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Libere disobbedienti innamorate – In Between: essere donne arabe a Tel Aviv

“La mia generazione non può convivere ancora a lungo con i codici obsoleti della società patriarcale e dello sciovinismo. È tempo di mettere le carte in tavola. Se continuiamo a nascondere le nostre paure sotto il tappeto, finiremo per inciamparci sopra e sarà troppo tardi”. Dichiarazione di Maysaloun Hamud, che dalle parole è passata all’azione debuttando alla regia di un lungometraggio con un film coraggioso come Libere disobbedienti innamorate – In Between. Quasi una risposta israeliana a Sex and the City. New York o altri grandi città occidentali vengono sostituite da Tel Aviv. Donne che vivono appieno la propria libertà da altre costrette invece a fare i conti con i limiti imposti da una società ancora ancorata alla tradizione.

Tra due culture

Le ragazze “libere, disobbedienti e innamorate” del titolo italiano sono Laila (Mouna Hawa), single disinibita alla ricerca dell’uomo giusto e sigaretta sempre tra le dita. Salma (Sana Jammelieh), dj lesbica dal temperamento al tempo stesso fragile e forte, ma costretta a confrontarsi con una famiglia dalle vedute ristrette. Nour (Shaden Kanboura), musulmana osservante, che frequentando le altre due troverà la forza per ribellarsi a chi vorrebbe controllarne la vita.

Libere disobbedienti innamorate protagonisteDonne palestinesi, le tre si muovono in una Tel Aviv underground. Una metropoli dominata dalla musica elettronica e dove la diversità sembra davvero possibile. Laila e Salma qui vivono amando e divertendosi secondo i loro desideri. Nour studia e si comporta il più diligentemente possibile, ma covando dentro di sé sogni inespressi. Eppure, alla libertà che le ragazze sentono prepotente dentro di sé, si oppongono sguardi che giudicano e parole pronte a ferire.

In Between recita il titolo, perché è proprio “nel mezzo” che queste fiere donne si trovano costrette. Una condizione esistenziale a metà; il respiro dell’indipendenza da una parte e la soffocante tradizione dall’altra.

Un inno all’emancipazione

Sono donne fisicamente e mentalmente diverse Laila, Salma e Nour, ognuna con i propri sogni e debolezze. Una nasconde i capelli sotto il velo l’altra li lascia all’aria folti e riccissimi. Una a malapena si scambia un bacio con il proprio fidanzato, l’altra vive appieno la propria sessualità. Eppure si ritrovano unite nella necessità di farsi forza, rialzarsi ed essere finalmente se stesse. Reagendo a chi le vorrebbe morigerate donne di casa. Dai gusti sessuali inquadrati. O a chi per imporre il proprio volere non esista a usare la più becera violenza. È la “ribellione” di Nour quella forse più potente. Un urlo silenzioso ma penetrante come la coscienza di sé che affiora, in una purificazione fisica e spirituale benedetta dall’acqua marina.

Libere disobbedienti innamorate filmTutto questo ci racconta Maysaloun Hamud con stile asciutto e lucidità di sguardo. Complici anche gli occhi estremamente espressivi delle sue protagoniste. Per una volta non ci viene narrato l’Israele dei conflitti ma quello della quotidianità, di una gioventù femminile in cui riporre le speranze. Senza lasciarsi andare agli stereotipi né alle illusioni. Tanto che nel film non troviamo una sola religione nel mirino. Parlando degli individui prima che della Nazione.

Libere disobbedienti innamorate – In Between non offre certezze né vere consolazioni. La strada è ancora lunga sembra dirci. Il futuro richiede di perseverare nella lotta nonostante possibili disillusioni, l’inevitabile momentanea solitudine e battaglie perse. L’importante è non demordere, ricaricando le batterie in quell’abbraccio di chi tenacemente stringe i denti insieme a te. Uno splendido esordio che colpisce cuore e pensieri quello di Maysaloun Hamud. Un invito mondiale all’emancipazione femminile e un film (questo, per davvero) quanto mai necessario.

Libere disobbedienti innamorate – In Between al cinema dal 6 aprile con Tucker Film.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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