Simon Axler sta attraversando il periodo più difficile della sua vita: un blocco totale che incide sulla sua capacità di recitare. Anche un attore del suo calibro, tra i più grandi della sua generazione, può avere un problema, soprattutto nel momento culminante per la sua carriera. Dopo aver recitato in personaggi come Falstaff, Macbeth e in opere come il Gabbiano di Cechov, si bloccava di fronte al pubblico, con la luce puntatagli contro. Iniziava a tremare e smetteva di parlare. Decise quindi di abbandonare il teatro, si ritirò e per curarsi decise di andare in una clinica dove conosce una donna, Sybil, con la quale instaura un buon rapporto d’amicizia. Forse eccessivo poiché la donna arriva a raccontargli faccende intime della sua vita, come ad esempio le molestie che il nuovo marito procurava alla sua bambina di soli sei anni. Un evento tanto terribile che fece mostrare la donna in tutta la sua debolezza. La devastazione arrivò al punto da portarla a chiedere ad Axler di assassinare quel “porco” per lei. Giustamente l’attore si tirò indietro affermando che gli unici omicidi a cui aveva assistito erano quelli di scena.
Uscito dalla clinica, dopo esperienze che lo hanno segnato, l’attore tenta di ritrovare quella capacità che lo rese tanto famoso e che lo portò ad essere osannato da mezzo mondo. Ma la sua vita, ricca di giochi erotici fra lesbiche con più donne ecc., non ha fatto altro che condurlo a quel risultato. Una vita trasgressiva, magari anche invitante, ma che infine non porta a niente. Philip Roth, nel suo ultimo romanzo, cerca di raccontarci un squarcio della società moderna d’alto borgo, mostrandoci le depravazioni di chi ha i soldi e non sa cosa farne. Un libro avvincente, esilarante, estremamente comico e drammatico allo stesso momento. La vita spinse Axler a compiere molti errori, compreso quello di scendere dal palcoscenico, ma trova sempre il modo di ricondurre sulla retta via.
Editore: Einaudi
Anno: 2010
Pagine: 113
Prezzo: 17,50 €
MARCO BEVILACQUA
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