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La vergogna di essere italiani

Scritto da Vincenzo Pacile il 8 - January - 2010 Letto 430 volte

La rivolta degli extracomunitari a Rosarno ha fatto riemergere l’istinto xenofobo di alcuni loschi figuri che fanno parte di questa coalizione di Governo messa su e mandata avanti da sporchi ricatti e compromessi imbarazzanti.

Una banda di BEOTI ha pensato bene di giocare al tiro a bersaglio con degli extracomunitari in provincia di Reggio Calabria i quali, già esasperati dalle pietose condizioni nelle quali sono costretti a vivere, in una  situazione di totale sfruttamento avallata da una Legge promulgata dall’ormai rammollito capobranco dell’attuale Ministro dell’Interno, hanno reagito, dando vita ad una nottata di guerriglia urbana sedata con difficoltà dalle forze dell’ordine.

Il  rappresentante del Viminale, ha subito addossato la colpa agli extracomunitari, forsedimenticando o non considerando il fatto che quelli più abbronzati di lui sono prima di tutto degli esseri umani con gli stessi diritti e gli stessi doveri che egli stesso ha; se queste persone vivono in condizioni così precarie, è grazie soprattutto a regole fatte apposta per mantenerli così ai margini della società, senza alcun diritto, per essere meglio sfruttati e schiavizzati; regole che vanno sempre a favore degli amici imprenditori o delle associazioni mafiose che utilizzano mano d’opera a costo zero facilmente rimpiazzabile.

Tutti a dare addosso al negro, via dall’Italia, chiudiamo le frontiere, come se per risolvere i problemi di immigrazione clandestina bastasse finanziare i cammellieri di mezza Africa e impedire una procedura regolare per legittimare la loro presenza e quindi dare dei diritti a persone provenienti da paesi extra Ue. Attualmente, grazie alla Legge Bossi-Fini, l’unica possibilità per un extracomunitario di risiedere e lavorare regolarmente in Italia, è quella trovare marito o moglie o in alternativa, provare a fare la velina.

Bisognerebbe cercare di dare dei diritti a queste persone, dargli la possibilità di lavorare regolarmente, avere dei documenti, pagare le tasse; monitorando gli sbarchi, rispedendo i criminali a casa loro perché delinquenti non perché neri, ed espellendoli nel caso in cui commettano dei reati e non perché sono appena sbarcati nel nostro territorio.

Secondo questi purissimi ariani, la responsabilità è tutta dei negher; è come quanto accaduto recentemente ad un calciatore ITALIANO nero, insultato per tutta la partita da un gruppo di imbecilli codardi, che invece di ricevere solidarietà dalla federazione alla quale appartiene, viene multato per averli definiti, giustamente,  schifosi…deve essere una sofferenza per questa gente, poterlo espellere solo da un campo di gioco.

Non si commentano gli articoli che appaiono sugli organi di stampa piegati a 90° davanti al Governo; addirittura un tizio senza nome scrive che in Calabria “il lusso di non essere impallinati per la strada non è concesso neanche agli italiani”.

La violenza non è mai una risposta accettabile, ma persone già esasperate sul piano morale e della dignità, cosa dovrebbero fare davanti a certi comportamenti, dovrebbero chiedere scusa e se fosse possibile non essere impallinati mentre rientrano nelle topaie nelle quali sono stati stipati?

In questo clima e con questa immagine che traspare del popolo italiano, io mi sento sempre di più uno straniero.

VINCENZO PACILE’

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