L’opposizione nell’opposizione

Presentato oggi un documento firmato da Veltroni, Fioroni e Gentiloni, ancora suscettibile di correzioni, che sembrerebbe proporre una spinta innovativa alla palustre azione del Pd degli ultimi anni: non si vuole dare vita ad una corrente, ma ad un “Movimento che si proponga il rafforzamento del consenso al Pd e del suo pluralismo, coinvolgendo forze interne ed esterne al partito, tornando ad appassionare energie che si sono allontanate e rischiano di disperdersi”. Verrebbe spontaneo chiedersi di quali energie in rischio si stia parlando, visto che di azioni energiche di opposizione, almeno in passato, non si sia rilevata presenza in larga scala.

Ma ammesso che le intenzioni dei tre “buoni samaritani” nei confronti delle energie “smarrite” siano indirizzate alla volta di una seria opposizione, dall’interno dello stesso partito, e nientepopodimeno che dallo stesso segretario del Pd, Mr. Bersani, arrivano le prime critiche e, sembra assurdo dirlo, le prime OPPOSIZIONI (peccato che siano canalizzate verso chi Bersani dovrebbe tenersi stretto!!) Infatti, il segretario replica alle accuse di Veltroni di aver guidato il partito senza bussola con le seguenti parole: “Siamo un partito con una maggioranza e una minoranza. Ma non è questo il modo e il tono per fare una discussione”.

Allora verrebbe da chiedersi: Discussione?! Bisogna perdere la grande occasione della crisi del berlusconismo DISCUTENDO?!! O, per meglio dire, facendo opposizione all’interno di un partito che dovrebbe far leva sull’unione delle energie e non su una deleteria frammentazione delle forze!? Sembrerebbe, quindi, esserci un problema di base: il segretario del partito, Mr. Bersani, evidentemente non ha capito bene contro CHI fare opposizione, ammesso che sappia cosa è “opposizione” e come farla.

E, infine, anche se potrebbe sembrare eccessivamente diretta e schietta la frecciatina di Veltroni nei confronti di Bersani a causa il linguaggio senza metafore ed eufemismi usato e che forse per questo motivo ha scandalizzato il segretario, non è la realtà oggettiva dei fatti? Non è pur vero che, sia in passato che ultimamente, la presenza o l’assenza del Pd dal panorama politico italiano siano state pressoché coincidenti? Non è pur vero che la “bussola strategica” di cui parla Veltroni è stata perduta con effetti disastrosi sulla democrazia, trasformatasi quasi in un’oligarchia, per non esagerare dicendo monarchia?

Beh.. detto questo, non si intende prendere una posizione nei confronti di qualcuno o contro qualcun’altro, ma semplicemente mettere in evidenza errori commessi in passato, che si tenta di ripetere: e poi dicono “sbagliano si impara”! L’unica cosa che di certo abbiamo imparato è che il Pd continua a sembrare una realtà eterogenea, troppo eterogenea, oserei dire frammentata e scissa, per poter realizzare un’opposizione degna di essere definita tale.

DOMENICO FILIPPELLO 



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