Maldestro

Maldestro, l’anima ruvida e intensa de I Muri di Berlino

Il cantautore napoletano Maldestro presenta il suo nuovo lavoro in studio dal titolo I Muri di Berlino, uscito a due anni da Non trovo le parole, per Arealive/Warner.

Maldestro, dopo la buona prova sul palco dell’Ariston con il brano Canzone per Federica, porta alla luce un disco dal sapore folk-cantautorale moderno,  dalla vena testuale ricercata, ruvida e intrigante. Molte sono le affinità che troviamo con la scuola cantautorale più classica, ma che sono state riscritte su misura per la vocalità profonda di Maldestro e rimaneggiate con rinnovata freschezza e una buona dose di ispirazione.

Da Sanremo a I Muri di Berlino

MaldestroTutto quello che resta è un brano andante, dalle molte sfumature: come un grande mix tra cantautorato, attitude balcan e quel sound  internazionale che porta alla luce molti sapori e molte esperienze sonore. Molto bello il testo. È sin da subito molto evidente la grande cura di Maldestro per la parte testuale che resta uno dei punti di forza di questo artista.

Canzone per Federica è il brano presentato a Sanremo, una traccia intensa e dai colori scuri. Uno dei migliori brani delle nuove proposte che ha affascinato l’Ariston, con la sua ricercatezza e la sua eleganza. Qui Maldestro “porta a galla” una vena più “dark” che, sul ritornello, si apre a sonorità più liriche. Indubbiamente un bel lavoro.

Che ora è  apre a un sound da ballad piuttosto classico con ritmi lenti e chitarre arpeggiate. Un pezzo dritto, molto canonico nell’arrangiamento, ma comunque un ulteriore ottima conferma del suo ruolo di paroliere.

Io non ne posso più ha un sound più folkeggiante. Il brano si presenta con un testo tagliente che non può non ricordare il miglior Rino Gaetano, con quel tocco di modernità melodica che non stona affatto. Non male. Forse le sonorità più “chiare” rispetto ai brani precedenti possono risultare “atipiche” ma comunque restano in linea con l’opera di Maldestro.

Prenditi quello che vuoi è un brano leggero costruito su chitarra e voce. Un pezzo che rimanda un po’ sull’attitude da ballad, con una vena lirica più evidente e con un sound delicato che lascia il grosso del lavoro alla voce e alle sfumature sonore in sottofondo. Bello il crescendo sul finale che porta questo pezzo su un sound da ballad rock più graffiante e più incalzante.

Un cantautorato moderno e avvolgente

Sporco Clandestino è un brano intenso, composto unicamente da voce e una sfumatura leggera in sottofondo. Parliamo di sonorità piuttosto elettroniche eppure molto lievi, una sorta di ninna nanna dal sapore elettronico, dai colori cupi e dal sound lieve ed effettato. Anche qui il testo è parte fondamentale nella costruzione della bellezza di questo brano. La dolcezza e la rabbia di Maldestro costruiscono in questo caso, forse, uno dei pezzi migliori del disco, sicuramente il più avvolgente.

MaldestroArrivederci allora ha una sfumatura piuttosto pop ma di quelle non scontate: una ritmica andante, quasi ballabile e un testo profondo. Il brano è piuttosto dritto e con poche sfumature sonore rispetto ai pezzi precedenti, probabilmente per mettere in primo piano la parte testuale che diventa ancor più interessante con il pezzo parlato sul finale.

Tu non passi mai presenta sonorità cantautorali/folk molto melodiche e dai ritmi incalzanti. Un pezzo più leggero a livello sonoro: il sound “cupo” e quasi solenne lascia il posto a sonorità più aperte e, come già detto, dalla linea melodica più evidente. Nonostante questa vena più canonica, anche questo brano si ascolta con curiosità e piacere. Molto intrigante il radicale cambio di registro sulla chiusura del brano che, oltre all’ingresso dei fiati, porta il tutto su sonorità  rock più dritte.

Luci (in un solo minuto) va a chiudere il disco. Il brano ha un sapore più lirico e più intimo: con pianoforte e voce, Maldestro chiude in bellezza e con grande intensità questo suo I Muri di Berlino. Molto ben giocato questo arrangiamento lirico che fa da tappeto sonoro alla voce profonda di Maldestro e che porta a conclusione il disco.

Un disco ruvido e intenso.

I Muri di Berlino è un gran bel disco, uno di quei lavori fatti con l’anima e che riesce a trasmettere all’ascoltatore l’amore e la grande intensità creativa di un artista.

Maldestro ha confezionato un ottimo album che con eleganza, ricercatezza testuale e intensità sonora riesce a catturare e ad affascinare anche l’ascoltatore più esigente, lasciandolo completamente soddisfatto e affascinato dai testi e dalle liriche del cantautore.

Indubbiamente più smussato e meno ruvido del precedente disco, I Muri di Berlino riporta sulla scena un Maldestro più maturo e più aperto verso orizzonti sonori più variegati.

Un disco da ascoltare assolutamente, prova evidentissima di grande competenza dell’artista e di grande qualità musicale del panorama cantautorale del nostro Paese.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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