L’Iran ed il Made in Italy

Lo storico accordo concluso lo scorso novembre tra l’Iran e gli Stati Uniti apre nuovi scenari, non soltanto sul piano delle relazioni diplomatiche ma anche sul piano degli scambi commerciali. Una prima intesa che distende i rapporti sia tra i due Mohammad Javad Zarif shakes hands with the US secretary of state, John Kerry,Paesi che con l’Europa e che dovrebbe portare a breve alla fine dell’embargo verso l’Iran, oggi a guida del Presidente Hassan Rowhani.

L’accordo consentirà all’Iran di esprimere il proprio grande potenziale sia economico che culturale e aprirà le porte all’Occidente, abbandonando il forte senso di anti americanismo.

Per altro verso, l’Occidente dovrà aprirsi all’Iran senza pregiudizi e con lealtà. In questo quadro, è auspicabile che anche Israele abbandono la propria linea di intransigenza e tenda la propria mano, potendo potenzialmente giocare un ruolo da protagonista dell’accordo in chiave di stabilità dei rapporti.

Peraltro, lo storico accordo può avere positive ricadute su tutta l’area del Golfo, anche in considerazione della posizione strategica dell’Iran, incastonato tra l’Iraq – dalle sorti ancora controverse e contrastate – l’Afganistan ed il Pakistan. Una nuova storia ancora tutta da scrivere a partire da oggi. Ed è proprio in questa fase di “passaggio” che si apre il migliore spiraglio per progettare lo sbarco del Made in Italy in Iran.

Un’occasione straordinaria per gli imprenditori italiani che, sofferenti sul mercato interno, hanno oggi davanti a sé un mercato nuovo con enormi potenzialità (vedi www.exportiran.it). Tanto più considerando l’Italia da sempre la porta d’Europa verso l’Iran anche in considerazione dei rapporti di amicizia di lunga data e dei rapporti commerciali già risalenti nel tempo (es. Saipem, Tecnimont, Eni, Ansaldo, ecc.).


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Avvocato, classe 1970, si occupa di affari penali, diritto societario, relazioni internazionali, contrattualistica e investimenti, outsider. BLOGGER DI WILD ITALY


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