Marino ci ripensa e lancia la sfida a Renzi

Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre”. Sono queste le parole della nota ufficiale diramata dal Campidoglio in quello che sarà un giovedì pomeriggio da ricordare. Da ricordare per il guanto di sfida che il primo cittadino più contestato d’Italia lancia al suo acerrimo nemico, Matteo Renzi.

La “tegola” arriva poi a poche ore di distanza da una riunione, quella tra il commissario del Pd romano Orfini (ora unico vero accusato – vista la piena fiducia datagli da Renzi – di non aver saputo gestire la questione) e i consiglieri comunali democratici al Nazareno. Tra i presenti all’incontro sono stati segnalati la presidente del consiglio comunale Valeria Baglio, Orlando Corsetti, Cecilia Fannunza, Michela Di Biase, Valentina Grippo, Giovanni Paris, Giulia Tempesta, Daniela Tiburzi e il consigliere di Centro Democratico Daniele Parrucci. Una sorta di gabinetto di guerra, per prevenire l’eventualità – poi realizzatasi – del ritiro delle dimissioni.

“Se Marino dovesse ripensarci – si è letto sui giornali – e decidere di restare alla guida del Campidoglio – i consiglieri del Pd si dimetterebbero subito dal loro incarico”.

Ora che il primo cittadino ci ha ripensato, prenderà corpo questa ipotesi?

Difficile a dirsi perché rimane comunque uno scoglio burocratico.

Infatti per staccare la spina all’amministrazione Marino usando la tattica delle dimissioni in blocco servono i numeri. Viene stabilito chiaramente nell’articolo 9 del regolamento dell’assemblea capitolina. Si parla di: “dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati allo stesso protocollo, della metà più uno dei Consiglieri assegnati non computando a tal fine il Sindaco”.

I soli 19 consiglieri Pd non bastano quindi. Ne servono almeno 25 (così come per una mozione di sfiducia). Bisognerà cercare una sponda con pezzi di opposizione? E in quanti accetterebbero?

Tra gli adii, nel frattempo, si registrano quelli di peso della giunta. Marco Causi e Stefano Esposito – rispettivamente vicesindaco/assessore al bilancio e assessore ai Trasporti – confermano la loro volontà di lasciare l’incarico, a 3 mesi dal loro ingresso nell’esecutivo capitolino.

“Non credo che saremo i soli”, confessa Esposito.

Anche Alfonso Sabella, infatti, assessore alla Legalità, è pronto a fare gli scatoloni: “Lunedì tornerò a fare il magistrato”, ha dichiarato a SkyTg24. Si unisce a lui anche il responsabile della Scuola Marco Rossi Doria (“Torno a fare il maestro”).

Altra ipotesi sul piatto che circola in ambienti dem e che si intenda dare la possibilità al sindaco Marino di rimanere in carica fino all’approvazione del bilancio consuntivo (prevista per fine novembre) per poi bocciarlo e far cadere definitivamente l’amministrazione. Sarebbe un duro colpo ma darebbe al Presidente del Consiglio la possibilità di non far votare per il rinnovo dei vertici del Campidoglio a maggio, in contemporanea con le altre città, e di avere quindi un tempo maggiore per salvare il salvabile.

Per saperne di più, però, dovremo aspettare la convocazione del consiglio che, ancora, non è stata resa nota.

Intanto preparate i popcorn


About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


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