Massive Attack

Massive Attack, il laboratorio musicale

La prossima estate romana, oltre a presenze illustri di artisti come Graham Nash, Yes, Iron Maiden, Skunk Anansie, Cindy Lauper, Sting, Santana e Joan Baez, si arricchirà anche di un gruppo “particolare”, i Massive Attack, con un concerto previsto all’Auditorium di Roma alla fine del mese di luglio.

Fonte: artspecialday.com

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Lo definisco un gruppo “particolare” in quanto all’inizio non catalogabile in un genere specifico (negli anni successivi è stato definito “trip hop”), mixando rock, jazz, funky, rap e musica elettronica ed avvalendosi di collaborazioni di voci (soprattutto femminili) che caratterizzavano i loro brani.

Il gruppo, formato attualmente dai soli Robert Del Naja (detto “3D”) e Grant Marshall (detto Daddy G), nativi di Bristol, comprendeva all’inizio anche Andrew Vowles (detto Mushroom) e Adrian Thaws (detto Tricky), usciti di scena rispettivamente dopo la pubblicazione dell’album “Mezzanine” il primo e con “Protection” il secondo.

La storia li vede collaborare già negli anni ’80 in un vasto movimento musicale chiamato “The Wild Bunch”, che proprio a Bristol era nato e riusciva a raccogliere molti appassionati durante le loro performance live; dopo questi primi successi di pubblico, decidono di coniare un nuovo nome per il gruppo: nasce così Massive Attack.

Il primo lavoro per una major discografica (la Virgin) esce nel 1991, “Blue Lines”, e l’inizio dell’album è folgorante: il brano “Safe from Harm” è una riedizione del classico “Stratus” di Billy Cobham, con l’aggiunta della splendida voce di Shara Nelson, che ritroviamo anche in “Unfinished Symphaty”  ed in “Lately”; l’altra voce importante è quella di Horace Andy, singer giamaicano, che collaborerà spesso anche nei successivi lavori.

Passano tre anni circa e, nel 1994, esce il nuovo album “Protection” che riprende in parte il discorso iniziato in precedenza: la voce femminile principale è quella di Tracey Thorn (già solista nel gruppo pop Everything but the Girl) nella title track e in “Better Things”; il disco si arricchisce, in un paio di brani (Weather Storm e Heat Miser) dello splendido pianoforte di Craig Armstrong, compositore, musicista e arrangiatore di splendide colonne sonore cinematografiche; ritroviamo ancora in due pezzi (tra i quali la versione live della famosissima “Light my Fire” dei Doors) la voce di Horace Andy.

Il 1998 vede l’uscita del loro più famoso ed acclamato lavoro, “Mezzanine”, spesso inserito ed utilizzato con alcuni brani all’interno di film e telefilm famosissimi (“Matrix”, “The Jackal” e la sigla iniziale del “Dr. House”, però solo nella versione americana); è anche un album che accentua, se possibile, ancor di più i toni cupi dei lavori precedenti e diventerà il motivo di dissidio tra “Mushroom” e gli altri due componenti (3D e Daddy G) provocando l’uscita del primo dai Massive Attack.

Horace Andy, con il suo caratteristico falsetto, partecipa a tre brani, mentre le voci femminili nei due pezzi più famosi sono rispettivamente quella di Elisabeth Fraser (dei Cocteau Twins) in “Teardrop” e quella di Sara Jay Hawley in “Dissolved Girl”.

Fonte: rollingstone.it

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“100th Window” esce nel 2003 e vede praticamente la sola presenza di Robert “3D” Del Naja, e oltre alla collaborazione del  solito Horace Andy, presenta una star alla voce, Sinead O’Connor, che canta in tre brani e prende parte anche alla realizzazione dei testi. L’album non riesce a bissare il successo del precedente, ma rimane comunque  molto interessante, ricreando atmosfere molto simili al precedente “Mezzanine”.

Negli anni successivi Del Naja si occuperà della realizzazione della colonna sonora del film “Danny the Dog”, con la sceneggiatura e la produzione di Luc Besson, interpretato da Morgan Freeman, Bob Hoskins e Jet Li.

Per trovare un nuovo lavoro dei Massive Attack (nel frattempo “Daddy G” rientra a tempo pieno) bisognerà aspettare ben sette anni e, nel 2010, esce “Heligoland” che vede anche qui molti ospiti come Tunde Adebimpe (dei Tv on the Radio), Damon Albarn (dei Blur), Hope Sandoval e Martina Topley Bird.

Sono molto curioso di vederli ancora all’opera dal vivo questa estate, dopo la pubblicazione di alcuni nuovi brani molto interessanti all’inizio di quest’anno nell’EP “Ritual Spirit”, a venticinque anni dall’esordio discografico e dopo sei anni di silenzio: vedremo, o meglio ascolteremo, se il laboratorio musicale funziona ancora.


About

Appassionato di cinematografia e di musica sin dagli anni ’70, vive e lavora a Roma. Ha avuto esperienze radiofoniche negli anni ’80 e alimenta continuamente le sue passioni. Nell’ambito musicale, una particolare predilezione per il Jazz ed il Rock-Progressive. BLOGGER DI WILD ITALY


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