Legge Fraccaro: che fine fanno i 426 lavoratori della Milano90?

Spending review. Due parole che trovano d’accordo tutti. Rivedere la spesa, tagliare costi inutili è un concetto che fa sempre grande presa sull’opinione pubblica. Le proposte però messe in campo, spesso lasciano il tempo che trovano.

Un caso su tutti è quello della famosa Legge Fraccaro.

Riccardo Fraccaro, deputato del Movimento 5 Stelle
Riccardo Fraccaro, deputato del Movimento 5 Stelle

LA LEGGE FRACCARO.

Riccardo Fraccaro, deputato del Movimento 5 Stelle e segretario d’aula di Montecitorio, nel dicembre 2013 è riuscito a far passare una legge molto importante per i cosiddetti costi inutili. Il Corriere della Sera la racconta così, leggendo testualmente dal provvedimento:

«Le amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali nell’ambito della propria autonomia, hanno facoltà di recedere, entro il 31 dicembre 2014, dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il termine di preavviso per l’esercizio del diritto di recesso è stabilito in trenta giorni, anche in deroga a eventuali clausole difformi previste dal contratto» […] un bersaglio preciso, come dimostra il passaggio sugli «organi costituzionali»: i palazzi Marini, quegli stabili che ospitano gli uffici dei deputati, presi in affitto con il meccanismo del «global service» dall’immobiliarista e grande allevatore di cavalli Sergio Scarpellini, munifico elargitore di contributi liberali ai partiti di destra e sinistra. È un’operazione che ha origine alla fine degli anni Novanta quando la Camera, d’accordo centrosinistra e centrodestra, decise di stipulare senza gara una serie di contratti con la società Milano 90, che metteva a disposizione di Montecitorio quattro immobili e relativi servizi

Le cifre in questo caso non lasciano dubbi: a quanto sembra – per esempio – in poco meno di 20 anni la Camera avrebbe speso circa 445 milioni solo per i canoni di affitto. La norma Fraccaro quindi sembrerebbe andare nella direzione della lotta agli sprechi (per approfondire).

La domanda fondamentale però è: la politica lascia i palazzi e questo è assodato. Le persone impiegate in quegli edifici per la sorveglianza, assistenza, accoglienza però che fine fanno?

CHE FINE FANNO I LAVORATORI?

Come si è pensato di ricollocare i lavoratori della Milano90? Non si sa. Anche perché l’azienda non aveva in carico solo i palazzi del Parlamento ma anche quelli del Comune di Roma.

Emanuele Bianchi, rappresentante UilTucs
Emanuele Bianchi, rappresentante UilTucs

«Siamo in tutto 476 impiegati – spiegano alcuni interessati – Di questi, una parte è lo staff di Palazzo Marini (281 persone), una parte (114) sono – anzi erano, ormai – in servizio presso gli uffici dei gruppi consiliari del comune di Roma (via delle Vergini e largo Loria) e 41 al Tar del Lazio».

Non tutti hanno visto sfumare un contratto più o meno stabile.

Emanuele Bianchi, rappresentante UilTucs, fotografa la situazione preoccupante dell’azienda: «Dopo 2 anni di cassa integrazione e 2 di anni di patti di solidarietà – dichiara a Wild Italy – nonostante le sollecitazioni dei sindacati le istituzioni continuano a non dare risposta al problema occupazionale dei 426 lavoratori della Milano 90, tutt’oggi in cassa integrazione. Più di 400 lavoratori, e quindi di famiglie, da mesi convivono con lo spettro del licenziamento, che si fa più concreto ogni giorno che passa, e il silenzio delle istituzioni è assordante. Un silenzio che non ci stupisce visto che più di una volta ci è stato detto a chiare lettere che “non siete un nostro problema”».

«Ci stanno togliendo il lavoro e la dignità. L’unica certezza che abbiamo – afferma Bianchi –  è l’indifferenza delle Istituzioni, eppure siamo la terza vertenza in Italia e la prima nel LazioContinuano a nascondersi dietro la tanto acclamata “spending review” che comporterà un licenziamento collettivo e risparmi minimi. A metà giugno il Comune di Roma ha trasferito ufficialmente i propri uffici in sedi appartenenti ad altri privati, sedi per cui sono stati necessari interventi per la ristrutturazione dello stesso, cablatura linea telefonica, e via dicendo, senza contare le spese per il trasloco. E tutto questo nonostante l’Assessore Cattoi si era detta disposta ad aprire una trattativa con la Milano 90 per ridefinire il contratto di locazione ed i servizi al fine di evitare i licenziamenti. Trattative che non hanno mai avuto luogo».

«Chiediamo ancora una volta a gran voce al Sindaco Marino e a tutte le Istituzioni  – conclude il rappresentante UilTucs – di non continuare a tacere e fare finta di nulla, ma di prendersi le proprie responsabilità e ricevere i lavoratori per evitare che oltre 400 famiglie si trovino senza sussistenza».

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!

Matteo Marini

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Shares