L’Arte della gioia, di Goliarda Sapienza

Sta per uscire la versione tascabile de L’Arte della gioia (Einaudi), il romanzo a cui è legata la recente riscoperta di Goliarda Sapienza (1924-1996).
In Francia L’Art de la joie è un bestseller dal 2005, qui in Italia il grande pubblico ha conosciuto L’Arte della gioia solo a partire dal 2008, quando il colosso Einaudi ne ha acquistato i diritti. Il romanzo in realtà circola nella sua versione integrale già dal 1998 (Stampa Alternativa) ma in Italia, si sa, molto spesso il detto “nemo profeta in patria” trova una fruttuosissima applicazione.

Terminato già alla fine del ’76, L’Arte della gioia non ebbe vita facile nonostante la qualità innegabile che lo accompagnava. Erano gli anni di piombo e un romanzo così profondamente individualistico cozzava in maniera forte con i tempi. Un romanzo storico, per altro, completamente estraneo al contemporaneo. Un romanzo fiume e per di più femminile. Insomma, aveva tutti gli ingredienti per non piacere affatto alle case editrici. L’unico a riconoscerne il valore fu Marcello Baraghini, che lo stampò nella collana MillelirePiù grazie all’aiuto economico di Angelo Maria Pellegrino (allora compagno della Sapienza).

La protagonista, Modesta, è una donna nata povera nella Sicilia di inizio Novecento. Ben presto orfana, conosce fin da subito la brutalità della vita e del sesso maschile. La sua storia di conquiste e di scalata sociale corrisponde in parte alla storia stessa del movimento di lotta femminista, ma se ne distanzia al contempo. L’abilità della Sapienza consiste proprio nel privare il suo personaggio della rabbia cieca e violenta che spesso e volentieri ha accompagnato certa letteratura femminista. Lo scarto inevitabilmente concede al romanzo di fare un notevole balzo di qualità e di staccarsi in maniera sostanziale dalla letteratura detta “di genere” passata e presente. Guardando ai libri contemporanei di maggior successo, infatti, ci accorgiamo di come la letteratura “femminile” sia spesso associata alle Jane Austen contemporanee, o alle varie Susanna Tamaro e Madeline Wickham di vecchia e ultima generazione. Goliarda Sapienza ha invece una forza del tutto diversa, che è la sua forza. La stessa che ha consetito al suo romanzo di resistere nei decenni e di arrivare, finalmente, ad una diffusione non solo italiana ma in prima istanza europea (il romanzo è besteller in Francia, Spagna e Germania). Non ci spaventino, dunque, le 700 pagine che stanno dietro questo titolo curioso; si leggono con avidità.

L’Arte della gioia è un romanzo crudele e caldo come la miglior letteratura “siciliana” che conosciamo (non a caso Adele Cambria definì Goliarda Sapienza la “nuova gattoparda”). Un romanzo di formazione che ripercorre la storia della Sicilia, delle donne e degli uomini della prima metà del Novecento. Un libro che segna; consigliatissimo.

MARIAGIOVANNA ANDRIGO

Segui Wilditaly.net anche su:

Facebook

Twitter

Youtube

Google+

Friendfeed



'L’Arte della gioia, di Goliarda Sapienza' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares