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L’oro di Pompei

Scritto da Giampaolo Rossi il 9 - November - 2010 Letto 955 volte

Quando entri a visitare Pompei la sensazione che provi è l’angoscia del silenzio. Quando vedi i corpi pietrificati in posizione fetale che cercano di proteggersi, ti prende un nodo alla gola. E poi alzi gli occhi e vedi che il Vesuvio, ora, sembra così bello e tranquillo; riabbassi lo sguardo e non scorgi altro che pietra. Una pietra che è li da 2000 anni. Case che sono state ricoperte da quasi dieci metri di ceneri e lapilli e che, nonostante questo, sono ancora lì in piedi. O meglio, lo erano.

L’altro giorno è crollata l’Armeria dei Gladiatori. Ovviamente la notizia non ha avuto la stessa risonanza dell’omicidio di Avetrana, che, nonostante sia finito il periodo di clamore, è ancora l’argomento protagonista dei talk-show pomeridiani. Non so se Vespa abbia fatto un plastico del crollo (non guardo Porta a Porta). Ma già oggi, a distanza di pochi giorni, i tg non ne parlano più. Sembra che il crollo di un pezzo di storia sia meno importante dei bambini che hanno problemi a dormire (Tg5).

Tralasciando questo, è necessario focalizzare l’attenzione su quella sottospecie di Ministro che dovrebbe conservare i beni Culturali del nostro paese.
Sandro Bondi, appena arrivato sulla scena ha detto che, se fosse sua la colpa, non avrebbe esitato un attimo a dimettersi. Sicché uno si domanda: e di chi è la colpa? Chi deve prendersi questa responsabilità?

Navighiamo sul sito del Ministero e leggiamo il perchè esista questo ministro e quale siano le sue mansioni: Ministero appositamente costituito per la gestione del patrimonio culturale al fine di assicurare l’organica tutela di interesse di estrema rilevanza sul piano interno e nazionale.
Il che fa presupporre che abbia il dovere di TUTELARE il patrimonio culturale della nazione. Ma allora se la colpa non è sua di chi è? Chi doveva  assicurare l’organica tutela di Pompei? Chi doveva e deve vigilare sul corretto funzionamento della manutenzione costante dei nostri tesori dell’arte?

In Italia, i commenti della maggioranza si sono direzionati tutti in un solo senso: “E’ ingeneroso dare la responsabilità al ministro Bondi e usare politicamente questo episodio per attaccarlo – dice la Gelmini – quello che è capitato non è il frutto dell’assenza dei fondi ma è forse dovuto a un’incapacità delle sovrintendenze di badare alla manutenzione e a fare i controlli”. Eppure Bondi ha detto che lui, la carità a Tremonti non la fa.

Come sempre, ci vuole l’Europa che faccia capire il valore delle cose che di valore ne hanno veramente: “E’ ovvio che chiunque abbia un senso della storia sia rimasto sconvolto. La Domus dei Gladiatori è parte non solo della storia d’Italia e dell’Europa, ma di tutto il mondo”.

Sullo stesso piano Cicchitto: “Che avrebbe potuto fare Bondi? Impedire la pioggia? Un ministro va ritenuto responsabile solo degli errori a lui riconducibili, non può certo esserlo di calamità naturali o del deterioramento di Pompei che dura da decenni”.

Appunto…. mica è colpa sua se Pompei è deteriorata per colpa della pioggia; mica è, che ne so, il Ministro dei Beni Culturali.

GIAMPAOLO ROSSI
giampross@katamail.com

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