La tragedia del bus in Irpinia e le responsabilità di Autostrade per l’Italia

Su quanto accaduto la sera del 28 luglio sulla A16, la Procura di Avellino sta approfondendo ogni aspetto per capire, come è doveroso, l’esatta dinamica dei fatti e se sussistono responsabilità penali e quindi se l’evento fosse evitabile e prevedibile.

Uno degli elementi centrali da chiarire è il ruolo giocato dalle barriere in calcestruzzo che delimitano il margine esterno dell’autostrada; la loro conformità, l’esatta messa in opera, le caratteristiche tecniche di costruzione e la reazione all’impatto/pressione. Un primo elemento negativo della rete autostradale che deve evidenziarsi è comunque il frequente restringimento di carreggiata per lavori in corso; lavori inopportuni in periodi di intenso traffico come quellibare-autobus-tragedia-irpinia in prossimità del natale e durante il periodo estivo e che costituiscono, indipendentemente dalla preventiva segnalazione, un elemento di pericolo per la circolazione.

La seconda considerazione è invece specifica ai fatti del 28 luglio. A seguito dell’incidente accaduto intorno alle 20,30, l’autostrada A16 Canosa-Napoli (direzione Nord) veniva chiusa. Veniva disposta l’uscita obbligatoria al casello di Avellino Ovest. Pertanto, quanti fermi in coda prima di questo casello procedevano verso questo svincolo; quanti invece erano bloccati oltre questo svincolo (cioè tra il luogo dell’incidente e lo svincolo Avellino Ovest) facevano inversione procedendo “contromano” per raggiungere lo stesso casello Avellino Ovest.

In tale circostanza, si è creato un ingorgo notevole in quanto Autostrade per l’Italia ha comunque preteso il regolare pagamento del pedaggio; avendo lo svincolo un numero ridotto di postazioni, le operazioni hanno ulteriormente ingolfato lo svincolo e creato code lunghissime.

Al contrario, sarebbe stato giusto e opportuno, in una situazione di emergenza, aprire tutti i cancelli e far defluire il traffico; il recupero eventuale del pedaggio, al limite, sarebbe stato possibile in futuro tramite la registrazione delle targhe. Tale mancata scelta da parte di Autostrade per l’Italia, oltre a determinare una situazione di caos nell’ingorgo creatosi, con manifestazioni di rabbia da parte degli automobilisti bloccati (si pensi alle molte famiglie con bambini piccoli o alle donne in gravidanza) – comunque ignari di quanto accaduto poco avanti – ha rallentato i mezzi di soccorso in emergenza ed in entrata proprio dallo svincolo Avellino Ovest, con momenti di tensione tra i mezzi che si incrociavano.

Pertanto, il fatto di aver preteso il pedaggio e non aver aperto i cancelli, da un lato ha bloccato per ore gli automobilisti costretti ad uscire dallo svincolo di Avellino Ovest e, dall’altro, cosa più grave, ha determinato un notevole ingorgo che ha rallentato i mezzi di soccorso in emergenza ed in entrata dallo stesso svincolo.

Vi è un profilo di responsabilità nella condotta descritta di Autostrade per l’Italia?


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Avvocato, classe 1970, si occupa di affari penali, diritto societario, relazioni internazionali, contrattualistica e investimenti, outsider. BLOGGER DI WILD ITALY


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