Menzogne di e su Mills

Lasciando un attimo da parte la situazione di scontro Fini-Berlusconi, vorrei porre l’attenzione su ciò che Il Giornale ha scritto in data 22 Aprile, a riguardo della deposizione delle motivazione sulla sentenza Mills dello scorso 25 Febbraio.
L’articoletto lo troviamo nascosto a pagina 10, posto in basso con un trafiletto di poco più di 3 colonne e mezzo con un titolo emblematico: “La cassazione fa il processo parallelo al Cav“. Nell’articolo di Luca Fazzo si legge subito dello stop del processo del Premier per l’avvenuta approvazione del Legittimo Impedimento che, in un modo o nell’altro, richiama in maniera obiettiva il fatto che i PM abbiano inviato gli atti alla Consulta per decidere se, tale legge, è da considerarsi costituzionale o meno. L'avvocato inglese David Mills
Siccome siamo sul giornale del Cav, le polemiche inutili non si lasciano attendere e parte con la crociata contro i giudici che avrebbero fatto ripartire un “«processo parallelo» al Cavaliere, quello che secondo i suoi legali aveva come unico obiettivo arrivare a una sorta di condanna in effigie del capo del governo, bastonando l’avvocato inglese David Mills e di rimbalzo anche l’immagine pubblica di Berlusconi.” In realtà questo processo parallelo” non sarebbe stato tale se, nel 2008, non fosse stato emanato il Lodo Alfano che ha impedito ai giudici di procedere con il processo che era a tutti gli effetti un processo unico che vedeva i due imputati Berlusconi e Mills come corruttore e corrotto. Avevano lo stesso collegio di PM che hanno dovuto però continuare con l’avvocato e bloccarsi, con la conseguente necessità di creare un collegio nuovo, nel processo al Presidente del Consiglio. E, anche trascurando ciò, non aveva come “unico obiettivo arrivare a una sorta di condanna in effigie del capo del governo”, ma semplicemente quello di accertare la colpevolezza o meno dell’imputato, proprio come in ogni singolo processo. Leggendo Il Giornale, sembra trasparire che, il procedimento giudiziario, sia stato inventato come una sorta di calunnia studiata dalla magistraura politicizzata contro il Premier che non poteva processarlo per le varie leggi ad personam.
Non è tutto. Subito dopo, Fazzo spiega a parole sue ciò che le motivazioni dicono: “Mills era colpevole di corruzione in atti giudiziari … incassò soldi per avere mentito davanti ai giudici, e mentì per proteggere Silvio Berlusconi, nascondendone il ruolo nel sistema di conti esteri della Fininvest.” Termina poi con una frase che, non può essere altrimenti, vuole essere una battuta: “Una chiamata in causa quasi diretta per il premier.” QUASI IN CAUSA?

Silvio Berlusconi

Leggiamo attentamente ciò che dice la sentenza: “Il fulcro della reticenza di David MILLS, in ciascuna delle sue deposizioni, si incentra, … nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprietà delle società offshore, … favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti, posto che si era reso necessario distanziare la persona di Silvio Berlusconi da tali società, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all’estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Pier Silvio Berlusconi.”
Dottor Fazzo, questo è chiamare quasi in causa il Premier? Qua si dice chiaramente che Berlusconi ha corrotto Mills e che egli lo ha favorito mentendo o facendo reticenza nelle dichiarazioni durante i processi in modo da slavargli la pellaccia. Berlusconi non è stato condannato solo grazie all’avvocato inglese.

Siccome quelli del Giornale sono furbi ed intelligenti e sanno che, la maggior parte delle persone guarda le foto e magari si legge la didascalia per sapere chi è e non legge l’articolo, hanno ben pensato di scrivere, accanto alla foto di David Mills: “L’avvocato inglese David Mills, assolto dalla Cassazione dall’accusa di corruzione in atti giudiziari. Per i giudici della Suprema corte la corruzione ci fu, ma il reato è stato cancellato dalla prescrizione, visto che sarebbe avvenuto nel 1999.” Primo: non è stato assolto ma prescritto, che, al contrario di quanto dice Minzolingua, hanno due significati diversi; secondo, il reato non è “stato cancellato” dai giudici, proprio perchè il reato ci fu, di conseguenza il reato è andato prescritto per la decadenza dei termini.

Che dire. Per leggere certe testate bisogna avere un bagaglio di conoscenza non indifferente sui temi che riguardano il Cav, se no rischi pure di cascarci e di credere alle loro balle!

GIAMPAOLO ROSSI


About

Residente a Belluno, studia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna alla facoltà di Lettere, con indirizzo storico, per poi specializzarsi in giornalismo.
giampross@katamail.com


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