L’Unione Dei Condannati – l’ago della bilancia delle Elezioni Regionali 2010

L’Udc – partito nato dalle ceneri del CCD (Centro Cristiano Democratico), dal CDU (Cristiani Democratici Uniti) e la Democrazia Europea (movimento fondato da un voltagabbana come tanti altri, tale Sergio D’Antoni, il quale bazzica, attualmente, fra i banchi del Pd a Montecitorio) – è diventato il soggetto politico più ricercato dal Pd e dal Pdl, soprattutto con le Elezioni Regionali che si avvicinano. Rispetto al partito di Governo, però, il Pd è più “beota”, si lascia più condizionare da Casini e i suoi discepoli (anche se, oggi, ha rilanciato l’alleanza con Di Pietro). Come ha giustamente detto Diego Bianchi, facendo finta di rassicurare – al telefono – il segretario dei democratici, Bersani (in vacanza a New York): <<Nun te preoccupà Giggi, il partito è in buone mani, come l’hai lasciato te: fa tutto Casini. Senza Casini non se fà niente, guai a prendere iniziative senza di lui, tutti quanti a chiedere: che sta a fà Casini; che ne pensa Casini; non è che se facciamo così, Casini si offende e con chi va Casini e che je damo a Casini>>.

E’ incredibile quanto un partito che prende sì e no il 5 per cento, sia così corteggiato. Naturalmente, il genero di Caltagirone, non è mica scemo, stringe alleanze con chi riesce a fargli vincere competizioni regionali, provinciali o comunali, secondo il buon vecchio metodo della Dc. Dopo la sconfitta del candidato “esploratore” del Pd (Francesco Boccia) alle primarie pugliesi (con un prevedibile plebiscito del governatore uscente Nichi Vendola, di Sinistra e Libertà, il quale sfiderà di nuovo il centro-destra come 5 anni fa) Pierferdinando ha fatto la scena del povero angelo innocente affermando, in sintesi che: vista la vittoria di un candidato che non ci piace (cavoli vostri se avete voluto fare le primarie!) noi andiamo da soli e candidiamo la senatrice Adriana Poli Bortone. E che qualcuno non ci critichi per la nostra strategia dei due forni, in questo caso ce ne sono addirittura tre di forni!…ma va là (come direbbe Ghedini)!sei falso ora, come sei falso quando ti poni come “la grande forza riformista di centro” sbaciucchiandoti Rutelli (il quale ti seguirebbe anche in capo al mondo!) e costringendolo ad uscire dal Pd, facendogli mettere su, uno pseudo partito (Alleanza per l’Italia) di ex Pd, ex Udc, ex Idv e via dicendo. Non si può neanche chiamare partito….è una buffonata!

Comunque, tentiamo di vedere in maniera più approfondita, da chi è composta questa grande “famiglia centrista/riformista”: abbiamo il segretario nazionale e deputato, Lorenzo Cesa: arrestato nel ‘93 dopo un periodo di latitanza, viene condannato nel 2001 con l’ex ministro Gianni Prandini (il quale è stato condannato a 6 anni e 4 mesi) a 3 anni e 3 mesi per corruzione poichè ha ammesso tangenti da centinaia di milioni per appalti Anas. Nel 2003, la Corte d’appello di Roma annulla la condanna per un vizio tecnico: il Tribunale dei ministri che aveva rinviato a giudizio i protagonisti di questa vicenda, non poteva svolgere le funzioni di gup. Così il processo è ritornato ai nastri di partenza ed è scattata la prescrizione.

Salvatore Cuffarosenatore: è stato condannato in Appello, tre giorni fa, a sette anni di reclusione (dopo i cinque anni che erano stati decretati in primo grado) per favoreggiamento con l’aggravante di avere agevolato la mafia, e per violazione del segreto istruttorio.

Teresio Delfino, deputato e consigliere provinciale di Cuneo : indagato per associazione a delinquere e truffa nella gestione dell’Enoteca d’Italia.

Ciriaco De Mita, l’unico politico che è riuscito a farsi eleggere al Parlamento Europeo, alla veneranda età di 82 anni: si salvò da una condanna per finanziamento illecito, quando era segrtario della Dc, grazie all’amnistia del 1990 (la quale salvò anche Berlusconi da una condanna per falsa testimonianza). De Mita fu anche imputato a Roma per corruzione nel processo sulle tangenti della Dc all’Enel per la costruzione della centrale di Gioia Tauro, ma il tutto cadde in prescrizione nel 1999. Secondo quanto scrivono Peter Gomez e Marco Travaglio in “Se li conosci li eviti”: <<Rimane aperta l’inchiesta a Roma per corruzione in un filone laterale dello scandalo Parmalat: De Mita, insieme a Calisto Tanzi, al governatore della Liguria Claudio Burlando (Ds) e all’ex presidente delle Fs Lorenzo Necci (scomparso nel 2006), è accusato per un presunto giro di tangenti pagate a politici dal gruppo di Collecchio per un progetto (poi tramontato) finalizzato alla costituzione, nel 1995-96, di una joint venture fra la Cit Viaggi delle Ferrovie dello Stato e la decotta Parmatour. L’ipotesi degli investigatori è che si sia tentato di scaricare sul partner pubblico i debiti del gruppo turistico della Parmalat. De Mita che pure è amicissimo di Tanzi, si è sempre proclamato innocente>>.

Giuseppe Drago, deputatocondannato a 3 anni e 3 mesi, dal Tribunale di Palermo, per peculato e abuso d’ufficio. La pena gli è stata ridotta – in Appello – a tre anni. Drago nel 1998, alla fine del suo mandato da Presidente della Regione Sicilia, ”è passato alla cassa” dei fondi riservati al Governatore e si è portato via tutto il suo contenuto: 268 milioni di lire.

Giuseppe Naro, deputatocondannato, in primo grado a 3 anni, e in Cassazione a 6 mesi, per abuso d’ufficio poichè ha comprato 462 ingrandimenti fotografici (462!) con denaro pubblico. Prezzo? 800 milioni di lire…un affare…

Francesco Saverio Romano, deputato. Sempre Travaglio e Gomez scrivono che è stato: <<Indagato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa con l’accusa di aver accompagnato il suo leader, Salvatore Cuffaro, a incontrare alcuni esponenti di Cosa nostra, ha ottenuto l’archiviazione nel 2003 per il caso Guttadauro-Cuffaro; ma dall’inizio del 2006 è stato di nuovo inquisito dalla Dda palermitana per concorso esterno, dopo le rivelazioni del pentito Francesco Campanella a proposito di altri presunti summit con mafiosi>>.

Domenico Zinzi, deputatocondannato ad Avellino, a 3 anni di carcere (in primo grado) per omicidio colposo, non avendo adottato – in qualità di assessore (come altri che sono stati condannati insieme a lui) con delega ai Lavori pubblici o all’ambiente, a seconda del caso e della persona – delle misure corrette per la difea del suolo e per sistemare la zona del paese di Quindici, causando una frana (il 5 maggio 1998) che ha tolto la vita a undici persone. ASSOLTO DALLA CORTE D’APPELLO.

Beh, chi è che non si vorrebbe alleare con dei personaggi così? Mah….

MATTEO MARINI


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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