Made in Italy, una piccola rivincita in casa tedesca.

Uggioso e tedioso pomeriggio domenicale. Alla ricerca di una distrazione, in attesa di un caffè, con un filo di musica, lancio una ricerca on-line per scorrere le immagini in rete dell’ultimo salone automobilistico di Francoforte.

fiat-ritmo-cabrio-e-renault-fuegoUna cattivissima Camaro, una elegantissima Bentley GTV, una muscolosa Veyron e poi Ferrari, Aston Martin, Maserati, Porsche…sogni anche troppo lontani dalle tasche dei più. Ed ancora Audi, BMW, Mercedes.

Catturano la mia attenzione le immagini di un paio di auto italiane di circa trent’anni fa: una Fiat Ritmo versione Bertone S85 ed una Lancia Delta versione HF.

Mi chiedo perché mai Google avesse voluto restituire quel risultato alla mia voce di ricerca. Incuriosito oltremodo, clicco impaziente sull’immagine per verificarne l’origine e scopro che l’esposizione tedesca di quest’anno avrebbe deciso di dedicare un padiglione per realizzare ‘The stars of 1983 – where are they now?’ un evento-remake di quello del 1983, anno in cui al Salone furono presentati modelli che hanno scritto intere e prestigiose pagine della storia dell’auto.

Settanta anteprime mondiali, decine di espositori e modelli e, tra questi, le due ben note auto di casa nostra, simbolo ed evocazione di un made in Italy dell’auto italiana che fu. Fiat e Lancia per l’appunto.

Lancia, HF, Integrale, Martini, corse…una storia di successo e di successi (è proprio il caso di dire!) che origina dalla matita del mitico Giorgetto Giugiaro, nel 1979.

Design semplice, lineare, squadrato ma filante, paraurti di una resina particolare ed in tinta con la carrozzeria, calandra dal profilo cromato, ne sono stati i tratti distintivi per oltre un decennio.800px-Lancia_Delta_GT_ie_1989

Eletta auto dell’anno nel 1980, presentava diverse soluzioni tecniche innovative per l’epoca, che unitamente al design sobrio, ma abbastanza curato, ne fecero un modello molto apprezzato dalla classe media.

All’anno 1986 si ascrive la nascita del modello  DELTA HF 4WD, equipaggiato da un motore di cilindrata pari a 2.000 cc, turbocompresso con intercooler ed overboost, che scaricava i suoi 165 CV di potenza su una trazione integrale permanente ripartita per il 56% sull’anteriore e per il 44% sul posteriore.

Versione assolutamente dalla declinazione sportiva, geneticamente discendente dalle evoluzioni tecniche progressivamente realizzate sulle versioni GT, HF Turbo ed S4 (datate rispettivamente 1982, 1983 e 1985), interessata da un restyling sia di esterni che di interni, diviene in breve il modello che più concorre al successo del marchio Lancia.

Nell’attuale modello, i gruppi ottici anteriori fanno posto a più riusciti gruppi circolari e sdoppiati, gli indicatori di direzione che in precedenza erano collocati al fianco dei gruppi ottici vengono spostati in basso ed integrati nell’avvolgente paraurti anteriore.  Gli specchietti retrovisori, come i paraurti, sono in tinta con il resto della carrozzeria. I parafanghi anteriori e posteriori sono caratterizzati con vistose nervature a renderli muscolosi ed aggressivi. Sul retro di indubbio impatto visivo è certamente il doppio terminale di scarico.

Nota di stile la sostituzione, nella denominazione del modello, della lettera greca ‘δ’, che appariva sulle prime versioni, con la propria trascrizione per esteso ‘Delta’.

Due anni dopo nasce la versione stradale della Delta, la HF Integrale 8 valvole, ben presto sostituita  da un nuovo modello equipaggiato con propulsore 16 valvole di 200 CV di potenza.  Lo sviluppo e l’evoluzione della Delta continuano, dunque, 800px-Lancia_Delta_Evonegli anni, di pari passo con le novità introdotte sul modello destinato alle competizioni, fino al 1991 anno di battesimo della Delta “Evoluzione”.

Le carreggiate crescono ulteriormente nelle dimensioni, sul cofano motore, dalla bombatura ancor più accentuata, campeggiano tre prese d’aria che hanno il compito di facilitare ulteriormente il raffreddamento, mentre sul retro il terminale di scarico diviene singolo ed il lunotto è arricchito dalla presenza di uno spoiler.

E’ questa, in definitiva, l’ultima versione della Delta, prodotta fino al 1994, anche in numerose versioni limitate destinate ad un pubblico di amatori, venduta fino al 1995.

Un’icona di stile, insomma, un simbolo di sportività capace di attraversare un intero decennio, il cui mito è stato alimentato dalle innumerevoli vittorie nel Campionato Mondiale Rally (sette consecutive dal 1987 al 1992). Un’auto presentata al salone di Francoforte un trentennio fa, celebrata oggi come un indimenticabile successo, assieme alla regina di casa Golf e proprio in casa di chi oggi si divide una gran fetta del mercato automobilistico mondiale.


About

In qualità di Advisor presso la società di Revisione e Consulenza BDO Italia SpA (www.bdo.it), opera nell'area Governance-Risk-Internal Control. Laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari nel 2006, con una tesi in Tecnica di Borsa. Master e formazione professionale: - Intermediari Finanziari e Gestione del Risparmio (Master, Tor Vergata, 2006); - Diritto e Tecnica dell'assicurazione (Master, LIUC di Castellanza, 2011); - Credit Management (Master Executive, Il Sole 24 ORE Business School, 2014-2015). Dopo una breve esperienza in Banca Popolare Pugliese, dal 2007 e per 8 anni, fa parte del team di Milliora Finanzia Spa, intermediario finanziario di cui diventa Responsabile Operation nel 2011. Intraprende, a partire dal 2011, alcune occasionali collaborazioni in qualità di contributor con siti specializzati e riviste on line quali Diritto 24 – Il Sole 24 Ore, Compliancenet.it, DirittoBancario.it, AnalisiBanka.it, Simplibiz.net, oltre che con altri intermediari finanziari minori. Appassionato di auto, officine, restauri, inizia a collaborare con il blog di Wild Italy, alla sezione Motori, nell’ottobre 2013; partecipa al progetto di trasformazione del blog in testata giornalistica autorizzata in qualità di socio fondatore e componente del consiglio direttivo (2014). CAPOSERVIZIO ECONOMIA


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