La miglior difesa per Cesare Battisti

Dopo quello che è successo oggi, vi invitiamo ad immedesimarvi nei brasiliani. Fatto? Bene. Ora leggete quello che segue tutto d’un fiato. Si tratta di dichiarazioni nude e crude, tutte molto semplici da intendere, chiarissime nel loro contenuto. Un bel respiro, si comincia.

Partite pure dalle esternazioni dell’attuale Presidente del Consiglio italiano, la quarta carica dello Stato. Tranquilli, il mare in cui pescare è molto ampio:

«Quello della giustizia è un cancro che dobbiamo estirpare» (04/10/02); «

Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana» (04/09/03);

«Ho sempre notato che l’unica figura definita dal Vangelo “iniqua” è quella del giudice: e mi pareva una definizione azzeccata» (24/01/04);

«[I pm] se andassero a Cuba sono sicuro che tornerebbero solo dopo aver fatto turismo sessuale e senza avere imparato niente» (05/02/06);

«I giudici politicizzati sono la metastasi della democrazia» (25/06/08);

«Mio padre diceva una cosa. Se uno nasce col piacere di fare del male ha tre scelte: può fare il delinquente, il pm o il dentista. I dentisti si sono emancipati e adesso esiste l’anestesia» (18/04/09);

«La magistratura è una malattia della nostra democrazia» (28/10/10);

«Ci sarebbe da chiedere una commissione parlamentare che faccia nomi e cognomi e dica se, come credo io, c’è una associazione a delinquere nella magistratura» (29/09/10);

«Una procedura irrituale e violenta, indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza un’adeguata punizione» (19/01/11, riferendosi alle perquisizioni delle ragazze coinvolte nell’ultimo scandalo ordinata dalla procura di Milano).

Ora prendete le parole ufficiali del partito più eletto dagli italiani:

«La Procura di Milano appare ormai come una sorta di avanguardia politica rivoluzionaria» (09/02/11). Confrontatele con quelle più recenti di svariati suoi esponenti:

«Ero presente anch’io in aula quando l’allora procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli, pronunciò l’incitamento a resistere. Mi sembra che la novità di oggi sia rappresentata dal fatto che settori della magistratura abbiano deciso di passare dalla resistenza all’attacco contro il governo, contro il presidente Berlusconi» (30/01/11)

«La procura di Milano nega lo Stato di diritto» (Antonio Leone, 09/02/11);

«Il tribunale di Milano, nella sua personale guerra contro il Presidente Berlusconi, spalleggiato dalla piazza e dai media e utilizzando la gogna mediatica, sta provando in tutti i modi di far cadere il governo e il Premier» (Maurizio Lupi, 09/02/11).

Arrivando ad oggi, provate ad analizzare le frasi uscite dalla manifestazione del Pdl davanti al tribunale di Milano. Secondo Valentina Aprea, sottosegretario all’istruzione, «questo non è il palazzo di Giustizia, ma dell’ingiustizia». La sua omologa all’attuazione del programma, Daniela Santanchè, ha precisato il pensiero: «Nel palazzo di ingiustizia vogliono far cadere Berlusconi e noi siamo qui a difendere Berlusconi ma andiamo oltre a Berlusconi, siamo qui a difendere la democrazia».

Ricordandovi che siete brasiliani, registrate le parole odierne pronunciate alla medesima manifestazione da Alberto Torregiani, responsabile per la giustizia del piccolo partito della Santanchè, nonché figlio di Pierluigi, il gioielliere ucciso da Cesare Battisti: «Sono qui perché parte della magistratura continua ad alzare la voce, mentre dovrebbe lavorare in silenzio, come la maggior parte dei magistrati. La giustizia è dei cittadini e sono i cittadini che devono amministrare ciò che è giusto e sbagliato e non i pm che hanno il potere di poterla usare».

Bene. Dopo questa serie di dichiarazioni, da brasiliani, estradereste Cesare Battisti, condannato con sentenza passata in giudicato dalla magistratura italiana per 4 omicidi, due quali commessi (quello di Andrea Campagna) o co-ideati e co-organizzati (proprio quello di Pierluigi Torregiani) proprio a Milano, sede quindi di indagini e processi? Lo consegnereste allo Stato che si presenta con una magistratura del genere? Da brasiliani, tenete presente che questo grido d’allarme non proviene solo dalla destra, bensì anche dalla sinistra: uno dei suoi principali leader, Massimo D’Alema, avrebbe infatti detto – citiamo Wikileaks – che «la più grande minaccia allo Stato italiano è la magistratura». Lo stesso terrorista si è sempre battuto per sostenere questa cosa, ribadendola più volte: «In Italia la giustizia non è al di sopra delle parti e d’altra parte non c’è più un’opposizione, che ora vuole vincere le elezioni tramite la magistratura»; «Consegnarmi alla giustizia italiana significherebbe consegnarmi nelle mani dei miei avversari politici»; «Riaffermo la mia condizione di perseguitato politico» (ringraziamo Vauro e il suo Farabutto per questi virgolettati).

Ora lasciate i panni dei brasiliani e tornate a fare pienamente gli italiani, vogliamo chiudere con altre due frasi (sono le ultime, ve lo prometto). La prima: «Il problema è che le vittime sono gli italiani e l’immagine del Paese all’estero» – è di oggi. A pronunciarla è stata sempre lei, Daniela Santanché. Ovviamente non è un mea culpa, anzi, è solo l’ennesimo attacco ad un potere dello Stato nella giornata della manifestazione contro di esso. Una cosa talmente assurda da riuscire a farci passare  (o a fornire delle giustificazioni per farci passare) per un regime che non rispetta i diritti dell’uomo. Tutto solo per salvare sempre lui, sulla pelle proprio degli «italiani e dell’immagine del Paese all’estero».

La seconda – «Non siamo riusciti a far comprendere anche a paesi amici vicini e lontani cosa hanno significato [gli anni del terrorismo]» – rappresenta il commento di Giorgio Napolitano alla notizia della mancata estradizione del terrorista dei Pac. Ci permettiamo una considerazione diretta: Presidente, forse una maggiore difesa della magistratura da attacchi come quelli fin qui riportati avrebbe fatto capire al Brasile come Battisti in Italia sarebbe in buone mani per scontare la pena che gli è stata inflitta solo in punta di diritto da semplici toghe libere, in nome del popolo italiano, in uno dei momenti più delicati della nostra storia. Una delle poche cose di cui andare veramente fieri nei 150 anni di storia dell’Italia.


About

Nato nel 1987 a Vicenza, consegue a Padova la laurea triennale in Lettere moderne, quella magistrale in Filologia medievale e il dottorato di ricerca in Filologia romanza. Creatore nel 2009 del blog bile.ilcannocchiale.it (sospeso nel 2011 per collaborare con “Wilditaly” e citato ne “I nuovi mostri” di Oliviero Beha nell’elenco delle “associazioni che a vario titolo rientrino nell’accezione culturale di chi promuove riflessioni sullo stato del Paese”), fino a gennaio 2011 ha fatto parte della redazione della rivista online “Conaltrimezzi”, dirigendo le sezioni dedicate all’attualità e al mondo universitario. REDATTORE SEZIONE INTERNI


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