Lega Nord: i “profili” degli impresentabili da tenere bene a mente

“Maroni Presidente del Consiglio”, viene da sorridere a ripensare a striscioni di questo tenore che campeggiavano sui prati di Pontida all’ultima adunata del popolo dei galli…ops, volevo dire dei celti…no, neanche questo…diciamo del popolo di Bossi.

Viene da sorridere anche quando si leggono le dichiarazioni dei finti oppositori del Pd, come il Vicesegretario Pd Enrico Letta: <<A noi interessa discutere con Alfano e Maroni, con loro; non con Berlusconi che uccide il paese, non con Tremonti>>. Ci sono i signorotti dell’opposizione che, come dice Ascanio Celestini, bevono whisky e giocano a bridge nel Caffè della Mafia in via della Corruzione i quali vogliono addirittura un governo tecnico guidato dall’attuale Ministro dell’Interno. Ma avete presente chi sono questi signori? No, perché secondo me non si riesce ad inquadrarli appieno. Vediamo di fare un po’ di chiarezza con alcuni “identikit” dei personaggi noti:

Roberto Maroni, avvocato, Ministro dell’Interno nel primo governo Berlusconi e del Welfare nel secondo.

A suo carico vi è una condanna in primo grado a 8 mesi (settembre ’98), poi in appello – il 19 dicembre 2001 – a 4 mesi e 20 giorni di reclusione (a causa della recente abrogazione del reato) per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per aver impedito a degli agenti inviati dalla Procura di Verona nell’ambito dell’inchiesta sulla “Guardia Nazionale Padana” (siamo nel 1996) di poter perquisire la sede del partito in via Bellerio a Milano. Maroni, in quest’occasione, si distinse per aver aver tentato di mordere il polpaccio di un agente.

In Cassazione, la pena è stata di nuovo, commutata in 5.320 euro di multa. La Corte, emettendo la sentenza , ha stabilito come la resistenza di Maroni e degli altri leghisti, non risultasse «motivata da valori etici, mentre la provocazione era esclusa dal fatto che non si era in presenza di un comportamento oggettivamente ingiusto ad opera dei pubblici ufficiali». Le azioni di Maroni, come si è comportato durante la perquisizione, sono state definite come «inspiegabili episodi di resistenza attiva (…) e proprio per questo del tutto ingiustificabili».

L’altra inchiesta in cui era implicato, era quella che lo vedeva imputato come ex capo delle camicie verdi per attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato e creazione di struttura paramilitare fuorilegge. I primi due reati furono notevolmente ridimensionati da la solita riforma ad personam varata dal Governo Berlusconi alla fine della legislatura 2001-2006 mentre il terzo reato è stato abrogato, alla fine del 2010, dal Ministro per la semplificazione legislativa Roberto Calderoli. Si è andati infatti ad abolire – all’interno del Dl 15.3.2010 n. 66 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio col titolo “Codice dell’Ordinamento Militare” – il “Dl 14.2.1948 n. 43”: che prevedeva il carcere da 1 a 10 anni per “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere “azioni di violenza o minaccia”.

Umberto Bossi, senatore, europarlamentare, deputato, Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione nel governo Berlusconi II. Diploma da perito tecnico elettronico alla scuola per corrispondenza di Radio Elettra. Condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont; condannato in via definitiva per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera; indagato e imputato in altri procedimenti penali. Il 16 dicembre 1999 la Cassazione l’ha condannato a 1 anno per istigazione a delinquere, per aver incitato i suoi, in due comizi a Bergamo nel 1995, a “individuare i fascisti casa per casa per cacciarli dal Nord anche con la violenza. Altra condanna definitiva nel 2007 a 1 anno e 4 mesi (poi commutati in 3000 euro di multa, interamente coperti da indulto) per vilipendio alla bandiera italiana, per aver dichiarato nel 1997: “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo.”

Al di là delle condanne, bisognerebbe indignarsi già quando – ricordiamo – con un diploma da perito tecnico elettronico disserta di economia con Tremonti improvvisandosi un esperto in materia. Oppure progetta riforme federaliste per il nostro paese…

Frasi da appuntarsi:

<<Meno male che non è passata l’aggravante dell’omofobia. Tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti, non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola in senso anche bonario>>(Luglio 2011).

<<Siamo padani abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore!>> (Coro registrato dalla radio svizzera e ripreso dal video con Grillo maxell1985, cantato a Lugano il 12 giugno 2006 dai ministri Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Roberto Castelli, Roberto Maroni e Giulio Tremonti).

<<Il Tricolore lo potete mettere dove volete, ma voi avete tradito, derubato. Non c’è più amore, non c’è più Tricolore. Il Tricolore, signora, lo metta al cesso>>. Bossi, rivolgendosi a una giovane donna che aveva esposto la bandiera italiana. Più avanti, il “Senatùr” insisterà: <<Ho personalmente ordinato un camion di carta igienica tricolorata, alla faccia di qualche magistrato che dice che non lo posso fare>>. Per poi chiosare con la solita classe. Il Tricolore? <<Sarà il simbolo delle ambasciate napoletane. Se ci sarà il Napoli italiano che mette fuori il Tricolore lo valuteremo come bandiera di un’ambasciata>>. (la Repubblica, 15 settembre 1997)

<<Dovremmo rimpatriare i clandestini con gli Hercules C130 dell’ Aeronautica militare. Intanto perché su gli aerei di linea possono violentare le hostess e va ben che certe donne sono porcellone e ci provano gusto, però… Ma c’ è un altro motivo. Sapete cosa fanno quelli prima di partire? Si sporcano in modo indecente, così puzzano e i passeggeri non li fanno prendere su. Sugli aerei militari, invece, con una bella pompa li annaffiamo tutti senza troppe storie “. Poi rassicura: “Noi non siamo razzisti, per me tutti gli uomini sono uguali, hanno la medesima dignità. Il più nero dei neri ha gli stessi diritti del mio vicino di casa. Però a casa sua”>> (maggio 2000)

Roberto Calderoli, laureato con 110 e lode in medicina, specializzato in chirurgia maxillo-facciale. Anche lui si improvvisa novello economista appena ne ha la possibilità. Sempre dall’alto della sua esperienza. E’ indagato a Milano per ricettazione nell’ambito delle inchieste sulla Banca Popolare di Lodi di Giampiero Fiorani. Contro Calderoli, all’epoca dei fatti ministro per le Riforme Istituzionali, ci sono le dichiarazioni dello stesso Fiorani e una serie di riscontri documentali. Fiorani ha sostenuto di aver foraggiato Calderoli per garantirsi l’appoggio politico della Lega Nord durante il suo tentativo di scalata alla Banca Antonveneta. Prescritto il reato che gli veniva contestato (appropriazione indebita).

<<Dare il voto agli extracomunitari? Un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi>>. (citato in Calderoli, se questo è un ministro, L’espresso, 22 giugno 2010)

<<Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni. Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni>> (citato in E il ministro Calderoli fece il macho, Corriere della sera, 15 gennaio 2006)

<<Che gli immigrati tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie, ma a casa nostra si fa come si dice a casa nostra!>> (Ansa, 18 settembre 2005)

<<Questa legge qua l’ho scritta io ma è una porcata, glielo dico francamente>> (Rivolto a Mentana, parlando della legge elettorale, Matrix del 15 marzo 2006)

Mario Borghezio, laurea in Giurisprudenza, avvocato, più volte deputato ed eurodeputato della Lega. Nel suo curriculum troviamo una condanna definitiva della Cassazione, il 5 settembre 2005,  a 2 mesi e 20 giorni direclusione (commutati in 3.040 euro di multa) per incendio aggravato da “finalità di discriminazione” ai danni di due rumeni che dormivano sotto il ponte della Dora, a Torino. La difesa di Borghezio riuscì solo a dire che quel processo era un complotto anti leghista. I fatti illustrano come il 1° luglio 2000, i “Volontari Verdi” – capitanati da cotanto personaggio – perquisirono i meandri sotto il ponte e, secondo quanto affermò l’europarlamentare, la torcia (sì, erano armati di torce, avete capito bene) cadde accidentalmente sul giaciglio dei due extra comunitari.

Era imputato, come i suoi degni compari qui sopra, nei processi alla “Guardia Padana” e nella perquisizione alla sede leghista ma si è salvato con depenalizzazioni e una prescrizione.

Le tv estere ancora si ricordano di quando montò sul treno Torino-Milano e andò a disinfettare i sedili occupati poco prima da alcune prostitute extracomunitarie.

Alcune frasi memorabili:

<<Non ho visto le prove, i patrioti sono patrioti e per me Mladić è un patriota. Quelle che gli rivolgono sono accuse politiche>> (commentando l’arresto del generale serbo Ratko Mladić, accusato di genocidio e responsabile del massacro di Srebrenica in cui persero la vita oltre 8.000 civili, 27 maggio 2011)

<<Italia, Italia vaffanculo!>> (urlato durante il discorso del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi al Parlamento Europeo, 5 luglio 2005)

<<La Lega non cambia linea vogliono l’8 per mille? Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo con la legge Bossi-Fini>> (citato ne la Repubblica, 23-06-2002)

<<Pensate se ai nostri nonni avessero raccontato che noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda!>> (Tratto da YouTube, minuto 4.39)

Davide Carlo Caparini, laureato in Ingegneria meccanica, editore di “Padania” e di “Telepadania”, deputato del Carroccio. Ha una prescrizione in Cassazione per i fatti di via Bellerio dove anche lui aveva preso 4 mesi e 20 giorni di reclusione per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Stefano Stefani, diploma di scuola media superiore, imprenditore orafo ed ex sottosegretario alle Attività Produttive con delega al Turismo nel governo Berlusconi II. Indagato a Roma per concorso in truffa ai danno dello Stato e riciclaggio, ottiene l’archiviazione del caso perché la Procura –  in virtù della legge Boato del 2007 che rende inutilizzabili le intercettazioni in cui si sente la voce di un onorevole – non ha potuto proseguire le indagini su un suo coinvolgimento nei finanziamenti pubblici al quotidiano “Il Giornale d’Italia”.

E ci sono ancora gli “uomini dell’opposizione” che si vogliono sedere al tavolo con questa gente per discutere del “dopo Berlusconi” e di fantomatici governi tecnici guidati da un personaggio di questa risma? Mah

LEGGI ANCHE GLI IMPRESENTABILI DELL’UDC (POST AGGIORNATO A GENNAIO 2010)

GLI IMPRESENTABILI DEL PD

MATTEO MARINI

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Lega Nord: i “profili” degli impresentabili da tenere bene a mente' have 5 comments

  1. 20 agosto 2011 @ 10:01 am amedeo

    prima di scriver articoli impara a parlare italiano..

  2. 20 agosto 2011 @ 9:09 pm Matteo

    Mi sottolineeresti gli errori che ho commesso?

  3. 26 agosto 2011 @ 1:29 am DrChB

    Tre commenti:

    1. esilaranti le frasi da appuntarsi; i politici della Lega fanno folklore e sanno strappare grasse risate, bisogna ammetterlo.

    2. che gli “uomini dell’opposizione” vogliano sedersi a discutere coi leghisti non è tanto strano.. è il loro lavoro: quando c’è da guadagnare tanti bei soldini, tutti “lavorano” volentieri. E poi non dimentichiamoci di quando la Lega tolse la fiducia al 1° governo Berlusconi, facendolo cadere: probabilmente hanno la speranza che la cosa succeda ancora.

    3. io scriverei “dissertare” e non “discettare”, ma vedo ora sul dizionario che esistono entrambe le voci

    ah aggiungo un 4° commento, che riguarda una sottosezione del sito… «notizie ANSIA»?!?!? non dovrebbe essere «notizie ANSA»?

  4. 26 agosto 2011 @ 1:29 pm Matteo

    La rubrica NOTIZIE ANSIA è la nostra rubrica satirica, curata da Giovanni Parrotta ed è la parodia, appunto, dei lanci delle notizie ANSA.

    Grazie per il suggerimento del verbo “dissertare” che trovo appropriato, vedrò subito di sostituirlo 🙂


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