Me, The Other And

Me, The Other And, l’universo onirico e affascinante di “404: human not found”

I Me, The Other And, presentano 404: Human Not Found uscito per Seahorse Recordings.

Un sound onirico, dilatato; sonorità corpose e intense costruite su tappeti sonori morbidi dal sapore elettronico e molto posato. Molto interessante la cura dei Me, The Other And per tutti I piccoli dettagli sonori: il tutto è dosato alla perfezione; brano dopo brano suoni, effetti e sensazioni si rincorrono e si intrecciano portando a galla un universo sonoro ampio e, quasi, extra terreno.

Me, The Other And, un sound onirico e extra terrenoMe, The Other And

Dopo l’Intro strumentale colmo di echi e sonorità “eteree”, entriamo subito in quello che sarà il mood del disco: un sound ampio e luminoso, un viaggio sonoro costruito sulla percezione delle singole sfumature sonore; un sentiero illuminato dai synth e dagli echi portati alla luce dai Me, The Other And.

She’s Got No Name vede l’ingresso delle due linee vocali: una femminile delicata ed eterea e una maschile più decisa e scandita. Inutile dire che le atmosfere di questo secondo brano non fanno che confermare il carattere di questa band che magistralmente porta alla luce questo sound immenso e luminoso.

Over  è come una sorta di ballad costruita con un andamento classico ma impreziosita dal sapiente uso delle due voci e del gioco di echi che costruisce un tappeto sonoro incredibilmente denso. Anche nei momenti di silenzio il gioco dei delay e dei synth riesce a dare a questo pezzo una continuità sonora dilatata eppure ben evidente.

Jazz ha un arrangiamento classicheggiante, anch’esso arricchito da effetti e una cura sonora impeccabile. Molto intrigante il continuo botta e risposta tra le due voci che, agilmente, si insinuano tra la ritmiche effettate e dal sapore sintetico. Un brano intenso, corposo e con un carattere onirico e quasi sospeso nel vuoto.

Interlude lascia ovviamente lo spazio alla sperimentazione sonora e alla magia dello strumentale, le voci restano solo di contorno con brevi accenni in funzione dei synth. Un momento di espressione sonora dove la vena sperimentale dei Me, The Other And emerge prepotente.

404: Human Not Found, espressione sonora e sperimentalismo

Les Invalides de la Belle Epoque ha un sound incalzante, frenetico e in continuo movimento. Un pezzo che, forse più degli altri, si avvicina all’elettronica più “classica” e oltretutto il primo pezzo con una sezione ritmica molto evidente, sincopata e nervosa.

Va a chiudere il disco Hide che, vocalmente, sembra il pezzo più dritto del disco. Meno ampio rispetto ai brani precedenti, questo Hide, suona più cupo, forse più terreno e tangibile rispetto ai brani precedenti, ma comunque di grande impatto sonoro ed emotivo.

me, the other and liveI Me, The Other And hanno portato alla luce un disco extra terreno, un lavoro intrigante e appassionante che dimostra un carattere forte e una competenza tecnico-sonora incredibile.

Una band che è stata in grado di miscelare delle sonorità completamente nuove in grado di mettere in scena uno spettacolo fatto di luce e colore; uno spettacolo emozionante e decisamente affascinante.

404: Human Not Found  è un disco piacevole, che scorre nelle casse come un immenso flusso sonore e non annoia mai, nemmeno dopo mille ascolti; questo è uno di quei rari lavori in grado di regalare all’ascoltatore sempre qualcosa di nuovo, sfuggito magari a tutti gli ascolti precedenti.

Un disco affascinante, che stupisce a ogni ascolto

I Me, The Other And hanno saputo registrare un disco in grado di stupire sempre e in grado di lasciare l’ascoltatore incantato e ammutolito ad ogni nuovo ascolto.
È così che dovrebbe essere, bisognerebbe produrre dei dischi dove lo stupore di chi ascolta non si attenui mai, e i Me, The Other And ci sono riusciti alla percezione.

L’ascolto e l’acquisto sono estremamente consigliati.

 

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About

La musica è la mia passione: sul palco dietro una batteria e sotto al palco in un mare sterminato di dischi. Laureato in Letteratura, Musica e Spettacolo e in Editoria e Scrittura a La Sapienza di Roma, passo il mio tempo tra fogli bianchi, gatti e bacchette spezzate. CAPOSERVIZIO MUSICA


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