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La mummia, il primo (mediocre) capitolo del Dark Universe

C’è stata quella del 1932 con Boris Karloff, quella del 1959 della Hammer, poi quella del 1999 diretta da Stephen Sommers. Nel mezzo e a seguire, numerosi remake, sequel e variazioni. Parliamo dei film a tema La mummia. Ora, nel 2017, è il turno di un nuovo rifacimento sempre dal medesimo titolo con Alex Kurtzman alla regia e Tom Cruise protagonista. Insomma, niente di nuovo sotto il sole (d’Egitto). Sennonché la pellicola non vuol essere un semplice remake (motivo per cui Brendan Fraser, invocato dai fan, non compare nemmeno in un cameo). Ma va a inserirsi in un progetto più grande, quello della creazione di un Dark Universe.

Con quest’ultimo si andranno a riprendere i celebri e classici mostri della Universal, per quello che si svilupperà come un franchise. I film che ne faranno parte saranno collegati dalla presenza dell’organizzazione Prodigium, guidata dal Dottor Henry Jekyll. Suo scopo è rintracciare, studiare ed eventualmente distruggere i mostri che abitano nel nostro mondo. Come dire che la Universal sta cercando di riproporre a modo suo la formula dei cinecomic Marvel/DC.la-mummia-film-2017

Sinossi

Con questo reboot de La mummia si abbandonano le ambientazioni d’epoca per portare la storia ai giorni nostri. Ma c’è anche un cambio di genere, con una mummia non più uomo ma donna.

Un flashback ci mostra come millenni prima la principessa egiziana Ahmanet (Sofia Boutella) subì un torto quando le venne negata dal padre la promessa di farla faraone, a causa della nascita di un figlio maschio. La principessa, affamata di potere, strinse a quel punto un patto con il Dio dei morti e attuò una strage all’interno della sua famiglia.

Punita con la mummificazione e la sepoltura da viva, la sua tomba prigione verrà scoperta solo duemila anni dopo. Con tanto di risveglio della principessa e della terrificante maledizione che ella porta con sé. A combattere Ahmanet, suo malgrado, saranno il furbo cercatore di tesori Nick Morton (Tom Cruise, Mission: Impossibile – Rogue Nation) e l’archeologa Jenny Halsey (Annabelle Wallis). Ad aiutarli, anche il massimo esperto di creature mostruose, il Dr. Henry Jekyll (Russell Crowe, The Nice Guys).

Un pasticciato ibrido

La mummia film 2017Potenti scazzottate, CGI, humour senza sosta, action che si mischia al fantasy. La mummia di Kurtzman non si fa mancare niente e veste senza inganno lo spirito da blockbuster medio hollywoodiano contemporaneo. Peccato che il risultato sia un ibrido pasticciato che sembra non portare davvero da nessuna parte.

Dove vorrebbe essere horror non fa paura. Dove vorrebbe essere divertente non fa ridere. Gli manca il senso dell’avventura, della meraviglia o il terrore. Nell’intraprendere tante strade diverse pur di portare a casa qualcosa un minimo originale rispetto al già visto, non ne imbocca bene nessuna. Molto influisce in tal senso la necessità di porre le basi per l’annunciato Dark Universe. Il che distoglie attenzione dalla villain della pellicola, più affascinante che spaventosa.

Poca empatia

La mummia film 2017Tom Cruise fa ancora il bello e il cattivo tempo, nonostante i suoi 54 anni, in un ruolo da guascone egocentrico e in una tipologia di pellicola perfettamente in linea con la sua filmografia.

Peccato che l’ironia disseminata un po’ in tutte le scene (anche il solitamente simpatico Jake Johnson risulta abbastanza irritante) più forzata che genuina, e la narrazione maggiormente attenta all’azione che alla costruzione dei personaggi, non permettano di sviluppare una vera empatia coi protagonisti. Del cui destino, alla fine, finisce per importare ben poco.

Nessuno si aspettava da La mummia più di uno spensierato film d’intrattenimento hollywoodiano. Ma che questo risulti così mediocre, un po’ dispiace. E se queste sono le premesse per il Dark Universe a venire… cominciamo a temere.

La mummia è al cinema dall’8 giugno con Universal Pictures.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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