Lettere da Berlino: un manifesto sul nazismo della quotidianità

E’ nelle sale italiane dal 13 ottobre, distribuito da VideaLettere da Berlino, il nuovo film scritto e diretto da Vincent Pérez (da tempo assente dalla macchina da presa perché “preso da una crisi creativa”, come dichiarato da lui stesso).

Nel cast, l’attrice pluri-premio Oscar, Emma Thompson (Casa Howard e miglior sceneggiatura non originale con Ragione e Sentimento), Brendan Gleeson (Suffregette, Heart of the sea – le origini di Moby Dick) e Daniel Bruhl (Goodbye, LeninCapitan America: Civil War).

Il film è tratto dal romanzo “Ognuno muore solo” di Hans Fallada – opera definita da Primo Levi come “il più importante manifesto della resistenza tedesca al nazismo” –  ed è stato presentato all’ultimo Festival del cinema di Berlino.

SINOSSI

Berlino, 1940. Il nazismo impera e la propaganda LETTERE DA BERLINO, RESISTENZA ALL'ORRORE NAZISTAdi Hitler conquista ogni berlinese. La Germania ha dichiarato guerra alla Francia e sul fronte ovest si sta consumando la battaglia in trincea più sanguinosa di sempre, fra i tedeschi che vogliono sfondare nello stato francese e i transalpini che resistono con orgoglio patriottico.

In questa battaglia muore l’unico figlio dei due protagonisti, ovvero Otto Quangel (Brendan Gleeson) e sua moglie Anna (Emma Thompson). I due costituiscono una famiglia semplice, perfetta rappresentazione della classe operaia, mai iscritti al partito nazionalsocialista i quali, come tanti, resistono al regime.

Quando arriva la missiva militare che notifica la morte del ragazzo, Otto decide di intraprendere una resistenza innovativa, efficace e pervasiva contro la dittatura nazista, abbandonando in molti angoli di Berlino delle cartoline con su scritto messaggi di “risveglio civile e intellettuale”, come li definisce lui. Qualifica Hitler come un bugiardo, un sanguinario e uno che sopprime la libertà di opinione. Tutti i suoi scritti terminano con “Viva la stampa libera”.

A questa iniziativa parteciperà poi anche Anna, dando slancio al film fra catture scampate, scene di umanità verso una ebrea rinchiusa in casa (la signora Rosenthal), di solidarietà fra oppressi con l’ex giudice cacciato dal nazismo dalla magistratura (signor Fromm) e la spia Borkhausen, ladrone e personaggio truffaldino, pronto a tutto in cambio di quattro soldi.

I coniugi Quangel, con la loro iniziativa, faranno letteralmente impazzire l’ispettore della Gestapo, Escherich (Daniel Bruhl). Riuscirà, quest’ultimo, a catturarli?

LO SPECCHIO DEL NAZISMO QUOTIDIANO

Lettere da Berlino ha il pregio di non essere il solito film sul regime nazionalsocialista, intriso di violenza, vessazioni e imprecazioni, ma lo rappresenta come era nella vita di tutti i giorni, con i suoi folli rituali, la pervasività nella vita personale e il terrore che trasmetteva nella vita di ogni tedesco.

lettere-da-berlino-1La scenografia è perfetta: Berlino viene riprodotta esattamente com’era prima del bombardamento delle forze alleate del 1944 che la rase (praticamente tutta) al suolo; le abitazioni sono semplici, austere e riprodotte fedelmente con i mobili del tempo; la luce è sempre offuscata, come molto spesso è nella capitale tedesca.

Il lungometraggio mostra anche come fosse martellante la propaganda nazista, con la filodiffusione presente in tutta la città che faceva riecheggiare le bugie naziste per ore al giorno.

Il dolore dei coniugi è “ordinato”, quasi senza lacrime, con l’unico scopo di essere quel granello di sabbia che mette in crisi il sistema. Che, visti gli effetti, ci stava riuscendo appieno.

Anche le musiche, composte dal premio Oscar Alexandre Desplat per Grand Budapest Hotel, svolgono appieno il loro compito, riportando lo spettatore a quell’epoca e alla sofferenza dei due genitori.

Lettere da Berlino è quindi un film da vedere, perché pone il nazismo in maniera semplice e nella sua macchinosa capillarità. Da proporre nelle scuole e da “gustarsi” in sala.

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About

Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma Tre e ha scritto, fin dall’età di 17 anni, in vari giornali locali. Da qualche anno è rimasto folgorato dall’ambiente radiofonico e non se ne è più andato. Conduce ogni settimana un programma di attualità ed interviste su RadioLiberaTutti.it . REDATTORE SEZIONE POLITICA.


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