Lo scudo fiscale

In Italia arriva lo scudo fiscale, ma più si avvicina la sua approvazione in parlamento meno si capisce cosa veramente prevede.

Lo scudo fiscale permette a quegli evasori fiscali che hanno depositato delle somme di denaro, anche illecite, all’estero di riportarle in Italia pagando solo una penale del 5% sul totale del rimpatriato. Di questa misura si possono servire anche società e singoli individui che avessero già commesso in passato il reato di Falso in Bilancio. Tutto qui, sfortunatamente.

Detto così sembra una cosa legittima, ma si tratta di un orribile condono, come svelato da Gasparri a Ballarò. Un condono fatto dal Ministro celebre per la sua frase “Mai più condoni” (Ormai quelli della maggioranza non si mettono neanche più d’accordo sulle definizioni). Un condono che va ben oltre i condoni precedenti: mentre i condoni dello scorso governo Berlusconi erano limitati all’Italia ed avevano un bacino di raccolta dei capitali abbastanza contenuto, questo condono permette a tutti di far rientrare i propri soldi in Italia pagando la bassissima imposta del 5% del totale. In condizioni normali la penale da pagare è intorno al 50% della somma evasa. I delinquenti quindi si tengono il 45% in più dei soldi evasi rispetto ad una normale procedura: sembrano i saldi.

Lo scudo fiscale, cosa ancor più grave, è rivolto a tutti gli evasori in modo indiscriminato. Possono avvalersene comuni evasori, riciclatori di denaro sporco, mafiosi e molti altri delinquenti, e da qualche giorno (grazie ad un bell’emendamento del pdl) anche i condannati  per falso in bilancio possono usare questo comodo strumento per riciclare il denaro. Dico riciclaggio di denaro perché è quello che accade: un mafioso che ha messo all’estero dei soldi ottenuti da attività illecite in Italia può sanificare le somme (magari guadagnate spargendo sangue) rendendole candide e pulite agli occhi dello Stato, che non ci guadagna per niente ed anzi ci perde rispetto a dei controlli a tappeto. Stato  che non può conoscere neanche il nome degli evasori.

Lo scudo fiscale garantisce, infatti, anche l’anonimato agli evasori che ne fruiscono. Il risultato? Non sapremo mai chi ha evaso il fisco portando i suoi soldi in Svizzera, per esempio. Per fruire dello scudo fiscale ci si potrà rivolgere ad un normale commercialista o ad una banca mentre l’Agenzia delle Entrate viene esclusa da questo compito. Doppia beffa.

Secondo le stime di Tremonti, all’estero ci sarebbero circa 300 miliardi di euro di evasori Italiani e, sempre secondo il Ministro, una buona parte di essi ritornerà in Italia. Vorrei però ricordare che Tremonti aveva pure stimato intorno ai 100 milioni il patrimonio evaso in Sicilia recuperabile con uno degli ultimi condoni, non recuperando neppure 6 di quei 100 milioni. In Italia ormai tutti sanno che prima o poi un condono arriva.

Io non mi fiderei troppo della buona fede degli evasori. In quanto evasori hanno già infranto la legge una volta, quindi perchè dovrebbe essercene qualcuno in buona fede? Da quando un evasore fiscale evade le tasse piangendo per giorni per l’atto disgustoso appena compiuto? Come fa un Ministro ad essere così ingenuo?

Sempre Tremonti ha assicurato che non saranno importati in Italia soldi criminali. Tralasciando il fatto che mi sembra difficile definire dei soldi non dichiarati più o meno criminali (infrangono tutti e comunque la legge), nel testo del provvedimento non sono previste particolari limitazioni di accesso, quindi in base a cosa possiamo dire che i soldi non saranno soldi criminali? Vogliamo affidarci alla stessa buona fede che fa evadere le tasse ad un italiano su 4?

Lo scudo fiscale viene difeso in questi giorni dicendo che anche negli altri stati lo si utilizza, ma non si dice che gli scudi fiscali esteri sono molto diversi. Prendiamo gli Stati Uniti: in America possono usare lo scudo fiscale tutti quelli che hanno dei soldi all’estero versando allo Stato il 49% (35% tassa per la sanatoria + 14% tassa per l’evasione) dei guadagni rimpatriati, e non ultimo gli elenchi degli evasori sono resi pubblici. Lo scudo non è gratis.

Torniamo in Italia. Anche stavolta il PD ha fatto la sua parte. Alla votazione alla camera sulla pregiudiziale di incostituzionalità, che poteva seppellire definitivamente questo maxi-condono, erano presenti solo 483 deputati, 267 della maggioranza, 215 dell’opposizione. A differenza di IDV e UDC (che erano quasi al completo), il partito democratico ha portato in aula 59 deputati in meno dei suoi totali, 59 deputati che avrebbero potuto ribaltare gli esiti della votazione. Per la leggerezza di un partito un abominio non è finito nella tomba. Riflettiamo anche su questo.

GIORGIO MANTOAN



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