la Protezione (in)Civile e l’incubo delle intercettazioni

Così, come un castello di carte da gioco, crolla quel sempre acclamato “omino”, brizzolato e magrolino, tanto amato ed osannato che di nome fa Guido e di cognome Bertolaso.

E’ proprio lui. L’uomo delle emergenze, anche quelle che non ci sono; il braccio destro di Berlusconi, il quale non si capisce il perchè lo protegga così tanto; il “salvatore” degli aquilani. Quegli stessi aquilani che ora, però, lo guardano storto, con occhi insospettiti, mentre ascoltano o leggono l’intercettazione tra De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma, ed il cognato Gagliardi, nella quale – l’indomani del sisma –  si scambiano queste battute:

D.V.P.: “… Occupati di ‘sta roba qui del terremoto, perchè qui bisogna partire in quarta, non è che c’è un terremoto al giorno.”

G: “Lo so”

(ridono)

D.V.P.:Per carità, poveracci.”

G.: “Vabbuò.”

D.V.P.: Io ridevo stamattina alle tre e mezzo dentro al letto.”

G.: Io pure… Vabbuò. Ciao”

Qualcuno può chiedersi che ci azzeccano questi con la Protezione (in)Civile. Centrano eccome, soprattutto De Vito Pisciccelli. Ma dobbiamo dare alcune spiegazioni per far capire meglio la questione a chi legge.

Francesco Maria De Vito Piscicelli, tra la fine del ’07 e l’inizio del ’08, mette in contatto il legale rappresentante ed il presidente di un impresa fiorentina, la Baldassini Tognozzi Pontello (Btp), Vincenzo Di Nardo e Riccardo Fusi, con Angelo Balducci e Fabio De Santis, “pubblici ufficiali operanti presso il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio de Ministri, incaricati della gestione dei seguenti ‘Grandi Eventi’:

–   Campionato del mondo di nuoto a Roma 2009;

–   G8 alla Maddalena;

–   Opere per il 150° anniversario dell’unità d’Italia.” (dal capo di imputazione)

I due personaggi suddetti, Balducci (qui accanto nella foto) e De Santis, sono stati arrestati per custodia cautelare, gli scorsi giorni, assieme a Anemone e Della Giovampaola.

Li mette in contatto perchè vuole inserire l’impresa di Firenze all’interno del Dipartimento sviluppo e Turismo. Per altro, secondo il Gip, questo contatto è segno di “interessamento anche di soggetti legati alla malavita organizzata di stampo mafioso che controllano cordate e imprese interessate al banchetto costituito dagli appalti ultramilionari in questione.”  (dal capo di imputazione)

Siamo in Italia, e, come è noto, non si fa nulla per nulla. Infatti Piscicelli, per questa intermediazione, chiederà un riconoscimento a Fusi (Btp) di 1 milione e mezzo di euro.

Si sa che, per i suddetti eventi, l’incarico era stato affidato, dalla Presidenza del Consiglio de Ministri, interamente alla Protezione (in)Civile nell’”Ordinanza del 13-06-2008 G.U. n.147 del 25-06-2008” (dal sito della Protezione Civile). In teoria, secondo l’ordinanza, la futura società per azioni (visti i progetti per trasformarla in una s.p.a.) guidata dal “salvatore della Patria”, doveva fare dei bandi per dare gli appalti alle ditte di costruzione. Ma qui casca l’asino. Al contrario di quanto si credesse, il dott. Bertolaso non è un santo, nè un salvatore ma anzi un uomo normale, e, a quanto pare, facilmente corruttibile, poichè – anche se i lavori andavano male o i costi lievitavano – il personaggio chiave dell’inchiesta, Diego Anemone (imprenditore) lo tranquillizzava, o lo ringraziava per gli appalti regalati alla sua impresa, presso delle donnine per il quale  lo stesso Bertolaso provava, per quel che sembra, forte interesse; in particolare per una: tale Francesca. E’ proprio a lei che si riferisce quando chiede al suo braccio destro, Simone Rossetti, appena atterrato dagli Stati Uniti, “… se oggi pomeriggio, se Francesca potesse… io verrei volentieri, una ripassatina.”. Ed è proprio a lei che aggettiva con “è la più brava di tutte”.

Ora, benchè Silvio l’onnipresente sostenga che questa Francesca non sia altro che “una fisioterapista di mezza età” in quanto “è risaputo (da chi? ndr) che Bertolaso soffre di mal di schiena”, ho un lieve risentimento che con“ripassatina” si possa intendere una seduta di massaggio fisioterapico atto alla cura del mal di schiena.

Il tappo delle Protezione (in)Civile è esploso. L’unico gesto sano di Bertolaso – anche se personalmente ritengo che sia stata più una farsa che un atto voluto e convinto – ovvero le dimissioni, glielo hanno respinto.

Ma, anche in questa storia, non di fantasia ma di cruda e bastarda realtà, possiamo trovare dei lati positivi. Sì, perchè dobbiamo ritenerci fortunati. Se la legge sulle intercettazioni fosse già passata, noi non sapremmo un emerito cazzo di tutta questa storia! Ma non solo noi, nemmeno la magistratura. Chi mai metterebbe sotto intercettazione il nuovo salvatore, il Guido, ma in grado di incrinare i rapporti con gli USA appena tocca il suolo a stelle e strisce?

Nessuno. Non tanto per la sua “santità”, tanto più per il fatto che si sarebbero dovuti avere “forti indizi di colpevolezza”. Quindi: o lo si beccava mentre dava una “ripassatina” alla Francesca, mentre quest’ultima prendeva i soldi da Anemone (poichè il “Bertol”, come sua maestà Silvio, era solo “l’utilizzatore finale”) che nel mentre, ringraziava a voce o con una lettera, il capo della Protezione (in)Civile di avergli dato l’appalto del G8 senza passare per noiosi bandi; o avrebbero continuato a delinquere e a ripassarsi la “fisioterapista di mezza età” indisturbato.

GIAMPAOLO ROSSI


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
giampross@katamail.com


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