La riunificazione dei poteri

Venerdì notte il Governo e il Presidente della Repubblica hanno passato il limite. E’ ormai ufficiale che in Italia le leggi non sono più uguali per tutti, visto che la maggioranza è in grado di aggirarle e modificarle retroattivamente a proprio vantaggio e a proprio piacimento, istruendo i tribunali su cosa dire e, quindi, sostituendosi al potere giudiziario. Dato che, inoltre, in questa legislatura il ruolo del parlamento è stato relegato quasi esclusivamente all’approvazione di decreti emanati dal Governo (invece che legiferare autonomamente), quest’ultimo si è appropriato anche del potere legislativo.

La separazione dei poteri, quindi, sta di fatto svanendo, dato che il governo italiano ha incorporato, oltre al potere esecutivo, anche quello giudiziario e quello legislativo. E’ occorsa, dunque, una riunificazione dei poteri sotto un unico organo. Certo, il Governo non si è appropriato di tutto il potere giudiziario, ma ha dimostrato che, in caso di necessità, può piegare la legge a suo piacimento. Esso ha dimostrato anche di avere una notevole influenza sul Presidente della Repubblica, che fino ad ora non ha mai rimandato una legge o un decreto alle camere, anche in casi di palese incostituzionalità. Il fine ultimo è più importante del Presidente della Repubblica dovrebbe essere quella di garantire il rispetto delle leggi e della Costituzione, ma è ormai chiaro che Napolitano è di un’altra opinione.

Napolitano ha sbagliato a firmare per due motivi:
    •    Il primo è perché il decreto è più volte incostituzionale, come ritiene la maggior parte dei costituzionalisti.
    •    Il secondo è perchè, eticamente, non è giusto cambiare le regole mentre le elezioni sono in corso. E’ chiaro che lo stesso non sarebbe successo se fosse stata una lista del PD o di qualsiasi altro partito a venire esclusa. E non mi interessa che milioni di cittadini non avrebbero potuto votare per il loro partito, visto che questo partito non ha rispettato le leggi stabilite dai suoi stessi componenti!

Ma forse sbagliamo a prendercela con Napolitano. A quanto pare potrebbe aver firmato per evitare una nuova marcia su Roma

FRANCESCO



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