Luca D'Aversa

Luca D’Aversa, Fuori: una sorpresa discografica intelligente e intrigante

Luca D'Aversa

Fonte: Cheap Sound

Il cantautore romano Luca D’Aversa torna sulla scena con Fuori, il suo nuovo lavoro in studio uscito per  DIY Italia/Sony Music.

Un pop dalle sfumature cantautorali, che strizza l’occhio all’indie-rock (quello non banale) in grado di scivolare tra acustico ed elettrico con una semplicità fresca e genuina.

A ogni ascolto di questo Fuori, è evidente il “tributo” che Luca D’Aversa paga alla scuola cantautorale romana, Fabi-Silvestri-Gazzè. Eppure riesce a restare coerente con il proprio sound e, chiaramente, originale e di carattere.

Un brano alla volta è facilmente individuabile il doppio binario che va a tracciare lo scheletro di questo disco. Da una parte la linea più “innovativa” che sorprende piacevolmente, di brani come Lasciati sorprendere (appunto) fatti di sonorità moderne sapientemente affiancate a un cantautorato originale e intelligente.

Dall’altra parte troviamo quel sound più classico, vicino al mondo dei grandi cantautori e riscritto alla maniera di Luca D’Aversa. Brani come Ora, Voleranno via o Le stelle rimbalzano sono la prova concreta della vicinanza di questo giovane cantautore alla classicità di un genere che, con freschezza e originalità, emerge dalla tracklisti di Fuori.

Luca D’Aversa sembra aver dato nuova forza e un nuovo carattere al cantautorato moderno. Un cantautorato che, pur senza volerlo, si affaccia sul panorama indie ma che, fortunatamente, non resta scontato o estremamente ruffiano.

Ascolto dopo ascolto emerge chiaramente anche lo studio che sta dietro alle sonorità di Fuori. Ogni momento, ogni nota e ogni dettaglio è stato curato minuziosamente, cercando sempre di valorizzare la voce ma senza distogliere l’attenzione dell’ascoltatore dal tappeto sonoro costruito. Chiaro esempio sono le note ruvide di un (quasi) blues di Hai visto mai o il sound più internazionale di brani come In superficie o Bisognerebbe.

Ascoltare un disco del genere, a un certo punto, fa sorgere spontanea una domanda: perché Luca D’Aversa, pur essendo un cantautore che scrive un disco nel 2018, non risulta stucchevole o, come già detto, ruffiano all’ennesima potenza?

Luca D'Aversa

Fonte: LoudVision

Che un cantautore del genere abbia del talento è innegabile. Testi e arrangiamenti di Fuori sono davvero molto intriganti e lasciano all’ascoltatore un qualcosa di positivo e di bello.

Quello che contraddistingue Luca D’Aversa è la fantasia, la volontà e la consapevolezza di voler essere (e voler restare) veramente fuori dalla produzione musicale qualunquista e banale di certi “cantautoruncoli” noiosi e tristi. Da qui la qualità e l’intelligenza di un lavoro come Fuori che resta davvero un qualcosa di riuscito.

Siamo davanti a un buon disco, che si ascolta volentieri e che regala parecchie belle idee e parecchi spunti di riflessione. Un disco che, soprattutto, lascia l’ascoltatore soddisfatto e per nulla annoiato. Cosa possiamo chiedere di più?

Correte ad ascoltarlo, ne vale la pena.

 

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La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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