L’economia verde può rilanciare il settore delle costruzioni?

Quel che sarà il futuro, si dice di solito, non è dato saperlo. Anche perché fino a qualche tempo fa era tutto nero e a maggior ragione non vedevamo una via d’uscita ma ora, sembra che stia diventando tutto verde. Verde non come la speranza ma come la possibilità di uscire dalla crisi. Ecco allora che anche una parola “fredda” come economia diventa calda, colorandosi di verde. Oggi parliamo quindi di economia verde o green economy (come direbbero gli “addetti ai lavori”).                                       

I diversi attori della società civile, tanto il governo quanto le categorie datoriali e le parti sociali si interrogano su quali debbano essere le strategie da mettere in atto per far ripartire il motore dell’economia e farlo in maniera eco- sostenibile. Si tratta, in buona sostanza, di riqualificare quello che si ha disposizione, attuando riforme ed incentivi per la tutela delle risorse naturali, il potenziamento delle infrastrutture per l’ambiente, l’introduzione di nuovi meccanismi di mercato, la creazione di investimenti e l’eliminazione di sussidi dannosi per l’ambiente.                                                                                    

Nel tempo è maturata la consapevolezza che l’eco-compatibilità non inibisce la creazione di ricchezza né deprime l’opportunità di occupazione, al contrario la diffusione su larga scala di settori “verdi” offre significative opportunità di investimento, crescita e occupazione per l’intero sistema produttivo.                                                                                                                                

Dal recente rapporto “Tutti in classe A” – condotto da Legambiente – è emerso che buona parte degli edifici italiani – case, scuole, uffici- presentano difetti termici e dispersione di calore, la termorilevazione ha dimostrato come in una casa di “Classe A” il risparmio può arrivare fino ad un terzo o un quarto della spesa ordinaria per riscaldamento e quindi fino a diverse centinaia di euro all’anno (il rapporto presenta una scheda puntuale anche sulla città di Potenza). È sufficiente partire da questo dato per capire quale vuole essere il senso del profondo dibattito che quotidianamente interessa gli “addetti ai lavori” e il senso dei provvedimenti presenti nel Piano Sviluppo presentato dal Ministro Passera che, soprattutto per l’edilizia, orienta ed incentiva fortemente ad essere più verdi.                                                                                                          

A corollario si moltiplicano le iniziative per promuovere e diffondere la sostenibilità, è ormai giunta alla terza edizione il “Premio Sostenibilità Ambientale e Sociale per il Comune – Efficienza energetica e innovazione nell’edilizia” promosso da Ancitel Energia& ambiente e da Saint -Gobain Italia con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. L’obiettivo del premio è quello di sensibilizzare i Comuni alle tematiche ambientali, incentivando le trasformazioni e le riqualificazioni del tessuto edilizio per migliorare la qualità della vita degli abitanti, riducendo i consumi e favorendo nello stesso tempo un risparmio in termini economici. La Fondazione per Sviluppo Sostenibile, in occasione dell’Energy Day, ha diffuso un dato significativo: la possibilità di creare 17.000 posti di lavoro verdi, e ancora ICMQ Eco chiede di poter abbinare un marchio di sostenibilità alla certificazione obbligatoria delle caratteristiche energetiche dei pannelli prefabbricati in calcestruzzo.

Secondo le stime riportate nell’ultimo studio Prometeia, nei prossimi anni il settore edile in Europa occidentale subirà un ulteriore contrazione rispetto allo sviluppo dell’area Bric e dell’oriente che allo sviluppo edilizio aggiungono edilizia sostenibile. Da qui si capisce bene l’importanza di investire anche nella formazione.

In tutti i piani di rilancio grande attenzione viene data a questo settore poiché, così come sostiene fortemente il segretario generale nazionale Feneal – Uil Antonio Correale, è da questo settore che può è deve essere rilanciata l’economia. Per rilanciare l’edilizia e renderla fortemente competitiva e competente è importante, anche, che le maestranze siano adeguatamente formate e preparate.

Proprio la formazione è stato l’argomento di cui si è discusso all’ultimo meeting Reforme –  l’organizzazione che riunisce i principali enti bilaterali di formazione in edilizia dei nove stati Ue attualmente aderenti (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Belgio, Finlandia, Svezia e Svizzera) che si è concluso con la stesura della carta di Lecce.

A rappresentare l’Italia Formedil – ente che coordina le attività delle scuole edili italiane. I lavori si sono conclusi con la stipula di un accordo internazionale che si pone l’obiettivo di migliorare la qualificazione professionale dei lavoratori edili e promuovere l’equità, l’integrazione sociale e la sicurezza di operai e tecnici nei Paesi Europei.  

Dalla Carte di Lecce non solo emerge la necessità di rafforzare l’eccellenza dell’istruzione e della formazione del comparto ma anche l’importanza degli enti bilaterali. Formazione specifica e continua, consolidamento delle iniziative educative non solo finalizzate alla qualifica professionale, ma anche all’equità, all’integrazione sociale e alla partecipazione attiva dei cittadini. In questo contesto è strategico il ruolo di due strumenti di “portata” internazionale quale il Quadro europeo delle qualifiche – la piattaforma di riferimenti comuni per aiutare gli Stati membri, i centri scolastici, i datori di lavoro e i cittadini  a confrontare  le qualifiche rilasciate dai vari sistemi europei di istruzione e formazione – e il sistema dei crediti per la trasparenza e il trasferimento dei risultati di apprendimento. Due risorse indispensabili, dunque, per la promozione e lo sviluppo di un autentico mercato italiano ed europeo dell’occupazione.                                                                                                                               

Alla luce di tutto ciò come sarà il futuro ancora non è dato saperlo ma se declinasse tutti i colori del verde non sarebbe male.

TERESA RUSSO

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