L'attimo fuggente

#Imperdibili: L’attimo fuggente, l’importanza della prospettiva

L’attimo fuggente Robin WilliamsPer tutti quanti la scuola ha rappresentato una parte importante della vita, visto che da sempre rappresentata uno dei luoghi in si cresce. Purtroppo però non sempre è stato un luogo salubre in cui crescere. Anzi per molti è stato sinonimo di bullismo. Insomma un vero e proprio incubo. A ciò va aggiunto che spesso i professori non si sono rilevati all’altezza, non essendo stati spesso capaci di stimolare i propri studenti durante le lezioni.

Tutti abbiamo desiderato di avere insegnanti capaci di catturare la nostra attenzione e di stimolare il nostro intelletto. Magari qualcuno è stato anche fortunato. Proprio su un professore molto particolare e del rapporto con i suoi studenti si basa L’attimo fuggente (titolo originale Dead Poets Society). Il film diretto da Peter Weir nel 1986 vede come protagonista Robin Williams. Al suo fianco giovani attori come Ethan Hawke, Robert Sean Leonard, Josh Charles, solo per citarne alcuni.

Carpe diem

Collegio maschile Welton, 1959. John Keating è il nuovo professore di letteratura della prestigiosa scuola. L’insegnante grazie ai suoi metodi tutt’altro che ortodossi, riuscirà a rendere le lezioni entusiasmanti. Inoltre spronerà i suoi allievi ad usare la propria testa e a seguire i propri sogni. Grazie al suo entusiasmo Keating instaurerà pian piano un ottimo rapporto con i suoi allievi. Alcuni di loro daranno nuovamente vita alla Setta dei Poeti Estinti (traduzione di Dead Poets Society), i quali impareranno che seguire i propri sogni non è una strada poi così facile.

Ritenuto responsabile del suicidio di uno dei suoi studenti, il professore viene allontanato da Welton. La cattedra verrà presa temporaneamente dal preside, intenzionato a ristabilire l’ordine e la disciplina nella classe. Ma nonostante ciò molti studenti vedono in Keating quel Capitano che gli ha insegnato a navigare nelle agitate acque della vita.

Un professore particolare

Era il 14 settembre 1989 quando L’attimo fuggente venne presentato fuori concorso alla 46ª Mostra di Venezia ed in breve tempo il film di Weir venne acclamato da critica e pubblico, divenendo un cult e considerato ancora oggi una pietra miliare del cinema. Non è un caso se vinse il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura e venne candidato come miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista.

L’attimo fuggenteCome spesso accade nel cinema, la storia si basa su un’esperienza personale, per l’esattezza quella dello sceneggiatore Tom Schulman. Lo screenwriter si basò infatti sulla figura di Samuel F. Pickering, suo professore di letteratura inglese alla  Montgomery Bell Academy di Nashville. Un professore il quale aveva l’abitudine di fare lezione con i piedi nei cestini delle cartacce, in cima ai banchi o in cortile. Un insegnante senza dubbio molto particolare, che a differenza della sua controparte filmica con tali atteggiamenti aveva solo lo scopo di divertire se stesso.

Al carattere di tale professore va aggiunto anche quello di John C. Campbell, insegnate di storia di Robin Williams alla Country Day School di Detroit. Particolarità di Campbell era quello di gettare il libro di testo nella spazzatura nella prima lezione. Unendo il carattere e le particolarità di questi due insegnanti si ottiene il professor Keating, insegnante protagonista di L’attimo fuggente.

Capitano, mio capitano

Il personaggio interpretato magistralmente da Robin Williams è il classico uomo fuori dagli schemi. Un atteggiamento considerato pericoloso in una società come quella di fine anni ’50 inizio anni ’60, poiché invece di omologarsi alla società e fare ciò che ci si aspetta da lui, non solo segue il suo cuore ma sprona anche altri a farlo. Qualcosa di inaccettabile per una società in cui l’importante era l’apparenza invece dell’essere, e dove i sogni erano considerati frivolezze per bambini.

Keating è molto di più di un semplice insegnante di letteratura. È un maestro di vita. L’uomo insegna alla sua classe a ragionare con la propria testa, facendogli capire lezione dopo lezione che «questa è una battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime». Fa capire ai suoi studenti che la vita, come la poesia, non può essere misurata o programmata ma va vissuta fino in fondo. Seguendo il proprio cuore. E per farlo l’unico modo è riappropriarsi dei propri pensieri e dei propri sentimenti.

Molte sono le scene che vedono il professore spronare i propri studenti con discorsi pieni di passione ed entusiasmo. Il più famoso è senza dubbio quello in cui li invita a cogliere l’attimo, a non farsi sfuggire le occasioni che la vita presenta ma di buttarcisi a capofitto, con ardore e dedizione.

Due visioni diverse della vita

L’attimo fuggente 1986Se Keating rappresenta ardore e passione, al contrario il Preside Nolan rappresenta la razionalità, il rigore e le regole. Il professore è la personificazione della società anni ’50-’60. Un periodo in cui tutto deve seguire regole prestabilite, dove non era possibile deviare dal percorso che altri avevano tracciato per te. Anni in cui soprattutto dove i giovani non sono minimamente considerati. Emblematico è un dialogo tra Nolan e Keating, in cui il Preside dice apertamente al professore di non approvare i suoi metodi, che esiste già un programma e che i ragazzi a 17 anni sono incapaci di ragionare con la propria testa.

Nolan e Keating sono le due facce della stessa medaglia, sono la ragione e il sentimento. Sono il conformismo e la libertà. Sono la personificazione del dualismo che da sempre contrappone il cervello ed il cuore. Un dualismo mostrato magnificamente dai due attori.

Una società, quella in cui la storia raccontata in L’attimo fuggente si svolge, che viene rappresentata al meglio, grazie al rapporto tra professori e studenti, ma anche a quello tra figli e genitori – in particolare il rapporto tra Neil e suo padre. Ma anche grazie ai costumi e alla scenografia, i quali riescono a portarci in quegli anni. Vedendo il film si viene catapultati nel passato e si diventa uno degli studenti di Keating.

Una produzione difficile

Come spesso accade nel mondo della settima arte, la produzione della pellicola è stata tutt’altro che semplice. Inizialmente la Disney aveva affidato la regia a Jeff Kanew, il quale scelse Liam Neeson per interpretare Keating. Per la regia si propose anche Dustin Hoffman, il quale avrebbe debuttato dietro la macchina da presa ed interpretato anche Keating, ma infine venne scelto Peter Weir. Il regista australiano decise di affidare il ruolo del professore a Robin Williams. Scelta che si rivelerà più che giusta. In pochi sanno che la parte venne proposta anche a Tom Hanks, il quale però rifiutò.

A causa di tali cambiamenti la realizzazione di L’attimo fuggente subì una pausa di un anno, tanto che Josh Charles ed Ethan Hawke – ovvero interpreti di Knox Overstreet e Todd Anderson – vennero confermati nel cast solo poco prima dell’inizio delle riprese.  A loro Weir affiancò attori sconosciuti, tanto che il regista scartò per tale motivo il ben noto River Phoenix.

L’attimo fuggente Peter WeirAltra particolarità riguardante il film fu la sua realizzazione. Le riprese della pellicola iniziarono il 14 novembre 1988 e si conclusero il 15 gennaio 1989 e a differenza di quanto accade di solito, le scene vennero girate in ordine cronologico, seguendo quindi il copione. Una scelta fortemente voluta dal regista. Il motivo era mostrare al meglio il crescente legame tra Keating ed i suoi studenti.

Come è consuetudine il titolo nella versione italiana venne modificato. Il titolo originale è Dead Poets Society, ovvero il nome del gruppo formato da alcuni studenti che si riuniscono per leggere poesie, in Italia si è passati a L’attimo fuggente, facendo riferimento al noto discorso che Keating fa alla sua classe durante una lezione. Un titolo che se in parte riesce a cogliere il senso del film, dall’altra non riesce a mettere in evidenza l’importanza della poesia.

Se a distanza di quasi 30 anni L’attimo fuggente è ritenuto uno di quei film da vedere assolutamente lo si deve alla sceneggiatura di Tom Schulman, capace di far rivivere gli anni ’50 e di mettere in mostra tutte le contraddizioni dell’epoca. Alla regia di Weir capace di trasportare lo spettatore nel pieno della vicenda e ad un passionale Robin Williams, Capitano di un gruppo di giovani attori che sono poi diventati star del cinema o della tv. Su tutti Ethan Hawke, Josh Charles e Robert Sean Leonard (ovvero il dottor James Wilson in Dr. House).

 

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Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA


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