L’analisi del rottamatore

Quando si parla di Matteo Renzi si parla di generazioni a confronto, rottamare significa eliminare il vecchio e dare spazio al nuovo e ai giovani. La classe dirigente italiana, non solo politica, è tra le più vecchie d’Europa e per i giovani non sembra esserci spazio. “Guardare al futuro partendo da noi, rottamando il passato” può riassumere il motto di Renzi.

La questione fondamentale è, ancora, l’eterna lotta tra i figli e i padri e quando si parla del rapporto padre-figlio non si può non introdurre la psicoanalisi. La parola analisi del titolo indica proprio l’analisi psicoanalitica quindi.

Uno dei più importanti psicoanalisti e studiosi di psicoanalisi italiani, Massimo Recalcati, docente all’Università di Pavia, ha fatto un’interessante e anomalo studio del rottamatore fiorentino partendo proprio da alcune dinamiche padre-figlio, presenti nella letteratura, che hanno influenzato il pensiero psicoanalitico stesso.

Un primo tipo di rapporto padre-figlio ripreso da Recalcati è quello chiamato il complesso di Telemaco. Telemaco aspetterà il padre ad Itaca per moltissimi anni e al suo ritorno, quando Ulisse sarà vecchio e provato, non lo riconoscerà. L’attesa di un leader carismatico, un padre che rappresenti l’ordine patriarcale forte e indiscutibile è un atteggiamento che accomuna la confusione dei partiti italiani, compreso il PD dopo che Bersani ha perso la totalità della leadership e altri candidati alla dirigenza si sono fatti avanti.

Pensate al PDL orfano di Berlusconi che crea un nuovo leader o che aspetta invano il grande ritorno del precedente. Pensate alla nuova Lega di Maroni. Il complesso di Telemaco è proprio questo: l’attesa di avere un padre e la difficoltà a riconoscerlo perché troppo vecchio, appartenente al passato. Anche su questo fa leva Renzi.

Più strettamente legato al sindaco di Firenze è il rapporto edipico con il padre. Edipo, come insegna Freud recuperando il mito greco, uccide il padre Laio e sposa la madre. Il complesso di Edipo rappresenta l’odio verso i padri, il rapporto tra figli e padri è un rapporto di conflitto. La questione generazionale che tanto ci chiama si situa proprio in questo tipo di movimento.
La rottamazione è però un grande gesto di responsabilità che i figli assumono sulle loro spalle staccandosi dai padri. Telemaco non resterà sulla spiaggia, nostalgico, a guadare il mare in attesa del padre.

Il fatto che Renzi si assuma tutta la responsabilità della cesura dai padri è un fatto positivo, pur tenendo sempre presente l’esistenza di un patrimonio, positivo o negativo, di cui siamo eredi e che non possiamo ignorare. Questo in politica ma anche da un punto di vista esistenziale, nel rapporto di ognuno di noi con i propri padri, ci sono linee di continuità che vanno studiate per valorizzarne le giuste sfumature, tagliarle è tagliare una parte di noi ed eliminare una grande porzione di possibilità, nella vita e in politica.

Cos’è la rottamazione quindi? La rottamazione è questo processo edipico ma rovesciato di segno.

La conflittualità che Renzi accusa è quella dei padri che non vogliono passare il testimone e uccidono i figli. In questi termini il rinnovamento è solamente in termini anagrafici, essere figlio qualifica per questa sfida politica. Il debito, nei confronti dei padri, non è riconosciuto; il passato è il male sia per Edipo sia per noi che ci troviamo a vivere la situazione di instabilità attuale per colpe tutte da attribuirsi alla vecchia classe politica e dirigente. Si deve riconoscere al padre però anche un livello d’ereditarietà, di quello che ci ha consegnato anche involontariamente, c’è un merito che non può essere solo distrutto da di Renzi: “mentre loro erano in parlamento noi andavamo all’asilo”.

ANDREA NALE

 



'L’analisi del rottamatore' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares