L’Onda dei Diritti ci travolgerà (prima o poi)!

Con l’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, tramite referendum, anche in Irlanda, l’Italia appare ancora più sola e isolata sul piano dei diritti per le persone lesbiche, gay, trans e bisex.

Oggi l’Italia rimane uno dei pochi paesi civili europei a non avere una legge contro l’omofobia, ferma ormai al senato da mesi e mesi dopo la contestata approvazione di una legge – discutibilissima- durante il governo Letta alla Camera, così come manca di qualsiasi istituto di tutela della coppia, dalle unioni civili al matrimonio. Per non parlare di adozioni, che siano del singolo, del figlio del partner, o della coppia. Argomento ancora tabù in Italia.

La senatrice Monica Cirinnà ce la sta mettendo tutta, è vero. Relatrice del testo sulle Unioni Civili ormai da tempo si è presa la briga di portare avanti la legge. Peccato però che la stanghetta del limite temporale venga sempre 11329821_10204142812307322_8998315665584502208_nportata più avanti dagli annunci del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, o da chi fa le sue parti, come la Ministra Maria Elena Boschi.

Dai tempi degli 80 euro ormai le Unioni Civili sembrano diventate un tormentone. Le faremo a gennaio, poi in primavera, poi a maggio, poi in estate. Si potrebbe dire che siano quasi uno di quei capi vestiari che puoi indossare in ogni stagione, se non si trattasse di un testo che andrebbe a sanare un ritardo mostruoso che l’Italia si porta dietro. In fondo in Danimarca esistono dal 1989, di certo non dall’altro ieri.

Se guardiamo la mappa dei diritti sembra che ormai l’Italia sia un satellite della Russia anti gay in terra occidentale. Se il matrimonio tra persone dello stesso sesso è stato ormai legalizzato dal Portogallo alla Gran Bretagna, per passare in Francia o Spagna, solo per citare alcuni paesi, anche altri stati, come finanche la Croazia o la Slovenia, hanno provveduto alla tutela della coppia almeno con un testo sulle Unioni Civili.

Di una cosa forse siamo certi. Che prima o poi l’Onda ci travolgerà. Fino a quando potremo resistere? La risposta sta sicuramente nelle istituzioni, ma non solo. Oggi la comunità arcobaleno forse è un po’ spenta per influire su queste. Proprio in occasione dell’approvazione del matrimonio egualitario in Irlanda, invece di festeggiare e portare avanti un messaggio legato a quello irlandese che avesse un suo aspetto propositivo, ovvero l’approvazione del matrimonio egualitario, un po’ di attivisti – e non – scendevano in piazza a manifestare contro le Sentinelle in Piedi. Come se la linea di piazza dovesse essere dettata da estremisti del pensiero conosciuti da pochi, anzi pochissimi (provate a chiedere ai vostri amici etero se conoscono le Sentinelle). Di certo se l’azione della comunità gay è quella di organizzarsi contro qualche decina di persone che riempie (?) molte meno delle 100 piazza annunciate, occorre sicuramente un esame di coscienza sul target di popolazione sul quale incidere. E soprattutto su come incidere.

Ma sono sicuro che, prima o poi, l’Onda ci travolgerà. A partire da quella del Pride che il 6 giugno colpirà Verona, Benevento e Pavia, per poi passare a Roma il 13 giugno e continuare in tutta Italia fino al 1° agosto a Reggio Calabria.


About

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY


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