Maleficent – Signora del male, il ritorno live action della fata Disney sia eroina che cattiva

Angelina Jolie, Elle Fanning e Michelle Pfeiffer sono le tre protagoniste di Maleficent – Signora del male, sequel del film del 2014 che metteva al centro non più la bella addormentata Aurora ma la “villain” Malefica

 

Spezzata la maledizione con il bacio del “vero amore”, riuniti i regni e incoronata Aurora regina della Brughiera, sembrava che non ci fosse nulla da aggiungere a quanto già raccontato in Maleficent, il film live action disneyano del 2014 che adattava (molto) liberamente il Classico del 1959 La bella addormentata nel bosco, ma dal punto di vista della “villain” Malefica. In effetti però c’era qualcosa che nel film non veniva mostrato, ovvero il più classico “e vissero felici e contenti” delle fiabe: le nozze.

Sinossi

Ed è dunque proprio l’annuncio del matrimonio tra Aurora e l’amato Filippo a dare avvio agli eventi raccontati nel sequel Maleficent – Signora del male (Maleficent: Mistress of Evil).
Mentre infatti Aurora (Elle Fanning) è al settimo cielo, lo stesso non può dirsi di Malefica (Angelina Jolie), che per amore della figlioccia decide comunque di far buon viso a cattivo gioco. Quando tuttavia la madre di Filippo, la regina Ingrith di Ulstead (Michelle Pfeiffer), chiede di poter conoscere Malefica in quanto madre putativa di Aurora, le cose non andranno come previsto. La situazione subisce infatti dei drammatici risvolti in occasione di una cena di presentazione con i genitori di Filippo (Harris Dickinson, che prende il posto di Brenton Thwaites). La regina Ingrith sta covando un piano per separare per sempre umani e fate e riuscirà subdolamente a mettere discordia tra Aurora e Malefica.

Abbattere la diversità

Se col primo Maleficent i puristi della La bella addormentata nel bosco storsero in naso (non impedendo comunque al film di incassare più di 750 milioni di dollari in tutto il mondo) a causa degli stravolgimenti attuati non solo sulla trama ma sulla natura stessa dei personaggi (Malefica non era più malvagia di nome e di fatto ma solo una creatura ferita e rancorosa, mentre era re Stefano il vero antagonista), in Maleficent – Signora del male si prosegue sulla medesima e rassicurante strada ormai nota.

Rispetto al primo film gli orizzonti del mondo da fiaba del film si allargano, arrivando a includere la cittadina e lo spettacolare castello di Ulstead, ma anche tutto il mondo delle Creature delle Tenebre. Se infatti nel film precedente erano i rapporti (feriti o affettuosi) con il prossimo al centro dell’universo in cui si muoveva Malefica, adesso la nostra creatura fatata sia eroina che cattiva deve vedersela sì con chi vorrebbe annientarla, ma soprattutto con sé stessa.

Tra i temi messi in campo da Maleficent – Signora del male c’è infatti quello della diversità e dell’importanza dell’inclusione. Tema rappresentato in primis da Malefica che in questo secondo capitolo arriva a scoprire di più su di sé e dovrà decidere chi essere, e per cosa combattere. Una diversità che nel film si cerca di abbattere non in quanto rappresentativa di un’effettiva minaccia ma piuttosto per vigliaccheria e paura. Avvicinando in questo la fiaba del film all’attualità.

Una fiaba positiva

Come già in Maleficent, anche per questo secondo capitolo – diretto non più da Robert Stromberg ma da Joachim Rønningl’universo femminile ha un posto di primissimo piano, tramite il quale viene proseguito e approfondito il discorso sulla maternità. Alla “madre” che si sente inadeguata Malefica e alla pura dolcezza della “figlia” Aurora, si aggiunge la terza figura della regina Ingrith, madre di fatto di Filippo e madre putativa del suo popolo, che per ignoranza perseguirà un piano diabolico e distruttivo.

Supportate dagli splendidi costumi di Ellen Mirojnick, le tre protagoniste Jolie, Fanning e Pfeiffer sono funzionali al loro ruolo di personaggi sì delle fiabe ma con un tocco di modernità, dalla psicologia a tutto tondo che non divide in schieramenti tra buoni e cattivi. La storia di Maleficent – Signora del male è infatti fantastica e popolata da classici elementi favolistici quali creature fatate e possenti castelli. Ma oltre la sua facciata fantasiosa cerca di raccontare dell’oggi e lanciare messaggi positivi, come quello che invita al rispetto dell’ambiente e della sua biodiversità.

 

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Chi ha amato il primo film probabilmente farà altrettanto con Maleficent – Signora del male, che non regala brutte sorprese ma dà agli spettatori esattamente quello che si aspettano dopo gli stravolgimenti del capitolo precedente: niente manicheismo, scenografie fantasiose con abbondanza di CGI, messaggi edificanti, una “cattiva” ormai del tutto decostruita e resa altro, con buona pace dei fan del Classico Disney originario. Siamo di fronte a un film adatto alle famiglie dove tutto procede su binari prestabiliti, che non cerca di fare grande arte ma semplicemente di offrire circa due ore di magia e buoni sentimenti. E in cui c’è spazio per tutti i tipi di famiglie, anche quelle meno tradizionali.

Maleficent – Signora del male sarà al cinema dal 17 ottobre con la distribuzione Disney


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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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