Maker Faire 2015, che cosa ci resta

Tra tanti espositori e tante idee. All’edizione 2015 di Maker Faire mi soffermo ad osservare, fotografare, raccogliere informazioni nell’intento di capire chi e cosa abbia condotto giovanissimi e meno giovani, a cimentarsi in questa esperienza.

Volevo cogliere gli umori di chi, fin dalle prime battute, mi è sembrato mostrare un entusiasmo contagioso, perfino morboso (ma assolutamente genuino) per il certo successo che la propria idea avrebbe riscosso.

12108283_10153762742947074_2930161779582454445_nGironzolando, curiosando, mi fermo a fare qualche domanda. Spesso senza neppure citare il fatto che alla fine avrei scritto un pezzo per Wild Italy, nel tentativo di carpire risposte dirette e genuine. Ed è così che discorrendo con alcuni espositori, tanti giovanissimi, in un paio di circostanze, mi è capitato di incappare in conversazioni che si sono spinte addirittura oltre il semplice soddisfare le mie curiosità da visitatore.

Infatti, al “lei di cosa si occupa nella vita?” ed al mio rispondere “lavoro in ambito finanziario”, che forse scambiandomi per un investitore da convincere, qualcuno si è spinto fino a pormi una domanda che non nascondo mi abbia un pizzico imbarazzato. Domanda alla quale, peraltro, non ho potuto che rispondere seguendo il mio personale “gusto” e pensando all’utilizzo che avrei (o non avrei) potuto e saputo farne io, di quanto in quel momento mi si stava rappresentando, un attimo dopo aver chiarito l’equivoco ed aver spiegato che in realtà lo spirito con cui mi approcciavo all’evento era quello dell’estimatore ma anche di chi avrebbe poi curato una mini rassegna per un giovane giornale on-line.
In effetti, se si trattasse di una buona idea, se ci fossero idee buone, meno buone, improbabili, anche oggi (comodamente seduto davanti al pc) sinceramente non lo saprei dire con certezza.

Sarebbe utile, necessaria, indispensabile una valutazione. Una di quelle che tendono a mettere in conto ogni possibile sviluppo positivo e negativo che la trasformazione di un’idea, in un progetto (prima) ed in un prodotto (poi), implica. Ed allora giù di swot analysis e business plan. Per poi procedere ad ipotizzare uno scenario aziendale a tutto tondo.

Vado giù, invece, di sentiment e di gusto. E racconto un po’ di ciò che ho visto, lasciandomi guidare da chi e cosa ha più favorevolmente colpito la mia attenzione.

E chissà che forse non sia questo un punto di vista privilegiato, che scevro da ipotesi, analisi e numeri ed assistito da quel pizzico di fortuna che non guasta mai, mi ha inconsapevolmente permesso di captare alcune idee dal successo assicurato. Saprà il tempo, giudice imparziale, confortarmi o sconfessarmi.

Procedo a caso e senza ordine. Senza avventurarmi nell’improbabile tentativo di stilare classifiche, esprimere preferenze, fare ipotesi su quali e quante delle cose viste siano più o meno utili nella quotidianità e potranno in futuro rappresentare il prodotto di punta di floride realtà aziendali.

Le classifiche tanto le farà il mercato, quando metterà di fronte ciascuno dei nostri makers alla spietata legge della domanda. E sarà solo allora che avremo la nostra attesa risposta. Una risposta a metà. Certo. Nulla di più. Perché alla fine se si tratti di una buona idea oppure no, conta meno del fatto che si possa trattare di un prodotto o servizio che si venderà. Ebbene sì, perché sarà anche maledettamente riduttivo e cattivo (per ciascun maker che ci ha messo l’anima nello sviluppo della propria idea), ma è l’unica cosa che conta. In fondo di esempi di buoni prodotti che non hanno avuto successo e di idee poco brillanti che (almeno per qualche stagione) hanno realizzato grandi vendite, ve ne sono.MAKERFAIRE

L’ANALISI DEI PRODOTTI.

A questo punto passiamo in rassegna alcuni dei prodotti che mi hanno maggiormente colpito.

LA PINK-LAMP

Pink-lamp è la lampada “da tavolo che coniuga il controllo della tecnologia 3D con la ceramica artigianale”. Le decorazioni tridimensionali presenti sulla lampada, come ci spiegano il Sig. Benedetti (Ingegnere) e la Sig.ra Taticchi (Artigiana di lungo corso), sono ispirate alla facciata della Cattedrale di San Lorenzo sita nel centro storico di Perugia. La progettazione e la realizzazione di questa particolare texture sul prodotto sono il risultato del ricorso ad evolute tecnologie applicate alla lavorazione della ceramica. Grazie ad esse, ed in particolare grazie alla stampa 3D, si è potuto procedere alla realizzazione di uno stampo in plastica adatto a modellare la ceramica con cui è realizzata la pink-lamp. Lampada completata da un paralume molto bello, disponibile in diverse colorazioni, curato da un designer. Tecnologia, eleganza e sapienza artigiana.

LE TAVOLE DA SKATE NEED-LES

Ho poi avuto modo di imbattermi nelle incredibili tavole da skate griffate Need-Les. Un progetto di design ed artigianato a cura di Diego Tivelli, 23enne artigiano digitale romano, da qualche anno impegnato nell’ideazione e nello sviluppo di skateboards tailor made, realizzati con aghi di pino e resina di vetro a strati. L’effetto visivo mi ha lasciato personalmente stupefatto. Le tavole sono solo l’inizio di un percorso che vuol condurre a contenere l’utilizzo “sfrenato” del legno, poiché la sperimentazione proseguirà con la realizzazione di altri oggetti. Alternativa giovane al materiale più vecchio del mondo.

PAPER 8

Tutti, o quasi, avrete notato all’interno della fontana della Minerva (Università “La Sapienza”, location della Maker Faire 2015) due piccole imbarcazioni a vela. Si tratta del progetto Paper8, una “barca pieghevole a propulsione ibrida”. Avete letto bene. Lo scafo è pieghevole e permette di affrontare in modo nuovo tante difficoltà legate alla gestione di questo particolare tipo di imbarcazione: trasporto, posto barca e rimessaggio su tutte. Lo scafo, che pesa appena 34 kg, è omologato per portate fino a 400 kg. La carena piatta planante e la rigidità della struttura consentono al Paper8 di navigare a vela, remi e motore. Il sistema di chiusura pieghevole, brevettato, èrealizzato con guarnizioni in Hypalon che garantisce needlesl’impermeabilità della struttura ed una durata pari a circa 5.000 aperture e chiusure. Pratica ed alla portata di tutti.

iTòch

Si chiama iTòch – Acoustic Amplifier. Si tratta di un amplificatore acustico naturale per iphone, ipod e smartphone, in grado di amplificare l’uscita audio di circa il 30%. La peculiarità del prodotto consiste nel suo non utilizzare alcun tipo di alimentazione, che sia essa elettrica o a batterie, poiché non ricorre ad alcun tipo di circuito che ne abbia una qualche necessità. Realizzato interamente in legno di abete, veicola il suono del nostro smartphone in un padiglione, amplificandolo. Prodotto artigianalmente, anche esteticamente bello con un design a mio avviso pulito ed essenziale. Uno sguardo rivolto al futuro: artigianalità ed eco-sostenibilità.

WOOBI

Dalla bicicletta in carbonio a quella in legno. Woobi: design di Matteo Zugnoni. Un secondo esempio di city bike, un po’ meno tecnologica ma molto cool. Assolutamente innovativo il sistema di trasmissione, dove la tradizionale catena lascia il posto ad una cinghia Gates Carbon Drive. Si tratta di un particolare accorgimento tecnologico “che garantisce silenziosità, pulizia e fluidità”. La cinghia ha un cuore chiamato centertrack che altro non è se non una fascia interamente in carbonio spessa 11 millimetri, rivestita di poliuretano. Estremamente personalizzabile dalla scelta del legno per il telaio alla pelle della sella, passando per le manopole e le varie opzioni cromatiche. Un tratto distintivo nella mobilità urbana.

HI-BIKE

Hi-bike è un progetto di bicicletta di lusso che con il modello “Eye” ha dato vita alla city bike a pedalata assistita, in fibra di carbonio, che garantisce confort e agilità negli spostamenti urbani. Nasce dall’idea di sfruttare l’antropometria umana per raggiungere un elevato livello di guidabilità. Il motore che supporta la pedalata, integrato (assieme alla batteria) sul mozzo posteriore è in grado di recuperare l’energia in frenata ed in discesa. Raggiunge così un’autonomia nel ciclo combinato di circa 30 km. La realizzazione è frutto di una collaborazione con l’Istituto Europeo di Design, . Il design è di Lorenzo Perna e l’iniziativa imprenditoriale è della F&N Compositi facente capo all’imprenditore Nicola del Vecchio. Esclusività e comodità al servizio di una mobilità urbana “green”.

FUTURMECC

Un progetto ad alta tecnologia è anche quello della Futurmecc azienda attiva dal 1990 nella meccanica di precisione nonché nella progettazione e realizzazione di macchine e sistemi di automazione. Il progetto presentato si chiama Stesil Bike ed ha condotto alla realizzazione di Cheiron, una moto che a me è sembrata davvero bella. La moto ha componenti in carbonio assemblate su un telaio in ergal, una particolarissima lega di alluminio. Cheiron è, su richiesta del cliente, KEYCOVERpersonalizzabile in ogni piccolo dettaglio e/o componente. Un pezzo unico ed esclusivo.

SHEARTH

ShEarth di Heritage è la linea di camicie realizzate con tessuto in fibra di legno, per uomo o per donna, sartoriale e personalizzabile. La camicia morbida al tatto e lucente è un prodotto tailor made, grazie alla disponibilità di un sarto (a domicilio) per prendere le misure e consigliare la migliore soluzione per ciascuno. Elegante e raffinata.

BABY GOLDRAKE

Progetto Baby Goldrake, a cura degli studenti del liceo Fermi di Padova. Si pone l’obiettivo di impiegare i robots, con finalità sociale, nel sostegno preparatorio e post-operatorio ai bambini ospedalizzati. Interessante e molto utile.

KEYCOVER

Keycover, la tastiera per smartphone ad uso di persone ipovedenti o non vedenti, progettata per rendere fruibile la scrittura attraverso la digitazione fisica ed in alternativa agli attuali programmi vocali. La piccola tastiera (ci dicono ancora in fase di prototipo ed assolutamente migliorabile nel design e nei materiali) oltre ad essere utilizzata come cover di un qualsiasi smartphone, grazie alla connessione usb può essere utilizzata come comune tastiera di un qualsiasi pc. Il principio su cui si basa è quello del linguaggio Braille. Geniale!

MOMELY

E che dire di Momely di Gianluca Vicini? Sono rimasto qualche secondo a fissare da una posizione un po’ defilata lo stand, senza riuscire a cogliere di cosa si trattasse. Ben presto però sono stato “scoperto” ed è scattata la fatidica domanda: “hai bisogno di informazioni?”. Ovviamente ne avevo assoluta necessità dal momento che, come ho confessato subito, non riuscivo a capire. Con cortesia Gianluca mi ha illustrato l’applicazione, facendo in modo che il mio smarrimento iniziale si tramutasse in stupore. Momely vuole trasformare i cimiteri in luoghi della memoria “storica”, in luoghi “in luoghi ricchi di stimoli storici, culturali e demografici”. Come? Permettendo di “raccontare e tramandare storie, diffondendo cultura e mantenendo memoria degli eventi” che hanno caratterizzato la vita del caro defunto. Momely, “per offrire la possibilità di divulgare le storie dei propri cari o la propria, utilizza una piattaforma web per la creazione e la gestione dei contenuti”. Inoltre la storia relativa a ciascuno sarà accessibile tramite un’applicazione per smartphone grazie a dei tag posizionati direttamente sopra le tombe. Stupefacente.

Ovviamente l’elenco potrebbe essere più lungo, non essendomi dimenticato delle chiacchierate con i team di Key Finder, Playcar, Bikee Bike, Repro, Droni Monouso per Missioni Umanitarie, Eumakers, Off Limits, The Pasta Code.
Noi di Wild Italy abbiamo voluto esserci, per il secondo anno consecutivo.

Abbiamo avuto voglia di raccontare un evento la cui risonanza sta crescendo. Un evento che siamo convinti possa rappresentare una sfida (che si può vincere!) per il futuro del nostro Paese.


About

In qualità di Advisor presso la società di Revisione e Consulenza BDO Italia SpA (www.bdo.it), opera nell'area Governance-Risk-Internal Control. Laurea in Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari nel 2006, con una tesi in Tecnica di Borsa. Master e formazione professionale: - Intermediari Finanziari e Gestione del Risparmio (Master, Tor Vergata, 2006); - Diritto e Tecnica dell'assicurazione (Master, LIUC di Castellanza, 2011); - Credit Management (Master Executive, Il Sole 24 ORE Business School, 2014-2015). Dopo una breve esperienza in Banca Popolare Pugliese, dal 2007 e per 8 anni, fa parte del team di Milliora Finanzia Spa, intermediario finanziario di cui diventa Responsabile Operation nel 2011. Intraprende, a partire dal 2011, alcune occasionali collaborazioni in qualità di contributor con siti specializzati e riviste on line quali Diritto 24 – Il Sole 24 Ore, Compliancenet.it, DirittoBancario.it, AnalisiBanka.it, Simplibiz.net, oltre che con altri intermediari finanziari minori. Appassionato di auto, officine, restauri, inizia a collaborare con il blog di Wild Italy, alla sezione Motori, nell’ottobre 2013; partecipa al progetto di trasformazione del blog in testata giornalistica autorizzata in qualità di socio fondatore e componente del consiglio direttivo (2014). CAPOSERVIZIO ECONOMIA


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