Legge di Stabilità: l’Iva sul pellet passa dal 10% al 22%

Il legno in pellet è un tipo di combustibile ricavato dalla segatura (sottoposta ad un processo di essiccazione) che viene poi compressa, dandogli la forma di piccoli cilindri con un diametro che – di norma – va dai 6 agli 8 millimetri. Si può ricavare non necessariamente dall’abbattimento degli alberi ma anche da materiali di scarto delle caldaie_a_legna_e_pelletlavorazioni di falegnameria. Una trovata senza dubbio ad alto impatto ecologico.

Viene utilizzato, soprattutto nelle zone montane, per alimentare stufe e caldaie di ultima generazione (come evidenziato in uno studio dell’Istat) in sostituzione dei ceppi di legno .

L’EMENDAMENTO. Proprio perché forse funzionava troppo bene, il governo Renzi ha inserito – all’interno della Legge di Stabilità – un comma (visibile qui, a pagina 162) approvato dalla Commissione Bilancio che aumenta l’Iva su questo combustibile, portandola dal 10% al 22% .

Leggioggi , quotidiano giuridico politico economico, entra nel dettaglio: “ Secondo quanto si legge nel testo definitivo della legge di stabilità 2015 pubblicata in Gazzetta, infatti, al punto 710 del maxiemendamento (articolo unico) alla manovra

“Al n. 98) della tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo le parole: «compresa la segatura» sono inserite le seguenti: «esclusi i pellet».”

La norma richiamata dalla finanziaria, che escluderebbe i pellet, è il decreto di istituzione e disciplina dell’Imposta sul Valore aggiunto che, alla Tabella A, specifica quali siano le materie e i beni soggetti all’aliquota minima”.

“Così – viene riportato infine nell’articolo – se la segatura rimane soggetta a Iva del 4%, l’esclusione dei pellet catapulta direttamente questa forma di alimentazione di stufe e caldaie al 22%, il valore ordinario dell’Iva per l’acquisto stabilita-2015di beni e servizi”.

LE REAZIONI. Le reazioni a quanto fatto dal governo sul tema non si sono fatte attendere: “Tale provvedimento – dichiara in una nota Tina Nuti, Presidente del Distretto forestale della Montagna Pistoiese – comporterà gravi effetti per gli oltre 2 milioni di famiglie che usano il pellet per riscaldarsi e che principalmente fanno parte del ceto medio e popolare, ovvero quelli maggiormente colpiti dalla crisi economica. Inoltre queste famiglie risiedono in larga misura nelle zone montane, ovvero quelle più svantaggiate del paese”.

Non solo: “Il gettito previsto dall’aumento dell’Iva – continua la Nuti – difficilmente sarà confermato, poiché è logico aspettarsi una forte contrazione dei consumi di pellet”.

“Giova inoltre ricordare – conclude la Presidente del Distretto – che l’Italia è all’avanguardia nella produzione degli apparecchi domestici alimentati a pellet, con oltre il 35% di esportazione in Europa e Nord America. Che fine faranno gli oltre 22mila addetti attualmente occupati?”.

Si fanno sentire anche esponenti politici della maggioranza. Nunzia De Girolamo, ex ministro delle Politiche Agricole e capogruppo di Area Popolare (formato da Nuovo centrodestra e Udc) tuona dalla sua pagina Facebook: “E’ inaccettabile l’aumento dell’IVA sul pellet! Il governo non può pensare di approvare misure simili con il solo obiettivo di fare cassa senza pensare alle conseguenze di scelte tanto scellerate. Ed è proprio per questo che chiedo al governo di rivedere la propria posizione in merito e, a tal fine, presenterò un ordine del giorno alla Stabilità affinché il governo intervenga con provvedimento che blocchi dal 2015 questa assurda tassa”.

legge-stabilitàVoci critiche anche dall’opposizione. In due post sempre sui social network, Federico D’Incà – deputato del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Bilancio – non usa mezzi termini: “Aumentano l’iva dal 10 al 22% sul Pellet per il riscaldamento. Come volete chiamarli se non #ladridipellet […] Cari Presidenti delle Commissioni Bilancio Boccia ed Azzolini ricordatevi che in montagna gli inverni sono freddi e quando ritorniamo in Parlamento dovete correggere il vostro errore sull’iva al 22% del Pellet. Intanto io continuo a lavorare anche a Santo Stefano”.

SITUAZIONE EUROPEA. Ma qual è la situazione negli altri paesi dell’Unione Europea? Gianni Silvestrini, presidente del Coordinamento Free, Fonti rinnovabili efficienza energetica, tenta di rispondere al quesito, spiegando: “In Europa, per quanto riguarda l’Iva sul pellet la situazione è molto diversificata. Qualche esempio: in Germania è al 7%, in Inghilterra al 5% come in Francia, in Austria al 10%”.

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Matteo Marini

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.

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