Lega Nord: banchieri da generazioni

E’ chiaro che le banche più grosse del Nord avranno uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice prendetevi le banche e noi lo faremo”. Non deve aggiungere altro Umberto Bossi se non eseguire il volere del popolo padano che, sempre più numeroso, lo sostiene.
Conviene però mettere in guardia i nuovi celti dall’ennesima cazzata che stanno facendo visto che la loro memoria storica, come per la maggioranza degli italiani, è pari solo a quella dei pesci rossi.

Si dice spesso che il pesce rosso abbia una memoria limitata a pochi secondi, ma questo non è completamente vero. La memoria dei pesci rossi può essere definita selettiva, vale a dire hanno una qualche coscienza di ciò che è accaduto in precedenza, ma non sanno esattamente che cosa. Possono essere addestrati a svolgere compiti semplici, come a mangiare solo in un’area della loro boccia o acquario. In questo caso sanno istintivamente che in quell’area c’è qualcosa di buono, ma non ricordano cosa.” (Wikipedia)

Rinfreschiamo la memoria agli amici leghisti ricordando il passato recente del loro partito quando nel 1998 decise di buttarsi nel mondo bancario e aprì la famosa banca Credieuronord grazie ai soldi raccolti tra i militandi del partito nelle sezioni presenti al nord. Non solo, anche il quotidiano La Padania (che riceve da Roma ladrona sovvenzioni per € 4.028.000) e Radio Padania invitarono a sottoscrivere quote della nascente banca padana. Finalmente nel 2000, dopo aver raccolto i fondi necessari, fondarono la Banca Popolare Credieuronord. Nel marzo 2001 aprirono il primo sportello a Milano, poi nel 2003 a Treviso e nella provincia di Brescia. L’incapacità dei banchieri celti fece si che la banca in soli tre anni dall’apertura bruciò quasi tutto il capitale sociale come conseguenza dei fidi azzardati e di una gestione imbarazzante.
Le azioni, che inizialmente avevano un valore di 25 euro l’una, valevano 2.16 euro al momento della chiusura. Vennero bruciati 10 milioni di euro. Arrivò Giampiero Fiorani a tentare di salvare la banca ma poi anche lui non ebbe molta fortuna essendo stato arrestato nel 2005 a seguito degli sviluppi dell’inchiesta su Banca Antonveneta e così la favola di Credieuronord finì.

Ecco per i padani più scettici alcuni stralci del documento redatto dall’ispettorato di vigilanza Creditizia e Finanziaria della Banca d’Italia, durante un’ispezione ordinaria, che abbiamo trovato sul sito www.disinformazione.it:

1. Non si sono adottati provvedimenti idonei a rendere affidabile l’impianto organizzativo e a pervenire in tempi rapidi a una profittevole gestione; né sono state individuate le motivazioni sottese al degrado degli impieghi.[…] 6. Lo schema organizzativo risente della ridotta cultura dei controlli nonché del turnover del personale, non accompagnato dai necessari interventi formativi. In dettaglio:
a) pur in presenza di uno strumentario adeguato a rilevare le relazioni connotate da anomalie andamentali, la mancata istituzione di una struttura di controllo rischi impedisce azioni di regolarizzazione dei rapporti.
b) Le registrazioni contabili e il flusso informativo destinato alla Vigilanza, non sottoposti a scrutinio quali-quantitativo, presentano diffuse imprecisioni, specie nei conti transitori
c) La scarsa cura prestata alle evidenze sui “grandi rischi” ha impedito di acclarare, al 31.12.02, l’erronea segnalazione di supero sul plafond prudenziale
d) Gli avvicendamenti intervenuti nel Consiglio e nella Direzione sono stati inseriti nelle previste segnalazioni di Vigilanza solo in corso di ispezione
e) L’omessa pubblicazione sulla G.U. delle variazioni generalizzate alla struttura dei tassi ha comportato difetti di informativa, specie per i titolari di libretti di deposito
f) Non sono previste salvaguardie sull’utilizzo di partite illiquide in c/corrente.
7. Il processo creditizio è connotato da carenze che si sono riflesse sulla qualità dell’erogato. Il degrado, accentuato dal livello di concentrazione del rischio, è stato determinato da:
a) affidamenti per operazioni finanziarie senza preventiva individuazione di fonti e tempi di rimborso (cfr, ad es., Bingo.Net Srl)
b) facilitazioni accordate pur in costanza di elementi negativi prospettati in sede istruttoria (cfr, ad es., D’Evant Cesare Giosuè) ovvero di appostazioni a sofferenza presso il sistema (cfr, ad es., Robusti Giovanni e Milano Pietro)
c) ripetuti sconfinamenti autorizzati dal Capo dell’esecutivo anche in esubero ai poteri delegati, acriticamente ratificati dall’organo collegiale
d) assenza di vincoli alla annotazione delle c.d. “prenotazioni avere”, considerate nella prassi aziendale come incrementative delle disponibilità di conto. Non seguite da effettivi versamenti, hanno consentito di non rilevare eccedenze per oltre euro 1,5 mln sulla linea di credito al nome di Lari Maura/Baresi Franco.
Da ultimo, la mancata richiesta ai legali esterni di esaurienti resoconti sulle procedure in corso ha indotto ad apprezzamenti non in linea con le effettive possibilità di recupero delle creditorie (cfr. ad es. Boni e Mascarini Snc).

2. Non si sono definiti limiti alle facoltà esercitate dell’Esecutivo in tema di condizioni da praticare alla clientela; la materia non è oggetto di monitoraggio e reporting all’organo sovraordinato.[…]

8. La distanza sul portafoglio prestiti al 31.12.02 ha fatto emergere sofferenze per euro 4,8 mln, incagli per euro 3,7 mln e previsioni di perdita per euro 2 mln. Negli allegati nn.3/a e 3/b vengono riportate le differenze in aumento rispetto alle segnalazioni aziendali (nell’ordine euro 3,1 mln, 1,5 mln e 1,7 mln). […]

In un paese normale basterebbe questo per fermare le persone dal commettere lo stesso errore una seconda volta ma con effetti negativi molto più grossi rispetto alla prima. Questo però, come ripetiamo spesso, non è un paese normale. Questo paese è come un acquario pieno di pesci rossi che continuano a sbattere la testa contro lo stesso vetro, non ricordandosi che l’hanno già sbattuta molte altre volte prima. E, come se non bastasse, questi pesci prendono anche la rincorsa.

SCRITTO DA FABIO PER Voglio Resistere



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