentone umano comincia a snodarsi per le vie della città ignaro della pioggia che ci frusta ad ogni passo.

Mi guardo intorno e scorro i visi dei miei amici di marcia: visi giovani e incuriositi, visi maturi e arrabbiati, visi intensi e decisi, così diversi da me eppure in questo momento così simili nel sentire. Vedo una luce negli occhi, come di una possibile speranza, di un coraggio sempre meno timido a far sentire la propria voce.

Intorno a noi la città si anima al nostro passaggio fatto di palloncini colorati, striscioni e una strana e nuova musica nasce dall’armonizzarsi dei suoni dei fischietti e delle voci che cantano slogan; tante finestre si aprono su di noi come mille occhi, i passanti si fermano alcuni incuriositi, altri infastiditi.

Nella mia testa si agitano e si mescolano mille pensieri e passo dopo passo, slogan dopo slogan, vado avanti alla conquista della mia città gridando con decisione a tutti ciò in cui credo, vorrei che questa giornata non finisse mai.

Ora sono nel mio letto, ma la mia mente è ancora in marcia perché sento di aver dato un contributo importante anche se ero uno tra tanti, per un giorno sono stato, come dice A.Schweitzer, “una goccia nell’ oceano ma questo è ciò che dà senso alla tua vita.”

FEDERICO CECCHINI

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