Le nostre dichiarazioni di voto

26/03/10

Qui di seguito le nostre dichiarazioni di voto, in vista delle elezioni regionali che si svolgeranno domenica 28 e lunedì 29 marzo:

Jonathan Rei (residente a Torino):

Voterò in Piemonte per la Bresso e PD come partito per due motivi:
1) la Bresso ha ben amministrato la regione in questi 5 anni ed è una persona coerente.
2) Non voterei un leghista nemmeno sotto tortura.
Come partito scelgo il PD perché Bersani tutto sommato non sta facendo male anche se è ancora troppo soft su alcuni argomenti (es. Informazione).

Francesco Angeli:

Questa tornata elettorale la salterò dato che sono residente in Molise. Qui si vota l’anno prossimo perché nel 2000 vennero annullate le elezioni vinte dal centro-sinistra con Di Stasi e si ritornò al voto nel 2001 – non approvando decretini cambia regole -. Per questo le nostre regionali risultano sfalsate di un anno. Comunque, vivendo a Roma da quasi tre anni come studente fuorisede, mi sento di poter suggerire la candidatura di Emma Bonino per due motivi: 1. una radicale che andrebbe a scontrarsi col mega-potere ecclesiastico (potremmo vederne delle belle!) 2. meglio ripararsi da destre portatrici di centrali nucleari e privatizzazioni dell’acqua. All’interno della coalizione sceglierei sicuramente l’IDV dato che sono un “fan” delle liste pulite. La mia preferenza ricadrebbe su Mario De Luca (disabile e molisano) o sulla grillina indipendente Serenetta Monti.

Fabio Brinchi Giusti (Lazio):

Voterò (controvoglia) Emma Bonino. Scelta da un PD convinto di aver perso in partenza a causa dello scandalo Marrazzo, la Bonino -piemontese- conosce poco o nulla i problemi e le aspirazioni del territorio che dovrebbe andare a governare. Grazie al caos delle liste e dei listini, pare che potrebbe farcela.
In un Paese normale avrei espresso il mio dissenso verso questa candidatura, votando un altro partito o non andando alle urne. Ma stiamo in Italia e le regionali del Lazio hanno un valore nazionale, proprio in un momento delicatissimo per la democrazia. Quando il proprio Paese corre un rischio così grande, non si scappa ma è dovere di ogni cittadino combattere per la propria libertà e per la libertà degli altri, a volte anche turandosi il naso. In altri tempi è stato necessario imbracciare le armi e sfidare la morte. In certi Stati è ancora necessario. Qui basta ancora il voto. E allora è necessario votare e fare in modo che il Pdl perda queste elezioni perchè Berlusconi finalmente crolli e tornare finalmente a respirare.

Fabio (Olanda):

Domenica 28 Marzo apriranno le urne e saremo chiamati a votare per le elezioni regionali. Risiedendo all’estero non votero’ anche se il comune di Treviso (mia ultima residenza) ha stanziato agevolazioni sui biglietti ferroviari o via mare per chi decidesse di ritornare in patria per votare. Ovviamente niente agevolazioni sui voli aerei e quindi per evitare 2 giorni di treno o 1 settimana di nave per circumnavigare l’Europa, ho deciso di rimanere all’estero.
Non avendo lo stesso peso politico della CEI non voglio assolutamente dirvi chi votare e chi non. Mi auguro che abbiate avuto il buon senso di informarvi debitamente utilizzando tutti i canali di informazione a voi disponibili. Mi auguro che andiate a votare e che non vi asteniate perche’ il voto e’ la dimostrazione della fame democratica che avete. Mi auguro che non abbiate venduto il vostro voto perche’ liberta’ e democrazia non hanno prezzo. Mi auguro che il vostro voto sia un voto nel segno della legalita’.

Vi auguro che il vostro voto sia il seme del cambiamento in quest’Italia senza futuro.

Francesco (Veneto):

Voterò per David Borrelli, del Movimento a 5 stelle.La partita in Veneto si gioca non tanto su chi verrà eletto Presidente (è scontato che vincerà Zaia), bensì su quanti seggi al consiglio regionale ogni partito riuscirà a conquistare. I candidati per la presidenza della Regione Veneto sono:

  • Luca Zaia (Lega, PDL, DC);
  • Giuseppe Bortolussi (PD, IDV, Sinistra ecologia e libertà);
  • Antonio De Poli (UDC);
  • David Borrelli (Movimento a 5 stelle);
  • Paolo Caratossidis (Forza Nuova);
  • Gianluca Panto (Partito Nasional Veneto);
  • Silvano Polo (Veneti Indipendensa).

Luca Zaia non ha bisogno di presentazioni, essendo (spero) noto a tutti. Ministro delle Politiche Agricole, è il candidato della Lega e del PDL ed in procinto di diventare il primo presidente leghista di Regione. La sua vera battaglia è far in modo che la Lega ottenga più voti del PDL. Le due priorità del candidato sono (cito da www.lucazaiapresidente.it): modificare il regolamento del consiglio regionale e approvare lo statuto della Regione. Per quanto riguarda gli altri punti del programma è un po’ più vago: “sostenere la famiglia”, “aiutare i giovani” e anche “i non più giovani”, etc.

Giuseppe Bortolussi è il candidato unico della sinistra, compreso l’IDV e Sinistra ecologia e libertà. Il suo programma è definito un po’ più chiaramente di quello di Zaia e tocca punti importanti, ma resta comunque abbastanza “fumoso”. Se avesse avuto qualche chance di diventare presidente avrei probabilmente deciso di dare a lui la mia preferenza, ma solamente per non far vincere Zaia.

Del candidato di Forza Nuova non voglio nemmeno parlare…

Gli ultimi due candidati, come si può intuire dai nomi delle loro liste, hanno l’obiettivo di rendere il Veneto “indipendente” e, sfruttandone il successo, cercano di attingere dall’elettorato della Lega.

David Borrelli, attualmente consigliere comunale a Treviso (la mia città), è il candidato del Movimento a 5 stelle fondato da Beppe Grillo. Ho deciso di votare per lui, sperando che riesca ad ottenere un posto al consiglio regionale, perché ritengo che il movimento a 5 stelle sia l’unica forza “politica” veramente dalla parte dei cittadini. Anche se non lo condivido appieno, il loro programma è chiaro e ben definito e questa è forse la cosa più importante. Apprezzo molto, inoltre, la trasparenza dei “grillini”, come sta dimostrando lo stesso Borrelli a Treviso: con il suo blog e le sue iniziative egli ha portato i problemi dei cittadini in Comune e gli atti del Comune ai cittadini.

Se vogliamo riprenderci in mano il Paese (partendo dalle Regioni) è su queste persone che dobbiamo puntare!

Stefania (Lombardia):

Sono indecisa tra Penati, giusto per cercare di mettere fine alla scandalosa longevità di Formigoni, e Cappato. Poiché alla mia età sono piuttosto stanca di votare “contro”, molto probabilmente sceglierò il secondo. Per quale motivo? Su tante questioni i radicali non mi trovano d’accordo, ma ritengo siano una, se non l’unica, forza politica onesta, valida, legalitaria del Paese. E’ un voto perso? Molto probabilmente sì. Ma, di nuovo, sono stanca di votare “per il male minore”.

Max Zumstein (Lombardia):

Il mio voto delle elezioni politiche in Lombardia sara’ destinato a Vito Crimi, candidato presidente del MoVimento 5 Stelle. La decisione, per nulla sofferta, e’ derivata dalla mia volonta’ di supportare un candidato onesto e competente e un programma serio e ben delineato: ecologia sostenibile ed applicabile, trasporti, sicurezza, acqua pubblica, servizi al cittadino semplificati e gratuiti,maggiore trasparenza (CFR. programma sul sito www.beppegrillo.it) miglioramento del sistema burocratico.
Votare per questo movimento significa votare per un insieme di cittadini volenterosi il cui scopo e’ migliorare la societa’ in cui vivono. Non mi soffermero’ a descrivere i restanti candidati: la loro inettitudine ed incompetenza sono prove tangibili e verificabili.
Votare per il Movimento potrebbe sembare inutile, ma la vittoria consiste nel superare lo sbarramento del 3%: riuscendo a portare anche solo un rappresentate si getterebbero le basi per una rinascita davvero possibile.

 

Vincenzo Pacilè (Calabria):

Siamo arrivati alla resa dei conti in Calabria, manca poco al giorno delle elezioni e si tirano un pò le somme.

Personalmente la mia preferenza andrà all’unico candidato che si differisce dal classico metodo di voto alla calabrese e cioè Pippo Callipo, appoggiato dall’Idv e in prima persona da Luigi De Magistris, dai radicali di Pannella e dalla lista di Callipo stesso, “Io resto in Calabria”.
Se in Italia si discute e ci si scandalizza per il clientelarismo, il voto di scambio e l’appoggio della malavita alla politica, in Calabria  tutto ciò rappresenta la regola base per potersi presentare ed avere reali speranze di vittoria.
Dopo lo sfascio che il candidato della sinistra ha combinato in questa Regione negli ultimi 5 anni di Governo, senza nemmeno prendere in considerazione le indagini che lo hanno riguardato personalmente nel caso Why not, Loiero si ricandida e ambisce seriamente alla riconferma. Come mai? Perchè, con grande disinvoltura, in quest ultimo periodo vengono promessi illimitati posti di lavoro, fiumi di finanziamenti  e faraoniche opere pubbliche; tutto però sotto forma di promessa, così da poter tenere tutti gli elettori per le palle; i colloqui d’assunzione all’Arpacal ad esempio, vincolati agli umori della Regione, sono stati pianificati dall’attuale giunta Loiero, subito dopo la fine delle elezioni, così da assicurarsi fedeltà da parte di coloro che ambiscono al posto statale.
I giornali locali poi, più che fare informazione, fanno campagna elettorale a pieno titolo così chi magari non avrebbe niente da avere in cambio della preferenza, viene comunque influenzata secondo la bandiera del partito “amico” del giornale.
L’altro candidato, per ora leggermente favorito è l’attuale sindaco di Reggio Calabria, Scopelliti, una persona giovane, relativamente nuova e che da sindaco sta comunque facendo nella città in riva allo stretto un discreto lavoro; peccato solo che alle sue spalle ci siano persone del calibro di Gasparri, La Russa e tutta la cricca maleodorante di questo Governo nazionale e che molti consiglieri regionali attualmente nella giunta Loiero e a diverso titolo interessati a storie poco edificanti, siano passati alla sua parrocchia, forse perché sanno già chi vincerà e potranno dare un segno di continuità al lavoro svolto finora….
La lotta è tra questi 2 candidati che seguono perfettamente i dettami che ho elencano all’inizio, anche perché essere governati da un personaggio trasversale e diverso come Callipo e dare così un reale segnale di volontà di cambiamento dal marciume che ci circonda, sarebbe troppo onorevole per l’attuale mentalità della popolazione calabrese di oggi…e spiace dirlo ma i calabresi attualmente non sono così lungimiranti….

 

Luca Puglisi (Liguria):

In Liguria le cose sembrano ferme ormai da anni, basta vedere i due candidati Biasotti sostenuto dal Pdl alias Partito dell’Amore, e Burlando sostenuto dal centro sinistra. Dico così perchè avrei preferito un po’ di novità dal centro sinistra. Ma questo signori miei non è tempo di polemiche sterili, di contrasti interni, questo è il tempo dell’unione per dare un segnale forte contro il governo delle destre, il governo della vergogna, il governo del fascismo strisciante, il governo della censura e dell’occupazione del servizio pubblico.
Per questo motivo domani andrò a votare per Burlando presidente e voterò per Rifondazione Comunista come ormai faccio da anni.
Sono convinto che questo voto debba servire anche al centro sinistra e in particolare al Pd per capire che il futuro di un’opposizione importante, capace, innovativa sia a sinistra, un’opposizione che deve lavorare per abbattere un governo fascista senza concedere nulla, un’opposizione che deve organizzarsi per poi proporsi al governo lasciando perdere strani inciuci di antica memoria.
Domani andate a votare, ovunque voi siate tornate indietro, qualunque cosa stiate facendo rimandatela.
Domani è il giorno in cui dobbiamo sommergere di voti l’arroganza di una destra personalistica svuotata di contenuti, che ormai da anni si mobilita solo per difendere un padrone dai suoi problemi con la giustizia.
Domani si vota a sinistra anche per difendere la costituzione e le istituzioni stesse.
Domani si vota a sinistra per far tornare al centro degli argomenti delle agende politiche il lavoro e non gli affari di famiglia.
Io voterò Burlando e Rifondazione comunista appunto per questo perchè voglio che il lavoro sia al centro delle questioni della mia Regione, perché non voglio più parlare con amici di trentanni che sono costretti a non vivere perchè precari  o peggio ancora disoccupati.
Fatelo anche voi nella vostra regione, iniziamo a costruire la strada che dovrà percorrere il nostro paese, dove non ci sono nani e ballerine.

Gianluca Caporlingua (Lombardia):

Voterò il candidato del MoVimento 5 Stelle in Lombardia (dove risiedo): Vito Crimi, perché il nostro Paese ha bisogno di un po’ di “antipolitica”. E non mi riferisco all’ “antitesi” della politica in quanto tale, ma all’ “antidoto” a questa politica, quella dei nostri governanti. Sono stufo, ad ogni tornata elettorale, di dover pescare il meno peggio da una casta affaristico-mafiosa i cui membri si sorreggono a vicenda, a dispetto del loro simbolo di facciata.

Ecco, cominciare a mandare dei cittadini, che si faranno terminali delle necessità e delle richieste di altri cittadini che li hanno votati, prima nei comuni e adesso nelle Regioni, a mio parere, è il primo passo (o forse l’ultimo disponibile) per provare a buttare giù questo sistema che ci ammorba da decenni.
Voglio dei “cittadini pagati a progetto” sulla base di quello che faranno per la propria società. Voglio che si ritorni alla politica vera, fatta dalla gente per la gente. Ecco perché voterò Vito Crimi del MoVimento 5 Stelle.

 

Giorgio Mantoan (Lombardia):

 

Il mio voto ideale (visto che tecnicamente – essendo nato nel 1994 – per queste elezioni non potrò votare) andrà a Filippo Penati. Sicuramente non avrei votato Gian Mario Invernizzi, sostenuto da Forza Nuova. Le ragioni sono scontate, quindi non mi dilungherò (dico solo che credo che Forza Nuova non andrebbe neppure ammessa alla presentazione delle liste). Sicuramente non avrei votato Savino Pezzotta, candidato UDC. Lo avrei votato se fossi stato sicuro del suo programma e del suo orientamento politico, ma mi sembra che ultimamente il suo partito abbia dei seri problemi a capire se stia nella maggioranza o tra i banchi della opposizione. Sicuramente non avrei votato Vittorio Agnoletto, candidato di Federazione della sinistra. Non capisco se la sinistra provi piacere a cercare in tutti i modi di perdere. Già il centro-sinistra italiano è in difficoltà e, anche unito, non sarebbe in grado di vincere la destra, ma se poi alcuni vanno pure per conto loro che speranza ci resta? Un voto per quel partito mi sarebbe sembrato un voto di protesta contro il resto della sinistra, quando in realtà la sinistra ha bisogno di unirsi e di capire cosa non va. Nella mia “nomination” restavano Roberto Formigoni (pdl + lega), Vito Crimi (movimento 5 stelle) e Filippo Penati (pd + idv + sinistra e libertà + pensionati + socialisti). Colpo di scena, il primo tra i tre a venire scartato da me non è stato quello che ci si potrebbe aspettare. Il primo a lasciare la “nomination” è stato Vito Crimi, del movimento a 5 stelle. Ho sollevato e continuo a sollevare parecchi dubbi sul progetto di grillo di “democrazia dal basso 6 Co.”. Innanzitutto odio il populismo e quindi le generalizzazioni di cui sono intrisi gli spettacoli di Grillo. Le famose frasi del tipo “sono tutti corrotti”, “sono tutti mafiosi” o “sono tutti delinquenti” sono una generalizzazione banale pure per un bambino di 2 anni: sono politicamente schierato, ma per me il fatto di essere in un altro schieramento non mi rende mafioso, corrotto o delinquente. Altro grande dubbio che mi ha fatto allontanare da Crimi è quello legato alla “democrazia dal basso”, come la chiama Grillo, che dovrebbe essere incarnata da quelli del Movimento a 5 stelle. Io la chiamo “The politics of the future”, come la ha chiamata chi ha inventato questa strategia di marketing. Tutte le strategie usate da Grillo sono state inventate da repubblicani americani negli anni ’80 e poi sono state usate dalla compagnia di marketing Casaleggio, con cui Grillo ha avuto più volte contatti. Se non ci credete, è tutto sul sito in inglese della Casaleggio. Cercate.

Tra Penati e Formigoni la sfida è stata dura. Credo che Formigoni, per quanto sia controverso, abbia fatto molte cose positive in regione Lombardia. È governatore da 15 anni, è sostenuto da un partoto fascista e da una lobby (CL) che sta lottizzando la regione, ha privatizzato molti servizi, ma ha anche fatto tanto per i trasporti, per la sanità pubblica, per le scuole pubbliche e per i cittadini. Ma alla fine ho scelto Penati. Principalmente perché lo conosco e so che è una persona di cui ci si può fidare. In secondo luogo perché credo che sia l’unico collante rimasto che tiene insieme la sinistra lombarda. È molto pragmatico rispetto a certi suoi colleghi (che stanno troppo sui concetti) ed è una persona vicina alla gente come è giusto che sia. È lui quindi la persona per cui è giusto votare.

Giampaolo Rossi (Veneto):

Per quel che mi riguarda NON voterò…

Primo perchè NON sono a casa, secondo perchè nessuno mi rappresenta…

Ma, se fossi stato costretto, avrei votato Zaia… nonostante tutto, è il ministro che mi ha fato la miglior impressione. Un pò troppo per il nord, sia chiaro, ma non ha idee stupide. Una delle cose che mi piace di lui è che, ha già detto, che impedirà la costruzione di Centrali Nucleari nel Veneto!

Sia chiaro… avrei votato come aveva suggerito Montanelli… Turandomi il naso!


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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