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#Animagic: Lilli e il vagabondo, il mondo nostalgico idealizzato da Walt Disney

15º Classico Disney, Lilli e il vagabondo è un tenero racconto sul contributo dato dai cani alla felicità degli uomini e un omaggio a un’America che non c’è più

 

lilli e il vagabondo disneyUn Lui e una Lei, al tavolo di un ristorante italiano, si dividono un piatto di pasta a lume di candela. Complice uno spaghetto, i due finiscono per scambiarsi il loro primo – involontario – bacio. Quella descritta è nientemeno che una delle scene romantiche più famose della storia del cinema. E pensare che ha come protagonisti… due cani! Parliamo ovviamente di Lilli e il vagabondo (Lady and the Tramp) 15º Classico Disney datato 1955, diretto da Hamilton Luske, Clyde Geronimi e Wilfred Jackson.

Nonostante Lilli e Biagio siano indubbiamente tra i più noti al grande pubblico (alla pari probabilmente con Pongo e Peggy de La carica dei cento e uno), non sono certamente pochi i cani presenti nei cartoon disneyani. Walt Disney infatti amava molto questi animali, affascinato come era dalla loro personalità e comportamento. Niente da stupirsi quindi del fatto che cominciò a ragionare su un possibile lungometraggio animato con protagonista una cagnetta, quando lo sceneggiatore Joe Grant gli mostrò uno schizzo della sua nuova Springer Spaniel di nome Lady. Uno schizzo che piacque talmente a Walt, da commissionare a Grant uno storyboard a partire da esso.

Un progetto lungo (quasi) 20 anni

Da quel dì, quello che poi sarebbe diventato Lilli e il vagabondo subì numerose mutazioni a livello di storia e personaggi. Basti pensare che nonostante la versione definitiva che tutti conosciamo sia del 1955, il suo sviluppo iniziò nel 1936. Inizialmente il personaggio di Biagio non era nemmeno contemplato. Si sarebbe dovuto trattare semplicemente della storia di una cagnolina messa da parte dai padroni a causa della nascita di un bimbo. Eppure, fino ai primi anni ’40, Walt non riusciva proprio a sentirsi soddisfatto dello storyboard e della direzione che la storia stava prendendo, tanto che il progetto venne abbandonato.

lilli e il vagabondo disneyAlmeno fino a quando si ritrovò a leggere su Cosmopolitan una storia di Ward Greene che lo colpì, dal nome Happy Dan, The Cynical Dog. Questa gli fece realizzare che la fin troppo carina e dolce Lady, andava messa in conflitto con un cane più cinico. Compreso ciò, il momento per lavorare seriamente a Lilli e il vagabondo non era purtroppo ancora giunto. Causa la Seconda guerra mondiale e i costi eccessivi, la Walt Disney fu infatti costretta a mettere da parte i lungometraggi animati. Fino a quando, con Cenerentola, si tornò finalmente alla normalità. Dopo tutti quegli anni, anche il progetto di Lilli e il Vagabondo poteva rivedere la luce.

Peccato che Joe Grant aveva ormai abbandonato gli studios. Venne quindi appellato Ward Greene, che si mise a scrivere una versione romanzata della storia che divenne il principale materiale di riferimento del film.

Sinossi

La trama del film è nota. Lilli è una graziosa Cocker Spaniel offerta in dono da un marito (Gianni caro) alla moglie (Tesoro) il giorno di Natale. Da cucciola che è, la vediamo crescere, trattata dai padroni come una vera signorina di buona famiglia. Almeno fino a quando Tesoro e Gianni Caro non hanno un bebè, il che li porta a togliere attenzioni a Lilli per concentrarsi sul piccolo. Causa anche l’odiosa zia Sara, Lilli fugge di casa per poi imbattersi in Biagio, un cane vagabondo che la aiuta a tirarsi fuori dai guai. Dopo una romantica notte trascorsa insieme e una brutta litigata, Biagio contribuirà a proteggere il bebè di Tesoro e Gianni Caro da una pericolosa minaccia. Come ricompensa, sarà accolto dalla famiglia insieme alla ritrovata Lilli.

Un film sui cani, dal punto di vista dei cani

Fin dal titolo, Lilli e il vagabondo evidenzia quelli che sono i protagonisti della pellicola. Siamo di fronte non solo a un film sui cani, ma anche a un film raccontato dal punto di vista dei cani. La macchina da presa è posizionata ad altezza quattro zampe, tanto che degli umani vediamo più che altro piedi e gambe e solo di sfuggita il volto. Così come i padroni vengono nominati non in base ai loro veri nomi, bensì a quelli che Lilli sente da loro pronunciare.

lilli e il vagabondo disneyA differenza di molti altri Classici Disney, Lilli e il vagabondo non è una favola, ed ha un soggetto originale. Quella che ci viene raccontata è una storia d’amore. L’amore dei cani per i loro padroni e viceversa, in quanto Walt voleva sottolineare quanto sia importante il contributo dato da questi quadrupedi alla felicità degli uomini. Ma anche l’amore romantico tra Lilli e Biagio. Nonostante siano due cani, quest’ultimi sono anche due individui diversi, che provengono da mondi e “ceti sociali” profondamente differenti. Il che permette di identificarsi in loro nonostante siano pur sempre animali. Ma il film non ha comunque paura di osare, aggiungendo qualche allusione osé e finendo per puntare i riflettori anche su argomenti più seri e tristi, come la fine che i cani fanno al canile e l’eliminazione dei randagi.

La nascita di una scena cult

A occuparsi dell’animazione di Lilli e il vagabondo furono i mitici Old Nine Men, che studiarono attentamente i comportamenti dei cani al fine di riprodurli con i disegni animati. In particolare, se nel film figura la celebre scena del bacio agli spaghetti, bisogna ringraziare Frank Thomas. L’aneddoto curioso è infatti che a Walt non piaceva l’idea proposta di due cani che mangiano. Questi nella realtà avrebbero creato un macello sulla tavola. Frank Thomas tuttavia decise di mettersi comunque al lavoro sull’animazione preliminare, al fine di esprimere visivamente la sua idea. E fu un successo. Thomas è infatti riuscito a trasformare una scena potenzialmente anonima se non sgradevole, in un momento romantico in cui vediamo sbocciare l’amore tra i protagonisti, finendo dritto nella storia del cinema tout court.

lilli e il vagabondo disneyMarceline e la nostalgia

Il mondo di Lilli e il vagabondo è però perlopiù un mondo idealizzato. Quella che viene disegnata e poi animata è infatti una versione mitizzata di Marceline, comune degli Stati Uniti in cui Walt crebbe e che rimase sempre nel suo cuore. Marceline nel film viene resa poetica e abbellita, rappresentata insomma attraverso il filtro della nostalgia di Walt. Attraverso questa cittadina ideale, da una parte veniva mostrato come secondo lui avrebbe dovuto essere l’America, dall’altra veniva steso un velo malinconico, perché quell’America dopotutto non esisteva più da tempo.

È un mondo di inizio ‘900 a metà via tra l’antico e il moderno, un mondo in procinto di cambiare. Si sentono gli uccellini, c’è una bella luce, le case sono pulite. Ma ogni tanto compaiono simboli della modernità che avanza, come le automobili o i telefoni. Non a caso la stessa Main Street all’interno di Disneyland, inaugurato un mese dopo l’uscita di Lilli e il vagabondo, ha le medesime atmosfere da paese del cartone: era (ed è) anch’essa ispirata a Marceline.

Musica e paesaggi

In questo mondo ideale non ascoltiamo effetti sonori. La loro funzione viene espletata dalla musica, familiare e rassicurante proprio come l’atmosfera che avvolge la quotidianità di Lilli. Se le musiche strumentali sono opera di Oliver Wallace, le canzoni sono frutto della collaborazione tra Sonny Burke e Peggy Lee. È la stessa Peggy Lee a cantare in originale “He’s a Tramp”, “La La Lu”, “The Siamese Cat Song” e “What Is a Baby?”. Suo è il doppiaggio di Tesoro, della cagnetta Gilda (il cui nome in originale è non a caso Peg), dei perfidi gatti siamesi.

lilli e il vagabondo disneyPrimo film animato su schermo panoramico Cinemascope, Lilli e il vagabondo esigette un lavoro visivamente importante. Se da una parte il punto di vista canino richiese infatti un piano basso e “orizzontale” che mostrasse scale, piedi, tappeti, strade, dall’altra ci si diede da fare per realizzare il mondo da sogno voluto da Walt. I paesaggi mostrano un’epoca vittoriana ricca di dettagli tipicamente americani, tanto che anche presi da soli gli sfondi risultano assolutamente incantevoli.

Un Classico che regala tenerezza

Proiettato al cinema in due versioni (una con formato regolare e l’altra adatta al widescreen), Lilli e il vagabondo al tempo della sua uscita fu un grande successo commerciale, ma non venne apprezzato da buona parte della critica. Eppure, col tempo divenne sempre più un classico, status tuttora riconosciutogli visto che il film è conosciutissimo oggi come allora. Probabilmente la motivazione è da trovarsi nella riuscita dello scopo di Walt. Guardando il film, è la tenerezza a dominare lo stato d’animo. Da quando osserviamo la cucciola Lilli uscire fuori dalla cappelliera donata a Tesoro, al finale natalizio in cui cani e umani si ritrovano a festeggiare in serenità e concordia, per 76 minuti ci immergiamo in un mondo di case ben tenute in cui basta qualche carezza reciproca per afferrare davvero la felicità.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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