“La metti una firma contro la droga?”: il caso della Cooperativa Lautari

E’ dicembre, cammini per le strade della tua città in cerca di qualche idea non banale per i regali di Natale quando ad un certo punto un ragazzo sbuca dal nulla e ti domanda a bruciapelo: “Ciao! La metti una firma contro la droga?”. Lì per lì pensi: “ma sì dai, una raccolta firme per una legislazione seria sul tema merita di essere DSC08423supportata”. Non si tratta però di questo. Si firma, usando le parole di alcuni di questi ragazzi, “per solidarietà”. Una volta firmato poi ecco la richiesta: “stiamo chiedendo a tutti di lasciare un contributo economico. Di solito più di 5 euro”. Se il ragazzo ti convince, firmi e mentre lo fai ti viene raccontata la storia di come da tossicodipendente è riuscito a farcela, ad uscire dal tunnel.

Nulla da eccepire, ci mancherebbe altro. Se non fosse che molto spesso c’è di più dietro ciò che appare ai nostri occhi.

LA COOPERATIVA. 

Questi “procacciatori” fanno capo alla cooperativa Lautari. La cooperativa, come si legge sul sito ufficiale: “è una comunità terapeutica di orientamento pedagogico riabilitativo, specializzata nella disintossicazione e riabilitazione dalla dipendenza di alcol e droghe”. Fondata nella città di Pozzolengo nel 1992, ha 5 unità locali (Como, Firenze, Pordenone, Roma e Capodistria) e fin da quando apre i battenti è bersaglio di polemiche, controversie e procedimenti giudiziari.

Già nel 1993 scoppia il primo caso. Il Corriere della Sera, il 9 maggio, racconta la reazione dell’amministrazione di Pozzolengo all’apertura della cooperativa: «il Comune interessato dichiara di non gradire l’iniziativa. E nella delibera spiega perché: “Hanno fatto tutto di nascosto, senza informarci e senza chiedere nulla – argomenta il primo cittadino Gaetano Conti […] Mi sembra un’ operazione affaristica”. “La nostra è una cooperativa di solidarietà che non ha fini di lucro”, ribatte don Furieri, “ci muove l’esigenza di rispondere alle richieste di aiuto che provengono dalle famiglie e dagli stessi drogati. L’immobile, un’abitazione con annesso maneggio, ci è stata offerta in affitto. Vorremmo trasformarla in una comunità di prima accoglienza, autofinanziata e con non più di 30 40 posti […] la ristrutturazione è già cominciata”. Abusivamente, dice il Comune, che ha bloccato i lavori e intimato la demolizione delle opere già realizzate».

A non convincere il Comune sono anche gli esponenti della Lautari: «in particolare l’ex vicepresidente. “Le ricerche e le informazioni assunte – si legge nel testo della delibera con la quale il sindaco del comune bresciano ha dato parere sfavorevole alla registrazione della cooperativa nell’albo regionale – giustificano ampie preoccupazioni. Tra gli amministratori compare la signora Fioroni Vincenza, la quale si troverebbe in libertà provvisoria a seguito di procedimenti giudiziari e penali connessi alla sua appartenenza alle Brigate rosse” ». La Fioroni, in seguito, lascerà l’incarico.

IL RAGAZZO MASSACRATO DI BOTTE. 

Sempre dalle pagine del Corriere, pochi mesi dopo la polemica tra i gestori della nuova realtà e il Comune, si aggiunge un nuovo tassello. Il 10 novembre Federica Cavadini scrive: « “L’ hanno massacrato di botte e poi l’hanno lasciato in mezzo a una strada. Credevo che lì fosse al sicuro, che lo avrebbero aiutato, invece lo hanno picchiato a sangue. Quando è arrivato all’ospedale era irriconoscibile”. Rosa Tremonti, madre di Tommaso, 22 anni, tossicodipendente da sei e ora sieropositivo (il giovane che sarebbe stato picchiato in comunità) vuole andare fino in fondo. “Non ho niente da perdere, mio figlio ormai è spacciato”, dice la donna, una madre coraggio di 40 anni. “Non posso tacere. Quella gente è pericolosa per tutti i giovani che vivono il dramma di mio figlio”. Sotto accusa è la comunità per tossicodipendenti Lautari di Pozzolengo, che aveva 10352269_10205243442907322_255805282767028771_naccolto il ragazzo dopo un appello lanciato dalla madre proprio dalle pagine del Corriere: Tommaso, dopo trenta overdose, aveva tentato per l’ennesima volta di suicidarsi, in carcere. Alla disperata richiesta della donna aveva risposto la cooperativa di Pozzolengo, dove sarebbe avvenuto il pestaggio. Così, la comunità aperta un anno fa alla periferia del paese, a pochi chilometri da Sirmione, torna nella bufera».

La risposta della cooperativa non si fa attendere: «Aveva fatto a botte con un altro tossicodipendente, non siamo stati noi a picchiarlo. Sono cose che succedono in una comunità, questo non è un collegio dei salesiani – dichiara il Presidente Giovanni Bonomelli – E non lo abbiamo lasciato in mezzo a una strada, è stato lui che ha chiesto di andarsene, e noi, una volta scaduti i quattro mesi di arresti domiciliari che ha trascorso qui, non potevamo trattenerlo».

Alle Autorità però il ragazzo dichiara di essere stato aggredito da otto persone nello scantinato della Lautari: «Ero scappato dal centro e avevo portato con me due ragazze: forse per questo motivo, quando sono rientrato, mi hanno picchiato».

IL PRESIDENTE ARRESTATO. 

Giovanni Bonomelli è fondatore e Presidente della cooperativa Lautari. Sessantenne, ex consuocero di Salvatore Ligresti (la figlia Jonella aveva sposato il figlio di Bonomelli, Omar), il 2 marzo 1994 viene rinviato a giudizio per truffa (e connessa estorsione). Il 19 febbraio 2014, invece, viene arrestato con l’accusa di violenza sessuale.

Sembra che Bonomelli abbia consumato più volte rapporti sessuali con una ragazza di 16 anni, ospite della sua comunità di recupero. La giovane era stata portata lì dai genitori per aiutarla ad uscire dalla sua dipendenza.

L’arresto è stato disposto dal gip del tribunale di Brescia Paolo Mainardi che, come riportato da più giornali, una volta esaminate le intercettazioni ambientali raccolte, ha ritenuto opportuno procedere.

Nell’inchiesta finisce anche Michela Righetti, 40 anni, collaboratrice di Bonomelli. Secondo l’accusa anche lei avrebbe avuto un ruolo, seppur di secondo piano, negli incontri sessuali con la ragazza (sia a Pozzolengo che in un albergo di Roma).

Alessandro Mainardi, avvocato difensore del Presidente, però non ci sta: «Bonomelli Giovanni non è accusato di violenza sessuale in danno di una minorenne ma di aver compiuto atti sessuali con ragazza di 16 anni ai sensi dell’art.609 quater c.p. . La coindagata Michela Righetti non è la moglie o l’amante di Bonomelli e nemmeno con funzione di assistente nella Comunità in quanto semplicemente ospite della Comunità stessa. Vi prego altresì di precisare che i fatti addebitati sarebbero avvenuti lontano dalla Comunità e che la ragazza è risultata sessualmente accorsata e consenziente».

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Giovanni Bonomelli

Immediato il commento della Lautari: «Siamo profondamente addolorati e vogliamo precisare che abbiamo già provveduto a destituire dalla carica di presidente Giovanni Bonomelli». Davide Lodi, socio e portavoce della cooperativa ci tiene ad essere chiaro: «Vogliamo prendere le distanze dai comportamenti contestati a Bonomelli. Speriamo che presto si faccia luce su questo episodio e non escludiamo di costituirci parte civile per i danni all’immagine causati alla nostra comunità». La giovane, precisa Lodi: «non era un utente, ma un’ospite temporanea della struttura».

LA COOPERATIVA OGGI. 

Cos’è cambiato nella governance della Lautari dopo l’arresto di Bonomelli? A quanto sembra nulla. Al suo posto è stato nominato Presidente il figlio, Andrea Bonomelli e continua a rimanere un punto interrogativo, mai smentito o confermato dai diretti interessati, rilanciato online già diverso tempo fa dal blog Pensoscrivo: «Non nego che ho trovato commenti di persone, che pur non smentendo ciò che sto per raccontarvi, affermavano di aver trovato comunque un aiuto. Il meccanismo però pare essere il seguente: questi ragazzi sono spediti nelle città con dei banchetti per attirare la gente. Con la scusa di una totalmente inutile firma contro la droga, si fanno fare delle offerte. Sono addestrati per controbattere le più comuni obiezioni  e alla fine della giornata devono riportare a casa circa 600 euro. Dove finiscono questi soldi?».

«Come ho già detto, non ho la possibilità di verificare praticamente queste affermazioni – continua il post – ma ho letto veramente centinaia di commenti e sono troppe le coincidenze e i punti in comune, per trattarsi di una gigantesca bufala. Pare che qualcuno effettivamente tragga giovamento da questa vita, perché “è sempre meglio che drogarsi”, ma personalmente reputo veramente scabroso assoldare un esercito di persone con evidenti problemi, facendo leva sulla loro debolezza, per trarre un profitto. Pare che legalmente siano in regola, perché nonostante siano una cooperativa no-profit, non è vietato chiedere un’offerta spontanea».

 

AGGIORNAMENTI

Alle ore 17 e 36 di oggi abbiamo ricevuto una lettera di rettifica da parte di Andrea Bonomelli, Presidente della Cooperativa Lautari. Il testo della lettera, essendo di 4 pagine, abbiamo provveduto a caricarlo QUI.

Prendiamo atto che gran parte di ciò che viene raccontato nell’articolo non ci viene contestato. Ci scusiamo per la dichiarazione iniziale “copioni già scritti – storie già confezionate di come da tossicodipendente è riuscito a farcela ad uscire dal tunnel”, che abbiamo provveduto a rimuovere.

Prendiamo anche atto però che vengono sottolineate cose che noi non riportiamo, come il fatto che le “Le donazioni richieste dai ragazzi sono totalmente volontarie e MAI IN ALCUN CASO obbligatorie o richieste con insistenza e aggressività” (non abbiamo mai scritto nulla di tutto questo).

L’affermazione “Pare che qualcuno tragga effettivamente giovamento da questa vita perché è sempre meglio che drogarsi” ritenuta diffamante dal dottor Bonomelli, non è stata pronunciata da noi ma da qualcuno che non è mai stato smentito. Prova ne sia il fatto che viene esplicitato da parte nostra chiaramente: “continua a rimanere un punto interrogativo, mai smentito o confermato dai diretti interessati….”. Siamo felici di poter pubblicare la risposta, mai fornita in questi anni, sul punto.

Per quanto riguarda il caso di Tommaso, il ragazzo trovato massacrato di botte, non è stata emessa nessuna “sentenza” dal nostro giornale ma è stata riportata una notizia che, ribadiamo, in 21 anni non è mai stata rettificata/smentita. A tal proposito, nella lettera il dottor Bonomelli ci segnala che al Corriere della Sera in tutto questo tempo non sono state chieste smentite/rettifiche di tutti i fatti da noi citati solo perché nella Lautari sono stati “troppo impegnati nella realtà quotidiana che si svolge in Comunità più che a placare polemiche e diffamazioni”.

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'“La metti una firma contro la droga?”: il caso della Cooperativa Lautari' have 34 comments

  1. 17 Dicembre 2014 @ 3:26 pm marco

    Belle bugie racconta Bonomelli! A Grosseto e a Siena I loro gregari chiedendo donazioni si sono rivelati aggressivi al punto che in alcune situazioni è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine… me compreso!

  2. 17 Dicembre 2014 @ 5:29 pm Anna Toscano

    Grazie per il pezzo, avrei un paio di osservazioni. L’invito a firmare contro la droga che cosa è? Possibile che una persona pensi di mettere una firma contro la droga? Mica la droga si ferma con una firma…. come può la gente firmare? La seconda è: cosa se ne fanno di tutte queste firme???? Per cosa le usano? Come le riciclano?

  3. 17 Dicembre 2014 @ 6:09 pm Matteo Marini

    Buonasera,

    Le rispondiamo usando le parole che, nella sua lettera di rettifica, ha usato il Presidente Andrea Bonomelli:

    “In merito alla richiesta di una firma contro la droga tanto criticata nel vostro articolo perché ritenuta priva di basi legali e mettendo in dubbio l’atto di solidarietà che si compie firmando, vorremmo puntualizzare che per ognuno dei nostri ragazzi una firma equivale al sostegno di un altro essere umano nella sua personale lotta contro la droga. Per quanto simbolica vi assicuriamo che essa assume un significato decisamente rilevante”.

    Saluti,

    Matteo Marini

  4. 18 Dicembre 2014 @ 6:04 pm Luca

    Ciao io sono stato ospite della comunità lautari (la mia seconda famiglia) perché è così che io lo vissuta come una famiglia ci son stato per 5 anni e sei mesi circa ora sto molto bene e mi son costruito una mia famiglia con una splendida figlia ed anche io o chiesto una firma contro la droga e voi vi chiedete ma che cavolo vuol dire , io vi rispondo cosa voleva dire per me era solo un modo per attirare l’attenzione della persona e poter spiegare chi eravamo e le nostre problematiche.il tavolino a noi serviva anche a poterci raportare con le persone all’esterno della comunità cosa che durante la nostra tossicodipendenza da stupefacenti non avevamo più.io sarò per sempre grato alla lautari per l’aiuto avuto è quello che vorrei dire a tutti coloro che mettono in dubbio l’operato della comunità lautari senza prima esser andato a vedere e conoscere questa vera realtà di non giudicare perché così è troppo facile.

  5. 18 Dicembre 2014 @ 7:58 pm Matteo Marini

    Gentile Luca,

    Nessuno ha voluto giudicare l’operato della Cooperativa. L’articolo pubblicato mira a far presente alcuni fatti che sono usciti diversi anni fa sui giornali e non sono mai stati rettificati. Tanto è vero che quando Andrea Bonomelli ha ritenuto opportuno inviarci una lettera di rettifica, non abbiamo avuto problemi a pubblicarla, proprio per dare a voi lettori il quadro il più completo possibile sulla questione.

    Cordialmente,

    Matteo Marini

  6. 18 Dicembre 2014 @ 8:33 pm valeria

    Signore Matteo marini la lautari non è solo quello io mi chiamo Valeria e in questa comunità ci ho vissuto 6 anni momenti belli ma anche brutti; ho ripreso la mia vita in mano sono 2 anni che sono fuori e sto bene sicuramente perché l ho voluto io ma con l aiuto di quelle persone che tutti i giorni mi sono state vicino e mi hanno sempre aiutato!!!! Perciò ringrazierò sempre Gianni e Davide!! Grazie lautari!!!!

  7. 18 Dicembre 2014 @ 8:46 pm Marco

    Carissimo Luca, sperando che questo sia il tuo vero nome e che la tua testimonianza sia veritiera, ciò che dà più fastidio non è il fatto che si chiedano dei soldi, ma che lo si faccia in una maniera subdola e meschina. Non puoi chiedere una firma contro la droga, quando questa non serve a niente se non a chiedere i soldi. E non prendiamoci in giro dicendo che quello è l’unico modo per raccontare la storia triste di un tossicodipendente che poverino è isolato da mondo. Se questo era lo scopo la stessa Università potrebbe darvi gratuitamente dei locali dove potete raccontare la vostra esperienza, magari poi chiedendo una donazione o il 5×1000. Quello che volete invece sono i soldi punto e basta. E NON è FINITA QUI!!! La sfiga ha voluto che negli anni sono stato fermato più volte da questi personaggi attrezzati di tavolino verde: a Firenze, Siena e Grosseto. Ho avuto sempre un’esperienza negativa: la prima volta mi sono reso disponibile a firmare perché pensavo stessero facendo una raccolta firme. Resomi conto del tranello ho fatto presente, visto che NON volevano la mia firma, MA i miei soldi; la risposta è stata molto strafottente ai limiti dell’offensivo. Un’altra volta ho visto due di questi soggetti litigare ed urlare tra loro in mezzo ad una strada principale e centrale della città, dalla dinamica del litigio, sembrava che uno di loro fosse una specie di responsabile/caporale o comunque che avesse un “grado superiore”. Infine la chicca c’è stata a Grosseto dove ero con la mia fidanzata e loro si trovavano davanti al parcheggio dell’ospedale. Mi hanno chiesto la famosa firmetta, io ho risposto “mi dispiace sono di fretta”, sapete cosa mi hanno risposto? Hanno fatto apprezzamenti volgari nei confronti della mia fidanzata!!! A quel punto ho chiamato la polizia che addirittura mi hanno anticipato descrivendomi proprio i soggetti in merito!!! Infatti avevano già ricevuto diverse segnalazioni e mi hanno promesso che sarebbero intervenuti. Presso quel parcheggio ci sono anche numerosi parcheggiatori abusivi e anche loro quel giorno si sono resi conto di tale comportamento, a tal punto che si sono messi a guardare questi tizi con il banchetto e poi hanno deciso di andare tutti via. Proprio perché avevano capito anche loro che questi avrebbero creato dei problemi e in caso di intervento delle forze dell’ordine non volevano essere presenti. Non dico che sono tutti così, ma questa è la mia esperienza tutte le sante volte. Non ce l’ho contro i drogati, non ne sono stato uno, ma ho amici che sono usciti dal tunnel e a mio modo cerco di dare loro sostegno includendoli in uscite e nello sport. Perché ho capito che il senso di emarginazione che si prova dopo un’esperienza del genere è abnorme. P.S. ATTENTI!!! Se non sbaglio, non so siano sempre loro, adesso ho visto alcuni soggetti che si sono dati alla vendita di cartoline!!! ed io che purtroppo ho l’animo buono mi sono fermato e ne ho comprata una! Questo emerito malfattore con la scusa che voleva cambiare i soldi ha tentato di truffarmi!!!! La truffa è comunissima e si chiama “Rendez moi”. Io a quel punto offeso anche solo per avergli fatto credere che avevo la faccia talmente da, scusate il termine, coglione da tentare la truffa, gliel’ho spiegata a menadito e mi sono ripreso pure i soldi della cartolina, restituendo quest’ultima. MEGLIO FARE VOLONTARIATO presso le strutture che dare anche un centesimo a chi non si conosce.

  8. 18 Dicembre 2014 @ 10:17 pm Dan

    Gia una quindicina di anni fa, avendo dato una cospicua donazione mi sono messo a chiaccherare con i ragazzi al tavolino e abbiamo capito insieme che si trattava di una bufala. Ho lasciato la i soldi ma ho capito allora che era una frode ai danni del pubblico ma ancor piu ai danni dei ragazzi. Questi delinquenti /deficienti dell’organizzazione di dovrebbero vergognare – e dovrebbero anche andare in galera, ma in Italia ormai chi ci pensa a queste cose?

  9. 18 Dicembre 2014 @ 11:36 pm Anna

    Sono più che d’accordo con l’articolo, vi faccio sono un’osservazione: Andrea Bonomelli non è dottore, ha il diploma di scuola superiore e non frequenta università! Il titolo “signore” è adatto, forse anche troppo.

  10. 19 Dicembre 2014 @ 2:28 pm Matteo

    Provate ad indagare anche cosa c’è sotto ad Alisei Ong, Aliseicoop, Alisei Srl, insomma Alisei in tutte le salse. Ne vedrete delle belle.

  11. 19 Dicembre 2014 @ 3:05 pm Leonardo

    Sarò sempre contrario a queste iniziative. Lo dico perchè fino ad un anno fà mi facevo di coca, ecstasy, ketamina e metanfetamine e ora? Ora ho smesso e senza l’aiuto di qualcuno, è solo un fatto di testa di dire no alle cose. Ci ho pensato da solo a smettere perchè me l’avranno detto non sò quanti amici di farla finita ma me ne sono sempre fregato fino a che non mi sono detto “Leo, ma non ti sei un pò rotto i coglioni di questa vita monotona?” Da lì ho smesso così da un giorno ad un’altro, eppure mi è capitato non sò quante volte durante questo periodo che mi mettessero davanti qualsiasi tipo di stupefacente, lo usassero di fronte a me e non mi viene nemmeno la voglia di farlo. Quindi invece che andare a rompere i coglioni con ste firme che tanto non servono a nulla pensateci un attimino e cambiatevi mente da soli.

  12. 19 Dicembre 2014 @ 3:52 pm Mattia

    Ma mi spiegate come la cooperativa possa anche immaginare di costituirsi parte civile contro l’ex presidente Bonomelli quando il presidente è il figlio??? Cioè ci vogliono far credere che il figlio denuncia il padre? Scusate, ma già solo da questo si capisce come lavora tale organizzazione.

  13. 19 Dicembre 2014 @ 4:29 pm Claudia

    trattasi di metodo truffaldino per estorcere denaro al pubblico, specie di turisti. denaro che naturalmente non andrà ai ragazzi. il resto è fuffa.

  14. 19 Dicembre 2014 @ 4:41 pm marta

    a venezia questi ragazzi chiedono soldi tutti i giorni, ma essendo sotto gli occhi di tutti non ho mai visto scene di violenza o costrizione. il problema è che quasi la totalità della gente che firma sono turisti stranieri che pensano di fare un bell’atto di beneficienza. e i ragazzi sono ben addestrati con le lingue straniere.
    ricordo però che quando avevo 18 anni a firenze mi sono imbattuta in un ragazzo della lautari che mi ha chiesto la firma. andandomene via senza lasciargli un’offerta, questo ha iniziato ad insultarmi pesantemente, quasi minacciandomi.
    adesso ovviamente tiro dritto appena li vedo, e se mi fermano dico che non firmo perchè sono a favore della droga. non è la droga il vero problema.

  15. 1 Gennaio 2015 @ 2:24 am Vale

    Vorrei rispondere a tutti, ma la maggior parte sono da insulto, quindi mi limiterò a dire:
    a chi risponde che è a favore della droga che è ormai vecchia come battuta e di non sentirsi per niente originale
    A chi dice a questi ragazzi di vergognarsi, che forse dovevano vergognarsi prima, quando si facevano distruggendo oltre che a se stessi, la propria famiglia che impotente non sapeva cosa fare
    A chi dice di aver smesso da solo senza bisogno di un aiuto che è un caso su un milione e che giudicare chi invece per uscirne ha chiesto un aiuto è da limitati. Caro mio non siamo tutti uguali e quindi non sentirti migliore perché non lo sei di certo…basta vedere come ragioni
    A chi dice di aver assistito a pestaggi minacce percosse che mi fa sorridere perché io incontrandoli quasi tutti i giorni non mi è mai successo…magari guardiamo meno film e sopratutto spariamo meno cazz….te
    A chi giudica in generale….guardiamoci un po’ noi che forse è meglio
    Non continuiamo a menarla su…se sono in giro da 20/30 anni credo proprio che siano in regola….sveglia…con tutti i perdi tempo come voi che ci sono in giro a chiamare i carabinieri o i vigili ogni volta che li vedono e non è mai successo niente vuol dire che sono in regola….FATEVENE UNA RAGIONE…e se avete tutta questa frustrazione dentro e questo odio, quando li vedete evitateli senza fare troppe scene
    Avete stufato più voi che loro DAVVERO

  16. 9 Gennaio 2015 @ 7:10 pm io

    io ci sono stato 2 anni…..professionisti zero,assistenza zero,svago zero,dormire zero,nessun posto che accetta il banchetto,tante tante palle raccontate alle autorita…e se non uso piu sostanze di certo non è grazie alla lautari,e quei responsabili che fanno la bella vita e i froci con il culo dei ragazzi…..vermi!

  17. 30 Gennaio 2015 @ 5:37 pm Rocco

    Carissima Vale,
    ti ricordo che anche Berlusconi è ancora in giro in parlamento da 20 – 30, ma questo non significa che è proprio in regola eh!!!
    Povera piccola, studia di più e guarda meno film!!

    non lo dico perché sono un antiberlusconiano, ma solo per far capire la deficienza di tale soggettina

  18. 24 Aprile 2015 @ 2:13 pm Zio

    Rocco fai pena. A mio avviso questa gente andrebbe cacciata per lo meno dalle zone monumentali dove si affrottano a tutti gli altri questuanti e danno uno spettacolo orribile del nostro paese, come se gia lo fosse abbastanza

  19. 12 Giugno 2015 @ 6:56 pm Sono razzista ma il razzismo non è la soluzione | Carlo Tognola

    […] Riguardo a chi mi chiede soldi proprio non posso vedere quelli del Lautari  (http://www.wilditaly.net/la-metti-una-firma-contro-la-droga-il-caso-della-cooperativa-lautari-19810/). […]

  20. 9 Febbraio 2016 @ 8:47 pm Marco

    Ho lasciato la Lautari da piu di 18 anni ormai, e ci ho passato circa cinque anni della mia vita. Durante il mio tempo passato li sono stato responsabile per la P.I, cosi veniva chiamata all’epoca, Prevenzione ed Informazione..Anche io ho partecipato, per fortuna per un tempo davvero ristretto, ai tavolini in giro per il nord Italia a raccogliere fondi. Questo tipo di attivita era stata adottata come idea di un ulteriore autofinanziamento, da ragazzi che provenivano da un’esperienza in un altra comunita molto discussa ai tempi per i suoi metodi, parlo delle Patriarche di Lucie Engelmajer. Quella che era l’idea iniziale di questo progetto prevedeva di portare avanti questo tipo di attivita per un periodo non prolungato, per tutta una serie di motivi, il fatto che fosse gia da parecchio utilizzata dalle Patriarche con risultati piu che disastrosi ai tavolini, azioni tipo estorsione perche i ragazzi avevano un fisso minimo col quale dover rientrare a casa, comportamenti non troppo ortodossi dei ragazzi in luoghi pubblici e non, e per evitare di stressare ed avere poi un risultato negativo, e cosi via, queste dovevano essere le ragioni per non portare avanti questo tipo di attivita per decenni. Leggendo l’articolo ed i commenti seguenti, vedo che il flusso in entrata di donazioni ha avuto la meglio su quelle che erano le idee iniziali…certo, piu gente si accoglie e piu bocche hai da sfamare e persone da seguire sotto ogni aspetto, e niente e gratis, questo lo capisco…Io poi non essendo piu nella struttura non posso sapere cosa nel corso degli anni abbia influenzato questa scelta. All’epoca vi erano altre attivita interne quali la produzione di prodotti in peltro ed in gesso, ma chiaramente le entrate di queste non sono mai state nemmeno nei sogni paragonabili con quelle che erano le entrate della PI….Io non posso parlare male della mia esperienza passata alla Lautari, sono 18 anni che non mi drogo piu e vado avanti con la mia vita…la cosa che mi rattrista e leggere che alla fine quello che si voleva evitare e successo…”..noi non siamo Le Patriarche, ne ci comportiamo come loro..”, ed era vero…almeno fino a diciotto anni fa…

  21. 27 Febbraio 2016 @ 7:47 pm davide

    Il distaccamento di carpi (sempre facente parte della com Lautari) si è scoperto che faccevano tutti uso di eroina per anni e anni con i soldi delle donazioni e alla cetrale mandavano le cifre che volevano loro

  22. 22 Settembre 2016 @ 11:38 am Daniele

    Mi trovo a passar tutti i giorni a Piazza della repubblica (Roma) dove vengono fermati solo turisti stranieri , i quali poverini se cadono nella trappola sono costretti a pagare , questa mattina ho assistito ad una scena dove una coppia di turisti (Giapponesi) sono stati rincorsi e costretti a “devolvere” 5 euro ! il tipo del banchetto si è rivolto a loro in modo molto minaccioso puù che una donazione direi un ‘estorsione

  23. 15 Novembre 2016 @ 12:38 pm Jack

    Avevo lasciato una bella somma a questi personaggi, diversi anni fa, mi pare un 25 euro, sarà che la tipa dietro al tavolo aveva due occhi stupendi, o che in quel periodo avevo l’arroganza di salvare il mondo… mi è capitato l’anno scorso di incrociarli di nuovo e ho lasciato dieci euro… da quello che ho potuto capire sono davvero ragazzi che si drogavano e che poi hanno smesso… senza stare a dilungarmi direi che lo capisci e basta, però se sei sveglio capisci anche il lato negativo… a me puzzano di setta… credo che questi ragazzi vengano aiutati da quell’organizzazione, almeno sul piano della tossicodipendenza, ma penso anche che alla fine quell’organizzazione cerchi anche di imbrigliarli nel loro sistema: in poche parole li liberano dalla tossicodipendenza per poi sfruttarli e alla fine queste persone non ritornano mai alla vita civile… questi padroni della Lautari sono dei bei furboni, ho visto delle foto dove sono seduti su poltrone che costano un patrimonio, dentro a case incredibili… dai è evidente…
    Quel denaro che raccolgono ipotizzo che andrà in parte ai servizi necessari per curare i tossicodipendenti e per l’80% nelle tasche dei padroni
    Il linea di massima, mia opinione e libera critica, che non ha scopo di diffamare nessuno, mi sembra che questo volontariato per i padroni della Lautari sia un business… è evidente che la loro organizzazione non rispecchia i canoni delle classiche associazioni di volontariato…
    Del resto quanto pubblicato in questo articolo si commenta da solo… e poi dicono che laurearsi in Scienze della comunicazione non serve a nulla…! Complimenti Matteo, da uno studente di altra facoltà.
    Ho constatato anche io che spesso sono sgradevoli quando chiedono denaro, mi domando se sia il risultato di una formazione specifica che hanno ricevuto nell’organizzazione (setta?) o se tutto ciò sia da imputare al fatto che sono ragazzi con un passato difficile.
    Mi hanno incuriosito perché i metodi con cui raccolgono denarono sono sospetti… ci arriverebbe anche un bambino.
    Non mi stupisco di quanto si dice nell’articolo.
    Cordiali saluti

  24. 7 Aprile 2017 @ 10:45 pm Stefano

    Oggi li ho visti all’uscita principale del Salone del Mobile alla fiera di Rho Milano. Tavolino, tovaglia verde e tre incaricati con la biro in mano che fermavano gli allocchi e le allocche, per lo più stranieri, che a firma eseguita mettevano mano al portafoglio. Ma la Polizia dov ‘ è?

  25. 17 Maggio 2017 @ 5:53 pm Al Bress

    A Venezia fanno man bassa di turisti stranieri, sono molto aggressivi, parlottando qualche lingua abbordano i poveri ignari e chiedono i soldi, fanno una ricevuta, alla sera sono stati visti gettarle nella immondizia

  26. 13 Settembre 2017 @ 3:25 pm Rossella

    Quando mi chiedono la firma contro la droga rispondo sempre “Perché contro? Io sono a favore”.
    Una volta, pur di ottenere la mia firma, mi hanno detto “Allora firma contro la pena di morte”. Ho risposto che sono anche a favore della pena di morte. Mi hanno detto di firmare lo stesso anche se ero favorevole alla droga.
    Al che gli ho risposto “Scusa ma se sei interista faresti mai l’abbonamento al Milan?”
    Lui ha risposto di no.
    E io “Ecco, per me firmare contro la droga quando sono favorevole è come per un interista fare l’abbonamento al Milan”.

  27. 21 Novembre 2017 @ 12:35 pm Jex

    Io a questa domanda rispondo sempre che sono favorevole alla droga, così mi lasciano andare.

  28. 5 Gennaio 2018 @ 2:59 am Samuel

    Io sono stato a Pozzolengo subito dopo lo scandalo del fondatore che è stato arrestato. Ho conosciuto Davide Lodi e sono rimasto presso la struttura un mese e mezzo, non ho mai visto girare tanti soldi.. una comunità che è un casale immenso con 37 ettari di vigna e una cantina che pare un museo; con una falegnameria (dove fui inserito) priva di lavoro concreto; una scuderia di cavalli da equitazione bellissima; la struttura aveva capacità di ristorazione notevoli e spesso ospitavano gruppi stranieri in visita turistica provenienti da fuori europa; ogni attività è svolta dai ragazzi lì in cura compresa la ristorazione; non ci era concesso molto pur lavorando 6 giorni e mezzo su sette tra servizi e pulizie oltre 11 ore al giorno; ho passato molto tempo tra le vigne a lavorare e ancora di più in falegnameria; i ritmi lavorativi tra pulizie e lavoro assegnato sono notevoli; vittime dei loro depliant i miei genitori credettero dicessero la verità in effetti non avevano nemmeno educatori e tutte le attività erano e sono convinto siano ancora solo di gruppo; la persona con me che mi aveva in carico il primo mese non aveva mai fatto vere sedute con lo psicoterapeuta che è solo una figura di facciata; il fondatore inquisito aveva anche una scuderia di cavalli in nord europa poi smantellata in modo oscuro; dopo l’arresto del fondatore furono indagati e trovati non a norma con i locali e ricordo bene che bruciarono in falegnameria molti documenti e una gran massa delle ricevute di donazioni; le sale della sede principale sembrano un museo con quadri anche del 700 e cortili con marmi e statue; io stoccavo le verdure in falegnameria in celle improvvisate e fuori anche tra i legnami, verdure frutto di donazioni e quasi sempre in decomposizione, luogo infestato da topi; a tavola nonostante la struttura magnificente non so quanti prodotti scaduti abbiamo mangiato per esempio yogurt che arrivavano da Bolzano in estate su un camioncino aperto senza refrigerazione; è vero che i banchetti in trasferta dovevano raccogliere almeno 600 euro al giorno o erano puniti infatti l’ordine era di non smontare i tavolini fino tarda notte se non si raggiungeva l’obiettivo.. potrei raccontare molto altro ma non mi dilungo e sintetizzo: eravamo circa 80 a pozzolengo a lavorare a tempo pieno sabato compreso, ci veniva data una busta di tabacco da 30g ogni sei giorni con cartine e filtri, non era concessa mai la tv ne leggere se non nell’orario dedicato al sonno; la mattina ( io ho fatto il militare una caserma è un’albergo a confronto) tra pulizie dei locali e il resto non avevo il tempo e la possibilità nemmeno di andare in bagno insomma avere tre minuti per fare i bisogni non era possibile; per le terapie di gruppo come le attività i responsabili erano i più anziani di servizio nel mio caso un individuo extossico di eroina malato di AIDS psicotico e violento. Per riuscire ad andare in bagno la mattina ho dovuto impormi e capita la situazione me ne sono andato via senza soluzioni nè casa nè parenti che mi aiutassero bastava uscissi da lì dove gli scatti di ira sono quotidiani visto il tenore di vita e i soggetti che ci arrivano. Non ci era permesso in estate portare acqua in camera per la notte poichè troppo costosa a dire loro dovevamo bere quella del rubinetto; si è una setta di individui abili nel business e bencapaci di reclutare mano d’opera senza costi nascosti dietro l’abito pubblico dell’altruismo verso i ragazzi bisognosi. Palesemente vi è una collusione con le forze dell’ordine e/o lo stato che dovrebbe monitorare queste attività e so che sia una sinergica collaborazione. Davide Lodi potrebbe spiegare meglio ma non avrà mai l’interesse di farlo. Necessitavo di un medico per problemi di circolazione e aspettai due settimane prima di vederlo: mi fu spiegato che la crisi colpiva anche la comunità e questa era la motivazione per cui fossero privi di educatori e personale adeguato tanto sponsorizzato nei loro depliant come le attività svolte che in 4 settori ovvero vigna/falegnameria/scuderia/cucina non erano per nulla formative ma solo manovalanza gratuita e lo sono ancora compresa quella di richiedere offerte che viene svolta in tutta Italia. Insomma un ceco a mezzanotte comprende che Lautari sia una funzionale azienda orientata al business e mascherata dall’abito pubblico dell’associazione onlus senza scopo di lucro.. insomma un’attività di mero aiuto per tossici mentre in realtà il capitale accumulato dalla stessa narra palesemente e con conferma di fatti di cronaca passata siano un’associazione a delinquere il cui unico interesse è il denaro e ovviamente come il pervertito fondatore Davide Lodi è colluso con le forze dell’ordine e la finanza che quel posto avrebbe dovuto sequestrarlo anni or sono e guarda caso un magistrato di nome Antonio di Pietro se ne era occupato.

  29. 24 Maggio 2018 @ 2:16 pm Squat

    Ho incontraro un volontario di lautari Onlus vicino Piazza Maggiore a Bologna e mi ha convinta a firmare , però ora vorrei sapere di più di lui….

  30. 15 Agosto 2018 @ 11:19 pm nicola pozzi

    Sono stato da voi… anni fa … in cucina…… vorrei ritornare …. Grazie Davide ….. nic

  31. 28 Marzo 2019 @ 4:08 pm Giacomo Romoli

    Quando mi fermano io rispondo:
    Firmerò quando leggo nei vostri foglietti che siete favorevoli a fare quello che si fa nell’unico Paese (città) nel mondo dove non esiste la droga , cioè Singapore.
    La’ IMPICCANO I TRAFFICANTI DI DROGA.
    Per i portatori di morte non c’e’ altra pena

  32. 9 Maggio 2019 @ 10:06 pm Claudio

    Caro Samuel perché racconti un sacco di cazzate su chi ti ha dato da mangiare e dormire.
    Io sono stato per quattro anni utente della lautari e vero poteva capitare che un giorno ci fosse roba appena scaduta e ripeto APPENA scaduta ma ricorda bene dimmi una cosa comunità dove ti da da fumare, mangiare prodotti per lavarti acqua calda tutti i giorni fare sport e non è vero che non potevi portare l’acqua in camera tutte balle

  33. 14 Dicembre 2019 @ 4:17 pm Lilia

    Criminali. Cercai di fuggire una volta dalle loro violenze psicologiche, mi raggiunsero e davide lodi mi pesto’ come un ossessionato, un criminale . Colui che guidava non disse nulla. Scappai una seconda volta , riuscendo. Passai la dentro I peggiori 2 anni della mia vita. Tra davide lodi e bonomelli e tutti I loro scagnozzi, saluto romano. I metodi erano da fascio, senza vergogna . Giuro che questa e’ verita’ .

  34. 24 Luglio 2020 @ 12:44 pm Fabrizio

    Li ho incontrati recentemente zona Punta Ala, nel grossetano, mentre facevo un giro i mtb, non do mai soldi al banco perché non mi pare trasparente, mi hanno fatto sentire una merda. Ho indagato un po’ e i miei sensi di colpa si sono placati. Il vostro articolo ha qualche anno evidentemente I metodi non sono cambiati.


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