Le società di rating sono (in)Affidabili!

 

Moody’s, Fitch, Standard & Poor’s. Ma cosa sono le società di rating?
In poche parole sono agenzie finanziarie con lo scopo di analizzare e dare giudizi su titoli azionari, obbligazioni, attività di imprese commerciali e statali e crediti.
I giudizi sono espressi in lettere dalla AAA, alla D. Si tratta di un voto di affidabilità. Più è alto il giudizio, più è sicuro il dato investimento. Così vale anche per la situazione degli Stati.

Stiamo parlando di società private e quindi i finanziamenti arrivano da coloro che vogliono farsi giudicare. Un’agenzia di investimento può chiedere alla società di rating di giudicare la sua affidabilità e per farlo da dei soldi. Qui nasce il problema di fondo. Un problema che noi italiani forse conosciamo meglio degli altri. Il conflitto di interessi. Perché il controllore è pagato direttamente dal controllato per essere giudicato.

Ma c’è di più. Spesso questo conflitto di interesse diventa macroscopico quando chi chiede di essere giudicato ha anche degli interessi diretti in un investimento. Sì, perché avvenuto il giudizio, questo può essere sia pubblicato sulle agenzie di stampa, oppure, su richiesta, può rimanere segreto. In questo modo, l’investitore conosce prima degli altri il giudizio e quindi può agire in modo tale da favorire i suoi movimenti finanziari. Anche perché  nella maggior parte dei casi, chi paga gli studi finanziari delle società di rating desidera che i risultati portino dei risultati redditizi, e non certo a perdere.

Questo meccanismo infatti portò miliardi di dollari nelle casse delle agenzie di Rating che venivano pagate per dare il massimo dei voti su titoli rischiosi. Moody’s e Standard & Poor’s guadagnarono valanghe di soldi dando triple A anche a titoli spazzatura. Questo perché  società di investimento come Morgan Stanley o Goldman Sachs, scommettevano contro mutui o investimenti che esse stesse davano e che sapevano benissimo essere titoli marci.

In questo modo, Goldman e Morgan Stanley, tramite le società di rating, facevano valutare un’investimento costruito ad hoc con tripla A per facilitarne la vendita, e poi ci scommetteva contro sapendo dell’instabilità dell’investimento e essendo a conoscenza che il voto di rating era dato solo per il danaro che veniva dato alla società di valutazione. Quando il titolo cadeva, ci perdeva solo il risparmiatore, mentre le agenzie di investimento ci guadagnavano. E non è un caso che dal 2000 al 2006, i titoli valutati in AAA passarono da poche centinaia, a migliaia e migliaia. Il risultato fu un flusso di centinaia di miliardi di dollari a scapito dell’investitore che veniva letteralmente preso in giro.

Questo riesce a spiegare perché  nel 2008, poco prima che i colossi di investimento collassassero, avessero delle valutazioni di Rating molto alte. Bern Stern, un mese prima dei essere rilevata dalla JpMorgan, era giudicata con A2 e cioè un voto molto solido e sicuro, la Lheman Brothers ebbe una A2 fino a pochi giorni prima del fallimento, così come la AIG, la più grande società di assicurazioni statunitense, ebbe una tripla A poco prima di chiedere 40 miliardi di prestito alla baca statunitense Federal Reserve per non fallire. Stessa cosa per Fanny Mae e Freddy Mac, salvate dal Tesoro, valutate tripla A. E le stesse City Grup e Merrill Lynch erano valutate con rating alto.

Ma questo è un reato?
A quanto pare no, perché le agenzie di rating sono private e si sono sempre appellate al primo emendamento degli Stati Uniti sostenendo che i loro risultati non sono altro che delle opinioni personali e che non devono essere tenuti presenti come unica forma di valutazione.

A questo punto mi domando: ma sono attendibili queste società? Chi ci dice che non ci sia ancora una volta la mano dei grandi gruppi finanziari e speculativi che con un declassamento o una sovrastima del rating possono portare a occasioni di guadagno?
Perché le Borse e il sistema economico mondiale reagiscono in maniera pesante in base alla votazione di queste agenzie le quali, a quanto dicono, esprimono solo valutazioni personali?
Siamo usciti dalla situazione precedente la crisi del 2008, o ci siamo ancora dentro? Eppure tutti i Tg danno l’allarme quando una società di Rating anche solo annuncia di essere intenzionata a rivedere il voto di uno stato. E sappiamo che non lo farà gratis.

GIAMPAOLO ROSSI


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo. giampross@katamail.com


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