Lo sfogo di Garimberti: “Cda Rai viziato dalla politica”

Il vento Monti soffi anche in Viale Mazzini. L’azienda ha bisogno di un rilancio, dico basta a comportamenti che si giocano sulla pelle dei dipendenti. Alla Rai serve un consiglio di amministrazione affidabile, che la governi. Basta con questa politica  politicante che continua ad interferire nella vita dell’azienda, bloccandone il funzionamento, in un momento delicatissimo, in cui è in gioco il futuro della Rai e dei suoi dipendenti.

Parole forti quelle pronunciate dal presidente Rai, Paolo Garimberti. Soprattutto perchè provengono da un dirigente finora mai uscito dalle righe. Garimberti ha poi aggiunto che << lo denuncio con forza perchè le istituzioni, a partire da Monti a Passera, lo sappiano e guardino la Rai. La politica che tante volte dice di volersi chiamare fuori dalla porta Rai rientra poi continuamente dalla finestra. E i veti della politica bloccano l’azienda. La Rai ha bisogno di rilancio e risanamento e il Cda deve amministrare. E sono d’accordo con il consigliere Van Straten, quando dice che o noi dimostriamo di saper prendere delle decisioni in un momento così delicato o è meglio che ce ne andiamo >>.

Lo sfogo è frutto di una vicenda nata con la presentazione di un pacchetto di nomine da parte del dg, Lorenza Lei. Valerio Fiorespino alle risorse tv, Carlo Nardello alla direzione strategica, e Giancarlo Biacca per la vicedirezione. Fino a mercoledì sembrava tutto fatto, con tanto di consenso certo da parte della maggioranza di centrodestra. Il mattino dopo i consiglieri chiedono però che vengano rettificate le proposte, il presidente respinge la richiesta, ma la maggioranza rinvia comunque il giudizio. Parrebbe normale prassi “politica”, non fosse che la sera prima dell’incontro quelli che poi avrebbero votato per il rinvio, si sono incontrati con Roberto Maroni, Maurizio Gasparri e Paolo Romani.

A far infuriare Garimberti sarebbe stata l’ipotesi che la decisione della maggioranza del consiglio di amministrazione sia stata viziata dall’incontro con gli esponenti dell’ex governo Berlusconi.

Il presidente Rai ha convocato i giornalisti anche per dichiarare di essere pronto a << convocare un Cda straordinario >>, nel caso in cui venisse rinviato a giudizio il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per le fantomatiche spese da nababbo. Il tutto – continua Garimberti – per motivi d’immagine dell’azienda >>.

La replica di Fabrizio Cicchitto non si fa attendere: << E’ un invito alla magistratura perchè rinvii a giudizio Minzolini, in modo da avere via libera per modificare la direzione del Tg1 >>.

Il consigliere Antonio Verro, Pdl, intervistato da Il Corriere della Sera: << la richiesta di rinvio delle nomine è legata al fatto che alcune deleghe assegnate a Carlo Nardello andrebbero a sovrapporsi alle competenze assegnate ad altre direzioni. Se qualcuno vuole fare illazioni, è libero di farlo, ma io non vi partecipo. Non penso che la semplice richiesta di alcuni consiglieri di rinviare le nomine presentate in Cda possa avere grande rilevanza politica o prefiguri scenari così drammatici per l’azienda >>. Quando poi gli viene chiesto di rendere conto dell’incontro con gli esponenti politici vicini all’ex premier: << Non credo che dobbiamo giustificare tutti gli incontri che facciamo >>.

Che la tv di stato fosse schiava della maggioranza di governo era risaputo, lo avevano addirittura denunciato ai microfoni di Report gli stessi giornalisti. Che poi la situazione si rendesse insostenibile quando, caduto il governo in parlamento, la maggioranza rimanesse nel Cda, era risaputo.

Ma se anche Garimberti ha bisogno di urlare (al vento?), forse tira aria di cambiamento.



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