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Mc Zaia e il Mc menù padano

Scritto da Vincenzo Pacile il 30 - January - 2010 Letto 1,103 volte

Ieri per caso sono stato a mangiare in un noto ristorante appartenente alla forse più famosa catena mondiale di fast food.

Mentre sceglievo il menù, l’occhio mi è caduto sull’ultima novità culinaria in promozione, il nome è molto patriottico, si chiama Mc Italy.

La pubblicità descrive una vasta scelta composta da insalate ed hamburger preparati con ingredienti rigorosamente di provenienza italiana; per provare la novità, ne ho scelta una e ho iniziato a leggere il volantino pubblicitario dei prodotti Made in Italy offerti.

Più che Mc Italy, leggendo gli ingredienti, mi è venuto in mente, un po’ malignamente, sarebbe stato il caso di chiamarla Mc Bossi o Mc Padania visto che dal depliant, tutto il cibo sembra provenire solo da zone oltre Po …la malizia è durata fino a quando lo sguardo non si è fissato sul marchio della Repubblica Italiana impresso in alto a destra che recita più o meno così: campagna promossa con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali..ergo dal Ministro leghista Luca Zaia.

Ora, prima di tutto volevo chiarire che il panino è ottimo, mangiare in un fast food non è certo il massimo in fatto di salute alimentare e l’idea potervi trovare cibi composti da ingredienti italiani gioca sicuramente a favore di questo tipo di alimentazione; quindi è un’ottima idea, certo è, che se la campagna è rivolta a promuovere ingredienti tipici nazionali e soprattutto a far ottenere dei vantaggi ai nostri produttori si poteva almeno renderla realmente una operazione Italiana…

Rientrato a casa, ho provato a documentarmi onde evitare di scrivere inesattezze; sul Giornale per esempio ho letto sull’argomento, di una polemica tra alcuni esponenti del Pd (a questi non va bene proprio niente!) un giornale inglese e il Ministro Zaia e, tra le righe dell’articolo si legge che i prodotti provengono da tutta l’Italia, cipolle di Tropea, carciofi Romani, salumi Campani e via via salendo in direzione Po.

Ma cercando direttamente sul sito del fast food versione italiana, ci si imbatte nella descrizione dettagliata di tutti gli ingredienti e sulla loro provenienza:

Cipolle Borettane dei campi del Veneto (non proprio in provincia di Tropea..), Pancetta affumicata della Val Venosta, Parmigiano Reggiano Dop, Bresaola della Valtellina Igp,  Mele della Valtellina, Formaggio Asiago Dop, Insalata batavia della provincia di Modena, Hamburger della ditta Inalca in Val Padana, Pane che arriva storicamente da un’azienda di Modena così come l’olio extravergine d’oliva proveniente dai monti Iblei (ameno questi sono in Sicilia..) ci rimane così solo una spruzzata di delicatissima crema di carciofi la cui provenienza è contesa tra Puglia e Sicilia…

Forse sarò io un po’ prevenuto, ma a me questa campagna non sembra proprio Italy al 100%, se poi si considera che verranno utilizzate 1000 tonnellate di prodotti italiani, per un vantaggio economico dei produttori di circa 3,5 milioni di euro, mi verrebbe da dire al pur attivissimo e in gamba Ministro leghista che, in quanto Ministro della Repubblica Italiana, dovrebbe forse curare gli interessi di tutti i cittadini, non solo dei suoi vicini di casa, almeno fino al completamento della secessione.

Buon appetito.

VINCENZO PACILE’

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