L’intolleranza cristiana.

Premessa: abito a Belluno, la provincia più a nord del Veneto.

Questa primavera sono arrivati molti profughi in tutta la mia provincia, accolti da quasi tutti i comuni, compreso quello di Santo Stefano di Cadore.
Ed è qua che inizia il brutto racconto di oggi.
Nel piccolo comune cadorino sono stati accolti 90 clandestini libici ai quali è stata data una palestra nel quale potersi riunire e riparare. Alcuni di loro sono di religione cristiana, ed alcuni volontari, scoperta questa cosa, hanno pensato che portarli in chiesa sarebbe stato il modo migliore per integrarli nella comunità. Ecco che così 15 profughi trovano posto nella chiesa di Don Diego. Sono accompagnati dal sindaco Alessandra Buzzo e dagli stessi volontari.
È un gesto umile, semplice, gratuito che mira a creare una comunità multietnica come in ogni paese europeo. Eppure succede qualcosa. Il giorno dopo la messa, arriva una mamma dal sindaco Buzzo: e quest’ultima racconta l’accaduto. “Il giorno dopo una mamma del paese è venuta a lamentarsi direttamente da me dicendo che il parroco non avrebbe mai più dovuto permettersi di dare la comunione a suo figlio dopo aver stretto la mano a loro, neri

Ma come è possibile una cosa del genere? Che paese siamo diventato? E poi ci chiediamo perchè l’Italia va a rotoli? Come crescerà il figlio di questa mamma che si professa cristiana – tanto da pretendere l’eucarestia per il figlio – e poi non sa nemmeno permettere a delle persone più sfortunate di lei di professare il suo stesso Dio sotto un tetto, quello della chiesa, che dovrebbe riunire una comunità e non una sola razza?
La politica italiana è la causa di questo gesto. Un paese in cui si vuole rispedire indietro dei profughi, come se fossero dei pacchi recapitati all’idirizzo sbagliato da un corriere espresso, che sono scappati da un paese che è attaccato con missili “intelligenti” dallo stesso stato in cui loro sono fuggiti.

Viviamo in un paese malato, ed è per questo che quando andiamo all’estero ci sembra sempre di stare in un altro pianeta. Vediamo persone di ogni razza completamente amalgamate l’una con l’altra. Vedi gruppi di ragazzi con all’interno cinesi, africani, indiani, marocchini, inglesi, americani che ridono e scherzano tutti insieme. E ciò che ti viene da chiedere è “perchè questo non c’è in Italia”? “Perchè da noi una mamma arriva a chiedere ad un prete di non dare l’ostia consacrata a suo figlio se prima ha toccato “quei neri“?

No, questo non è un paese normale… è un paese malato. E il virus è la politica marcia che ci ritroviamo!

GIAMPAOLO ROSSI
giampross(at)katamail.com


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
giampross@katamail.com


'L’intolleranza cristiana.' have 3 comments

  1. 3 ottobre 2011 @ 6:32 pm Francesco

    è che son cattolici…blasfemi del cristianesimo

  2. 5 ottobre 2011 @ 11:23 am Pietro

    Mi chiedo: questa signora, che immagino cattolica, quale rapporto ha con l’eucarestia?
    L’idea sola che l’Eucarestia, il pane consacrato, dunque il Corpo di Cristo, possa diventare ricettacolo d’infezione o di morte è quanto meno eretica. In realtà è molto peggio perché gli eretici almeno erano dei credenti.
    In Oriente – soprattutto nelle chiese greche – ci si comunica prendendo l’Eucarestia da un solo cucchiaio che passa nelle bocce di tutti da secoli e secoli. Non si è mai registrata una epidemia o una malattia a causa di ciò. L’idea, per un credente, che il Corpo di Cristo possa dare morte, invece che vita, è decisamente contraria alla fede, anzi, la nega proprio!
    Questo è, purtroppo, il livello della fede di molti “cattolici” odierni. In questo caso, poi, ci mettono pure il razzismo come aggravante.

  3. 5 ottobre 2011 @ 5:00 pm Giampaolo Rossi

    Io più che il “trasmettere morte” tramite l’eucarestia, direi che è il gesto in se ad essere grave… l’intolleranza di una persona col colore diverso dal tuo ma che prega il tuo stesso DIO è anti cattolica…


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