Matteo Salvini “il goleador”, tra gaffes e critiche

«A me andrebbe bene fare il regista dietro Salvini, che è un goleador. Un attaccante, un marcatore che fa i gol, ma ha bisogna di una squadra dietro». Un’investitura. Non si potrebbe definire diversamente la dichiarazione rilasciata poche settimane fa dall’ormai ex senatore (ed ex Cavaliere) Silvio Berlusconi. Qualcuno si è chiesto il perché di 6a00d83451654569e2011571d490fb970bquesto spostamento dell’attenzione sul quarantenne segretario federale della Lega ma non c’è molto di cui stupirsi.

Negli ultimi mesi, infatti, nei confronti del leader dal fazzoletto verde si è ormai attivato il circo mediatico, intonando un sottofondo di violini che è sfociato nel discusso servizio giornalistico con l’europarlamentare svestito e avvolto dalle lenzuola.

Ma è tutto oro quel che luccica?

Andiamo con ordine. Non ripercorreremo, dalle colonne di questo giornale, tutte le “gesta” di questo personaggio. Ci sono però alcuni episodi che meritano di essere raccontati.

DOPPIO INCARICO E ASSENTEISMO.

Salvini, quando ancora era alle prime armi nel mondo della politica, viene eletto a vent’anni – nel 1993 – al Consiglio comunale della sua Milano, incarico che (caso più unico che raro) manterrà fino al 2012. Nel 2004 però viene eletto europarlamentare e già si fa notare dai colleghi esteri per un particolare: come suo assistente parlamentare sceglie Franco Bossi, fratello del più famoso Umberto. Altro atto non secondario è che, come dicevamo, avendo già un incarico nel suo paese, in Europa non brillerà per il presenzialismo. Più volte verrà accusato di non presentarsi così spesso alle votazioni in aula (ne parlano qui e qui ). Citiamo gli ultimi dati: i due osservatori principali (Votewatch e Mepranking) scrivono che, dall’inizio della legislatura europea (luglio 2014), Salvini non ha preso parte a 148 sedute su 217. Il tasso di partecipazione, 68%, lo colloca al 375° posto su 751 deputati europei.

LE FIDANZATE RACCOMANDATE. 

Il 23 luglio scorso Davide Vecchi, dalle colonne de Il Fatto Quotidiano, racconta un piccolo vizio di Salvini: «far assumere dagli enti pubblici le donne che lo accompagnano. Se Giulia Martinelli, madre della seconda figlia del segretario del Carroccio (con cui si è presentato domenica al congresso della Lega a Padova), è stata assunta a chiamata nella Regione Lombardia del leghista Roberto Maroni, la ex moglie Fabrizia Ieluzzi è stata per quasi dieci anni al Comune di Milano, anche lei assunta a chiamata dal 2003 e poi confermata più volte prima da Gabriele Albertini e poi dalla giunta di Letizia Moratti».salvini

«Cambiavano sindaci, direttori generali, assessori – continua Vecchi – ma lei rimaneva lì: 18 ore settimanali, tre al giorno, con compensi tra i 20 e i 36 mila euro annui (come da contratti che il Fatto ha potuto consultare). Per carità, Salvini di parentopoli proprio non vuol sentir parlare. Anzi, ne è uno dei più strenui oppositori. Quando dall’inchiesta sull’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, spuntò la cartelletta “the family” con le spese e le paghette da migliaia di euro ai figli dell’allora Capo, Umberto Bossi, Salvini schiumava rabbia su Facebook: “La mia paghetta era 500 lire”. Pochi mesi prima i due erano in vacanza insieme, immortalati sul quad del Trota».

GAFFES E CONTROVERSIE. 

Le uscite “degne di nota” sono tante ed è quasi impossibile elencarle tutte. Si va dal coro razzista “Napoli merda, Napoli colera” (anche se oggi nel capoluogo campano Salvini cerca voti) alla dichiarazione shock di maggio 2009, durante la presentazione dei candidati del Carroccio per le provinciali di Milano: «Prima c’erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinte. Adesso si può pensare a posti, o vagoni, riservati ai milanesi. Fra dieci anni saremo costretti a chiederlo – afferma Salvini – se la situazione sicurezza sui trasporti pubblici meneghini continuerà così».

A dicembre 2013, nella sua prima uscita da segretario, ecco la sparata contro i giornalisti: «Qualche calcio in culo a qualche giornalista servo infame cominceremo a tirarlo. Diamogli almeno un motivo di dire che siamo cattivi».

E’ gennaio 2014, invece, quando negli studi de Le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, Salvini si rende protagonista di un altra situazione imbarazzante. Il politico leghista in quel periodo era un accanito contestatore del Ministro Cecile Kyenge. La scena è questa: le figlie del salvini-radio-cusano-campusministro aspettano appena fuori dallo studio. La Bignardi spiega a Salvini che il ministro non vuole che le figlie si confrontino in diretta con lui. Salvini risponde pronto: «Le avrei incontrate volentieri, ma la mamma è sempre la mamma». Poi aggiunge: «Se vuole le dia il mio numero di telefono, se mi vogliono chiamare di nascosto…» . Subito si accorge della gaffe e si corregge: «Non in quel senso, c’è mia moglie che guarda e ho una certa età, io…».

Chiudiamo il cerchio avvicinandoci ad oggi. Estate scorsa, pieno agosto, Salvini invoca lo sciopero dello scontrino: «Fare la spesa è far politica: non andare al grande supermercato ma al negozio sotto casa che conosci ed è in difficoltà e magari chiedendogli “io non voglio lo scontrino” perché l’Iva allo Stato non la voglio dare».

E’ quindi davvero lui il nuovo leader, l’astro nascente del centrodestra? Siamo sicuri?

 

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About

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.


'Matteo Salvini “il goleador”, tra gaffes e critiche' have 1 comment

  1. 30 Giugno 2015 @ 12:19 am Berlusconi è titolare del simbolo della Lega Nord? | Wild Italy

    […] in Rete gira una strana leggenda che riguarda Berlusconi e la Lega Nord, partito guidato oggi da Matteo Salvini. Sembrerebbe che il Cavaliere abbia ripianato, agli inizi degli anni 2000, i debiti accumulati dal […]


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