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La Russa: missione di pace? ma quando mai!

Scritto da Giovanni Parrotta il 7 - January - 2011 Letto 550 volte
(ANSIA) – Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è giunto nella valle del Gulistan, nell’ovest dell’Afghanistan a bordo di un elicottero CH 47, scortato da elicotteri d’attacco Mangusta. Massime le misure di sicurezza.
Appena sceso dall’elicottero mezzo frastornato pam pam la prima cazzata del ministrone:
“Ci attaccano perché stiamo restituendo zone di territorio agli afgani. E’ il lupo ferito che cerca di reagire”. I militari lo guardano sbigottiti e con i mitra in mano annuiscono. “Qui siamo in una zona dove i nostri soldati sono riusciti – ha affermato La Russa – a riconsegnare fette di territorio agli afgani, creando aree di sicurezza attorno ai villaggi. Proprio per questo ai confini di queste zone di sicurezza le minacce sono quotidiane. NOI SIAMO IN MISSIONE DI PACE… CAZZU CAZZU IU IU.
Evidentemente – ha aggiunto – se non disturbi chi era abituato a spadroneggiare in queste zone – tipo i ministri della repubblica in Italia – e a costituirvi basi terroristiche – manco fossi gli Usa- non succede niente; se poi vai effettivamente a consegnare agli afgani zone liberate è chiaro che il lupo ferito cerca di reagire” di nuovo il paradosso di prima e i militari caricano stranamente i mitra pensando: “ ma sto cazzo di lupo com’è che gli è venuto in mente? Se lo sarà sognato nel viaggio?.
“Si resta veramente impressionati – ha detto il ministro – dallo spirito, il coraggio e la determinazione di questi ragazzi, impegnati in una zona ad altissimo rischio dove la minaccia è quotidiana con addosso solo mitra bazooka granate carri armati e qualche mina antiuomo. Il ministro è ufficialmente sotto tiro. Per questo non posso che ringraziarli non solo per quello che fanno, ma anche per quello che ci danno in termini morali, vedere sti poveracci che rischiano la vita mentre io me la godo senza fare un cazzo fa stare proprio bene”. Uno si immagina che una permanenza anche abbastanza lunga in un posto come questo possa creare depressione, uno stato d’animo negativo: poi invece parli con questi ragazzi e capisci che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera.
Hanno la volontà di proseguire nella loro missione inutile, per dare a tutti noi una maggiore sicurezza contro la più grande cazzata ad effetto degli ultimi 10 anni, il terrorismo.
Ad un tratto un giornalista chiede: state pensando a dare una maggiore protezione ai militari italiani, specie quelli degli avamposti più a rischio? “Ci pensiamo tutti i giorni, 5 minuti al massimo dopo pranzo alla bouvette,sa per digerire”, ha risposto La Russa. “I capi delle Forze armate sanno benissimo che l’indicazione precisa che arriva dal Governo, e in particolare dalla Difesa, è quella di non trascurare nessuna possibilità di accrescimento delle misure di sicurezza del nostro contingente, più preservativi per tutti, e il massimo che i tagli lineari ci consentono”.
Poi alla fine il ministro si lascia andare, non siamo attaccati perché siamo cattivi o perchè in missioni di pace partecipiamo a conflitti a fuoco uccidendo civili inermi in nome del petrolio come fanno gli americani, ma perché stiamo facendo un lavoro importante, che comporta questo rischio. E il giornalista incuriosito chiede: e qual è questo lavoro importante?
L’annientamento di un popolo e la colonizzazione di un territorio vergine ricco di petrolio e oppio, che all’Italia ai primi posti per il consumo di stupefacenti non dispiace.

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