odevaine

I protagonisti di Mafia Capitale: Luca Odevaine

Quarantasei imputati, sessanta avvocati, più di 130 udienze previste fino a luglio. Migliaia di intercettazioni e centinaia di documenti depositati. Nell’aula Occorsio della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, il 5 novembre scorso, è partito ilmaxi processo Mafia Capitale, a quella che Enzo Ciconte, professore universitario e consulente della commissione parlamentare antimafia, non ha esitato a definire ai nostri microfoni «una mafia che è nata a Roma e non è composta dai classici mafiosi siciliani o calabresi. Un’organizzazione mafiosa perché usa il metodo mafioso, e da qui l’indicazione del 416 bis, formata in gran parte da personaggi romani».

odevaine

Fonte: roma.corriere.it

Oggi disegniamo il profilo di un altro nome eccellente, un altro romano come Salvatore Buzzi: Luca Odevaine, 59 anni, ex capo della polizia della Provincia di Roma ed ex vice capo di Gabinetto nei due mandati da sindaco di Walter Veltroni.

CHI E’ LUCA ODEVAINE.

«Quando nacque a Roma – racconta Antonio Sansonetti di BlitzQuotidiano – si chiamava Odovaine. Con la O di Otranto. Cambiò cognome per nascondere due vecchie condanne: una nel 1989 per droga e una seconda nel 1991 per emissione di assegni a vuoto».

Come si leggeva sul sito della Fondazione IntegraAzione di cui era presidente, Odevaine: «ha curato il coordinamento e l’organizzazione dei grandi eventi religiosi, istituzionali, politici, sindacali, culturali, sportivi cittadini, (tra cui si ricordano i funerali del Papa, i festeggiamenti per i mondiali di calcio, ecc.). Ha seguito per il Gabinetto del Sindaco le emergenze di Protezione Civile. Ha coordinato gli interventi di  emergenza sociale (campi nomadi, sfratti ed occupazioni di fabbricati, senzatetto, immigrati tra cui si ricordano SNIA Viscosa, Hotel Africa, Vicolo Savini, Residence Roma ecc.)».

Nella sua carriera ha coordinato anche le attività di volontariato della Protezione Civile in catastrofi ambientali quali: l’alluvione del fiume Po del 1994, il terremoto in Umbria e nelle Marche del 1996, la frana del fiume Sarno nel 1997.

In Campidoglio è stato sia Vice Capo di Gabinetto del sindaco Veltroni nel 2001 che, dal 2006, direttore dell’ufficio. Tale ruolo Odevaine lo ha ricoperto anche nell’anno di amministrazione del commissario straordinario, il prefetto Mario Morcone, che ha portato Roma al voto, dopo le dimissioni di Veltroni nel febbraio del 2008.

Ma non è finita qui, perché il protagonista di Mafia Capitale è stato anche, tra le altre cose: direttore dell’Ufficio Decoro urbano e Abusivismo edilizio, delegato del sindaco alla Polizia Municipale e direttore dei centri per rifugiati politici. Sempre per il gabinetto del sindaco si è occupato dei rapporti con le Forze dell’Ordine, la Polizia Municipale e ha rappresentato il primo cittadino nel Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza.

Il 31 luglio del 2008, a poche settimane dal suo insediamento, il neo Presidente della Provincia di Roma gli assegna l’incarico di direttore della polizia provinciale, compito che manterrà fino a dicembre 2012.

Fonte: giornalettismo.com

Fonte: giornalettismo.com

Nell’inchiesta sulla cupola criminale che aveva preso sotto scacco la città, i magistrati hanno indagato Odevaine (finito poi imputato nel processo) per corruzione aggravata, sottolineando anche le motivazioni:

«nella sua qualità di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, dunque pubblico ufficiale […] per la vendita della sua funzione e per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio in violazione dei doveri d’imparzialità della pubblica amministrazione, consistenti, tra l’altro: nell’orientare le scelte del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, al fine di creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dai soggetti economici riconducibili a Buzzi e Coltellacci; nel comunicare i contenuti delle riunioni e le posizioni espresse dai rappresentanti delle istituzioni in tale tavolo di coordinamento nazionale; nell’effettuare pressioni finalizzate all’apertura di centri in luoghi graditi al gruppo Buzzi riceveva in forma diretta e indiretta una retribuzione di 5000 euro mensili per se medesimo e una retribuzione di 1500 euro mensili per Schina che svolgeva la funzione di intermediario tra il gruppo Buzzi e Odevaine, utilità erogate da Coltellacci e Buzzi, che si avvaleva del materiale aiuto della Cerrito […] Con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso».

Nadia Cerrito è stata la segretaria personale di Buzzi mentre Mario Schina è stato responsabile del Decoro urbano durante la giunta Veltroni. Sono anche loro indagati per la questione Mafia Capitale.

SE QUESTO ARTICOLO TI E’ PIACIUTO, SOSTIENI WILD ITALY CON UNA DONAZIONE!


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'I protagonisti di Mafia Capitale: Luca Odevaine' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Shares