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Maze Runner – La rivelazione, i nodi si sciolgono nel capitolo conclusivo della saga con Dylan O’Brien

Sembrava un miracolo poter vedere conclusa la trilogia cinematografica di Maze Runner. Proprio a inizio riprese del terzo capitolo, il protagonista Dylan O’Brien si era infatti infortunato gravemente facendo temere per una sua impossibile ripresa, ma infine costringendo a slittare giusto di un anno l’uscita del film nelle sale. Abbiamo dunque dovuto aspettare un po’, ma finalmente Maze Runner – La rivelazione arriva nei cinema per mettere la parola fine alla saga sci-fi distopica per ragazzi diretta da Wes Ball, tratta dai romanzi di James Dashner (in Italia editi da Fanucci).

Maze Runner - La Rivelazione film

Dove eravamo rimasti?

Al termine di Maze Runner – La fuga, Thomas (Dylan O’Brien) e gli altri Radurai riescono finalmente a incontrare i membri del Braccio Destro. Peccato che Teresa (Kaya Scodelario) si riveli una traditrice. La ragazza ha infatti trasmesso la loro posizione alla W.C.K.D. (in italiano C.A.T.T.I.V.O.), in quanto convinta che solo nell’organizzazione possa risiedere una speranza di guarigione. A seguito di un violento scontro finale, Minho (Ki Hong Lee) e altri Immuni vengono rapiti dalla W.C.K.D.

In Maze Runner – La rivelazione si riprende la narrazione esattamente da dove l’avevamo lasciata in sospeso nel capitolo precedente. Thomas e i suoi compagni, tra cui Brenda (Rosa Salazar), Newt (Thomas Brodie-Sangster), Jorge (Giancarlo Esposito) e Harriet (Nathalie Emmanuel), pur di salvare Minho tentano un’ultima pericolosa missione. Ovvero irrompere nella leggendaria Ultima Città, una sorta di labirinto controllato dalla W.C.K.D., per trovare un antidoto al virus che sta decimando la popolazione. Ma anche risposte alle domande che li perseguitano. A controllare le loro mosse, ci sono ancora la dottoressa Ava Paige (Patricia Clarkson) e Janson (Aidan Gillen).

Azione e risposte

Inizia in medias res Maze Runner – La rivelazione, con una sorta di assalto alla diligenza in stile western post-apocalittico che strizza l’occhio a Mad Max. Una sorta di anticipazione in pompa magna di quel che vedremo per il resto del film: tanta, tanta azione. È una corsa a perdifiato il capitolo conclusivo della saga di Wes Ball, per la salvezza e per la conoscenza. Sparatorie, travestimenti, fughe, elicotteri che portano la salvezza dall’alto caratterizzano il film, più dalle parti de La fuga che de Il labirinto. Se infatti quest’ultimo si presentava come un folgorante primo capitolo, il sequel La fuga ne abbassava la tensione cervellotica da trip psicologico ed enigmatico, per buttarsi più sull’action in salsa young adult.

Maze Runner - La Rivelazione filmNe La rivelazione, rispetto al secondo film chiaramente “di transizione”, vengono però date in più allo spettatore quelle risposte attese da tempo (W.C.K.D. è o no una minaccia? Come si è diffuso il virus che sta decimando il genere umano? Teresa è davvero una traditrice?). In una conclusione che pare realmente tale e non lasciata aperta. Certo, c’è sempre la possibilità che si decida di adattare anche i due romanzi prequel della saga La mutazione e Il codice, ma per questo staremo a vedere.

Un finale dolceamaro

Se è vero che Maze Runner – La rivelazione non riesce a riproporre l’affascinante tensione misteriosa del primo film, non per questo lo si può definire deludente. Nonostante Dylan O’Brien sia palesemente sottotono, il film di Wes Ball in sé riesce a tenere alta attenzione e tensione per tutti i suoi 142 minuti tra scene spettacolari (per non dire inverosimili) e momenti più intimi e commoventi. Fino al finale dolceamaro, meno scontato di quel che si potrebbe ipotizzare. Tra i film d’intrattenimento del filone fantascientifico young adult, nonostante i suoi alti e bassi, la saga tratta dai romanzi di James Dashner si conferma tra i più interessanti prodotti del genere sfornati negli ultimi anni.

Maze Runner – La Rivelazione sarà al cinema dal 1° Febbraio con 20th Century Fox.

 

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About

Da sempre cultrice del cinema classico americano per indole familiare e dei cartoni Disney e film per ragazzi anni ’80 e ’90 per eterno spirito fanciullesco, inizio più seriamente a interessarmi all’approfondimento complesso della Settima Arte grazie agli studi universitari, che mi porteranno a conseguire la laurea magistrale in Forme e Tecniche dello Spettacolo. Amante dei viaggi, di Internet, delle “nuvole parlanti” e delle arti – in particolare quelle visuali – dopo aver collaborato con la testata online Cinecorriere, nel 2013 approdo a SeeSound.it, nel 2015 a WildItaly.net e nel 2016 a 361magazine.com, portando contemporaneamente avanti esperienze lavorative nell’ambito della comunicazione. CAPOSERVIZIO CULTURA


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