La riforma Gelmini libererà gli studenti…dalla Gelmini

Ieri il testo della legge sulla riforma scolastica universitaria è stato definitivamente approvato dal Senato e potrà a breve diventare esecutivo.

E’ stata una delle riforme più controverse di questa legislatura (anche perché è difficile trovare altre riforme proposte concretamente…) ed ha suscitato molte critiche da parte delle opposizioni, dell’opinione pubblica e degli addetti ai lavori in materia scolastica e di ricerca universitaria.

L’unica che difende il provvedimento a spada tratta senza se e senza ma è proprio la giovane ministra dell’istruzione Maria Stella Gelmini che ha partorito la riforma (chissà quanto di suo c’è in realtà nel testo di legge).

Secondo la Ministra, questa riforma servirà a combattere i famigerati baroni presenti ai vertici delle istituzioni universitarie, ad eliminare le caste fatte da figli, figliastri, amici e amici degli amici, promuoverà la ricerca e soprattutto favorirà la meritocrazia a scapito delle solite raccomandazioni e delle carriere fondate su favori e compromessi; andrà avanti chi veramente merita e non chi viaggia solitamente su corsie privilegiate.

In altre parole, secondo il ministro, grazie al metodo introdotto da questa riforma, l’attuale generazione sarà al sicuro dal pericolo di avere in futuro un altro ministro delle pubblica istruzione, come la Gelmini.

Basta leggere il curriculum dell’attuale Ministro dell’istruzione per rendersi conto a quale categoria ella appartenga: Bresciana, figlia di un ex sindaco democristiano, dopo aver frequentato il biennio al liceo Manin di Cremona e per un breve periodo, il liceo Bagatta di Desenzano del Garda, si è diplomata presso il liceo privato confessionale “Arici”; per chi è pratico di scuola, sa cosa vuol dire affidarsi alle sapienti mani delle scuole private, ai miei tempi, chi non riusciva a superare regolarmente l’anno scolastico, si rivolgeva a questi istituti privati e in un’estate recuperava fino a tre anni di scuola pubblica in soli tre mesi (per chi non è pratico: paghi e ti diplomi). La Ministra ha successivamente frequentato l’Università degli Studi di Brescia, dove si è laureata fuori corso in Giurisprudenza con voto 100 su 110; ma soprattutto, fiore all’occhiello di questa folgorante carriera, Mary Star ha superato l’esame di Stato per esercitare la professione di avvocato, presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria nel 2002, dopo aver svolto il primo anno di praticantato a Brescia e il secondo nella stessa città di Reggio Calabria.

Evidentemente in quel periodo in Lombardia si andava avanti solo grazie a logiche di clientelismo, secondo il parere della stessa Ministra che sul motivo della sua emigrazione al contrario ha dichiarato che le è stata necessaria: “essendo sfavorita da un sistema generale di “esamificio” dominato da una logica di casta che promuove esclusivamente i figli dei giuristi più emergenti e dove solo chi ha amicizie importanti può pensare di superare esami e corsi”; la giovine Maria Stella si è dovuta trasferire quindi armi e bagagli col suo fagotto in quel di Reggio Calabria dove notoriamente, gli esaminandi sono inflessibili, non c è amicizia che tenga, la selezione è durissima, e va avanti solo chi merita veramente…….e cosa non trascurabile, gli asini volano….

Fortunatamente da oggi, con l’approvazione di questa storica riforma prodotta dalla Ministra tutto ciò sarà impossibile, solo i più meritevoli andranno avanti e raggiungeranno i traguardi che meritano, e non importa se, visti i tagli a qualsiasi cosa, sarà necessario presentarsi alle prove vestiti con abitini scuri e con poco trucco…..

VINCENZO PACILE’



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